La mobilitazione
|‘Le idee non si arrestano’ e ‘No al riarmo’: Voce Studentesca tappezza le piazze
Il movimento: “Non possiamo rimanere in silenzio mentre il dissenso viene trattato come un problema di ordine pubblico”
Nella giornata di ieri (1 agosto) i membri del Movimento Voce Studentesca hanno realizzato un’azione di protesta riempiendo la piazza con decine di cartelloni e uno striscione “per denunciare – spiegano la crescente militarizzazione dello Stato, la repressione del dissenso e le violenze che troppo spesso colpiscono chi sceglie di manifestare”.

Sui cartelloni sono comparsi messaggi contro la militarizzazione della società, contro l’utilizzo della forza come risposta ai movimenti sociali e in solidarietà a chi lotta quotidianamente per la difesa dei propri territori e dei propri diritti. “Una parte dell’iniziativa – dicono dal Movimento – è stata dedicata anche alla Val di Susa, dove continuiamo ad assistere a un impiego sproporzionato delle forze di polizia nei confronti di cittadini e manifestanti del movimento No Tav. Abbiamo inoltre voluto ricordare Fakir, affinché la sua morte non venga dimenticata e continui a rappresentare un motivo di riflessione sulla necessità di garantire trasparenza, verità e giustizia ogni volta che una persona perde la vita durante un intervento delle forze dell’ordine”.
“Non possiamo – dice ancora il Movimento – rimanere in silenzio mentre il dissenso viene trattato come un problema di ordine pubblico. Crediamo in uno Stato che ascolti i propri cittadini e non che risponda con la militarizzazione delle piazze e dei territori. Difendere il diritto di manifestare significa difendere la democrazia stessa”·
Con questa azione il Movimento Voce Studentesca ribadisce “la propria vicinanza a tutte le realtà che lottano per i diritti sociali, ambientali e civili e rinnova il proprio impegno nel costruire una società fondata sul dialogo, sulla giustizia sociale e sul rispetto delle libertà fondamentali”.


