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Giovane Grido e Faust danno la loro ricostruzione: “Pardini di lì non è passato, il sindaco Verona ci ha invitato a esporre lo striscione alle celebrazioni”

La contestazione andata in scena lo scorso 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema continua a far discutere, riaccendendo il dibattito politico a Lucca e portando alla luce le motivazioni dei gruppi giovanili protagonisti del blocco stradale. A prendere la parola, rivendicando con forza il senso e il metodo dell’iniziativa nei confronti del primo cittadino Mario Pardini, sono i collettivi Giovane Grido Lucca e Faust (Fronte Autonomo Studenti Territorialisti).

Nel loro intervento, i rappresentanti dei gruppi esprimono anzitutto gratitudine nei confronti della cittadinanza per il sostegno ricevuto. “Vediamo che stanno sostenendo la nostra azione senza distinguo tra metodo e merito. È chiaro a tutti che è grazie all’aver bloccato il sindaco che si è aperta la questione della sua illegittimità in quel luogo, percepita sotto pelle ma mai espressa così esplicitamente da una prassi come la nostra. Questo ha dato respiro e gran soddisfazione ai tanti abitanti di Lucca ai quali non è mai andata giù la sua presenza a Sant’Anna e di cui abbiamo interpretato la volontà. Solo oggi, dopo questa azione, è finalmente esplosa la contraddizione di Mario Pardini di professarsi antifascista e avere dato potere a un vice fascista”.

I collettivi ricostruiscono poi i dettagli dell’interlocuzione avvenuta sul posto con le autorità e con il primo cittadino lucchese. “Un altro grazie va a Maurizio Verona, sindaco di Stazzema che ha compreso la nostra intenzione di sollevare una questione politica reale e sentita e non ha trattato la nostra azione come una mera questione di ordine pubblico. Ha parlato con noi dei neofascisti lucchesi e ci ha invitato a esporre lo striscione Pardini: il vice fascista hai voluto, qui non sei benvenuto durante la commemorazione. Noi abbiamo declinato l’invito solo perché determinati a non far oltrepassare al Pardini il ponte che stavamo presidiando”.

Sulla dinamica dell’incontro con il sindaco Pardini, la nota prosegue con toni particolarmente sferzanti. “Solo dopo aver parlato con Verona è sopraggiunto il Pardini che sceso dall’auto e messo da noi di fronte all’imbarazzo che stava costituendo per la città di Stazzema e il sereno svolgersi della commemorazione, ha negato che il suo vice si dichiari evoluzione del fascismo salvo poi scivolare tragicomicamente su argomenti del tipo “hanno fatto queste dichiarazioni prima di entrare in giunta”, dove per “prima” si tratta di qualche mese prima. Una volta conclusa una stucchevole e inutile divagazione sulla democrazia, ha dato la sua parola che per non dare problemi al sindaco di Stazzema si sarebbe allontanato dalla commemorazione. Noi l’abbiamo visto fare inversione a U e siamo rimasti a presidiare la strada per tutto il tempo senza bloccare l’accesso delle navette e delle auto alla celebrazione. Lui il ponte non l’ha più passato, almeno non pubblicamente“.

Nel respingere le accuse di aver ostacolato il regolare svolgimento delle celebrazioni per le altre persone, le sigle giovanili precisano la portata del loro blocco. “Vogliamo ribadire che noi nel blocco che abbiamo fatto non abbiamo fermato nessunoche volesse partecipare alla cerimonia se non per i primissimi momenti, che ci hanno permesso, incatenati al guard-rail e tenendo lo striscione di parlare con Verona e non far passare l’unica persona che ci siamo rifiutati di far defluire, cioè ovviamente, il Pardini. Nei video che ha fatto successivamente all’accaduto ha parlato molto di più di quanto non l’abbia fatto con noi e trovandosi in evidente difficoltà non ha minimamente fatto riferimento al motivo dell’azione e ha evitato di parlare del suo vice fascista. Ha trovato invece il tempo di usare la questione per promuovere la sua ricandidatura. Questo è il rispetto del sindaco per i martiri di Sant’Anna di Stazzema“.

In conclusione, Giovane Grido Lucca e Faust rivendicano il valore del dissenso politico rispetto alla rappresentanza formale delle istituzioni: “L’unica argomentazione alla quale vogliamo controbattere è quella che il Pardini rappresenti la città: certamente a livello istituzionale ne fa la parte ma è ingenuo credere che rappresenti tutti gli elettori e soprattutto tutti i cittadini. Il nostro sindaco ritiene che stia a lui dare i tempi alla politica e che il tempo lo legittimi, pensa che cinque anni di partecipazione possano esentarlo da un dissenso popolare e così sentito. Concludiamo queste note sottolineando che questa azione ci racconta che il dissenso sociale non solo è necessario ma soprattutto è funzionale, in un mondo di piatta burocrazia e apparenza. Anche il funambolo più esperto se messo di fronte a una fune dal diametro troppo piccolo per camminarci, cade”.