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Ex Lazzi, la protesta del Comitato per il decoro: “Si abbatta l’ecomostro di Sant’Anna”

Il Comitato: “Tempi ancora lunghi per la bonifica, l’area venga acquisita dal comune e destinata ad uso pubblico”

Mentre in città si discute di visione urbanistica e sviluppo futuro, la situazione dell’ex deposito Lazzi continua a rimanere irrisolta. Sul tema interviene il Comitato per il decoro di Sant’Anna, puntando il dito contro i continui rinvii e lo stato di abbandono in cui versa la zona.

“Assistiamo in questi giorni ad un animato dibattito sulla ‘visione’ urbanistica della città – dichiara il Comitato –: sono intervenute persone che hanno o hanno avuto la responsabilità di decidere e che hanno però affrontato il tema su un piano più che altro teorico. Speravamo che nell’ambito del dibattito qualcuno prendesse finalmente posizione anche sulla questione della ex Lazzi, ma anche questa volta nessun accenno all’annosa vicenda. Al contempo abbiamo appreso dalla stampa che l’intervento di bonifica delle acque nell’area in questione, ben lungi dal potersi considerare concluso, si arricchisce di un nuovo capitolo: nuove analisi ed un progetto di ulteriore bonifica a carico del comune che però ha in animo di rivalersi dei costi sostenuti ed ha provveduto a cautelarsi in tal senso”.

“Non intendiamo – continua – per il momento intervenire nel merito di questa specifica vicenda (anche se abbiamo già chiesto, inascoltati, di conoscere quali siano i crediti maturati a favore del comune a fronte dell’occupazione del suolo pubblico e degli interventi sostitutivi): ci limitiamo a rilevare che questo nuovo capitolo richiederà tempi ulteriori e che, in pratica, la sorte dell’ex Lazzi è tema che non verrà affrontato da questa amministrazione ma dalla prossima. Così stando le cose ci aspettiamo che tutti coloro che si candidano alla guida della città per il prossimo quinquennio ci dicano cosa intendono fare“.

“Ribadiamo quindi – aggiunge il Comitato per il decoro di Sant’Anna – le richieste già in passato avanzate dal nostro comitato: in primo luogo, in tempi rapidi e contemporaneamente all’attività di bonifica, abbattimento delle mura fatiscenti di quello che da molti ormai viene definito ‘l’ecomostro di Sant’Anna’ ed in prospettiva acquisizione dell’area da parte del comune e destinazione all’uso pubblico“.

“Nel frattempo – conclude –, ad aggravare lo spettacolo indecoroso delle mura cadenti, si sono aggiunti un segnale stradale piegato ed accartocciato, da sostituire al più presto, ed orride scritte a caratteri cubitali già diventate palestra di scrittori e riscrittori murali. Chiediamo dunque a chi di competenza di intervenire subito per farle rimuovere (al riguardo c’è una norma comunale ad hoc, recentemente approvata e pubblicizzata), prima che l’inerzia venga percepita come autorizzazione implicita all’imbrattamento.”