L'intervento
|Surriscaldamento urbano, la proposta di Baronti (SI): “Riapriamo il fosso di Corso Garibaldi”
L’ex assessore regionale rievoca le battaglia per la pedonalizzazione del centro e la chiusura della Mura al traffico: “Si può fare”
Un progetto ambizioso per restituire a Lucca uno dei suoi corsi d’acqua storici e trasformare l’assetto del centro cittadino in chiave di sostenibilità ambientale. A rilanciare con forza il dibattito sulla riapertura del fosso di Corso Garibaldi — fatto ricoprire nel 1821 dalla duchessa Maria Luisa di Borbone — è Eugenio Baronti, responsabile ambiente di Sinistra Italiana Toscana ed ex assessore regionale e comunale a Capannori.
Baronti accoglie ed esplicita il suo pieno sostegno all’idea avanzata in rete dall’architetto Claudio Pardini Cattani (che ha proposto anche di rendere un giardino fiorito anche piazza Napoleone), rievocando le grandi battaglie ambientaliste del passato per la pedonalizzazione del centro e la liberazione delle Mura dalle automobili.
“Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia – esordisce Baronti, citando Mao–. Riprendo la proposta coraggiosa lanciata in questi giorni in rete dall’architetto Claudio Pardini Cattanei, di riaprire il fosso in Corso Garibaldi a Lucca. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere che questa proposta è nella testa e nei desideri di molti altri lucchesi perché, dalla fine degli anni Ottanta, è stato il mio sogno nel cassetto. Credo che oggi sia l’ora di tirarlo fuori senza alcun timore”.
Il dirigente di Sinistra Italiana ripercorre la stagione dei referendum storici per la mobilità e la vivibilità della città: “Era il gelido inverno del 1985 quando un gruppo di demoproletari coraggiosi sfidarono il senso comune di tutta la città e soprattutto la potente lobby dei commercianti, lanciando un’idea che sembrava una follia: chiudere al traffico e al parcheggio le mura per trasformarle in un parco urbano e liberare dalle auto private il centro storico. Ce la facemmo, raccogliemmo il 13% delle firme e a giugno si tenne un referendum che fu un vero e proprio plebiscito a favore di questa idea coraggiosa. L’opposizione a questa idea fu violenta e furiosa, ma c’era l’idea di una città viva e vissuta non ridotta a vetrina e museo”.
Nello scenario attuale, segnato dalle sfide del cambiamento climatico e dalla necessità di interventi di rigenerazione urbana, la riapertura del canale sotterraneo viene prospettata come una misura strutturale di adattamento ambientale.
“Sicuramente oggi ci sono le condizioni, non con questa giunta e con questo sindaco, ma nella prossima consiliatura se le forze del centro sinistra avranno il coraggio di farne un punto qualificante, un esempio simbolo di rigenerazione climatica urbana – sottolinea Eugenio Baronti –. Siamo una città per fortuna ricca di acqua e farla scorrere a cielo aperto porta refrigerio insieme ad un potenziamento dell’alberatura. Corso Garibaldi come progetto pilota, trasformato in un vero e proprio corridoio climatico urbano».
“Sono completamente d’accordo con Pardini Cattani: più acqua, alberi, ombra, meno asfalto e cemento e più evapotraspirazione significa intervenire sulle cause fisiche che amplificano il surriscaldamento urbano – conclude l’esponente ecologista – Allora forza e coraggio, iniziamo a progettare il futuro”.


