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Richiedenti asilo in manette per droga, è bufera

tensostrutturaE' bufera in politica dopo gli arresti di tre richiedenti asilo che, secondo la polizia, gestivano un giro di spaccio di droga servendosi delle tende del centro di accoglienza per nascondere lo stupefacente che poi veniva spacciato all'esterno. E se la Lega, con il commissario provinciale Andrea Recaldin, passa subito all'attacco del centrosinistra e in particolare "del Pd buonista", non si può dire diversamente delle liste civiche di Remo Santini.

"Che l'area del centro accoglienza migranti alle Tagliate - spiegano Siamo Lucca e Lucca in Movimento - era a rischio lo denunciavamo da tempo, mentre il Comune ci criticava, definendoci allarmisti e razzisti: invece eravamo solo realisti. Inquietano le notizie sullo spaccio di droga e sulle presenze di  irregolari all'interno della struttura, la verità alla fine viene a galla. Complimenti alle forze dell'ordine".
"Non contenti di essere stati mantenuti per anni con i soldi dei cittadini grazie alle scelte della sinistra queste tre risorse investivano il tempo vendendo morte ai nostri ragazzi - esordisce Andrea Recaldin -. Se ne faccia una ragione il Pd buonista che a Lucca ha permesso l’invasione: la Lega è e sarà sempre contro l’immigrazione clandestina".
Secondo il consigliere comunale di Casapound, Fabio Barsanti, si tratta di “una situazione gravissima ma purtroppo annunciata. E’ il fallimento del sistema di accoglienza”.
“CasaPound - continua Barsanti  - ha sollevato più volte il problema dello spaccio e della delinquenza legata ai richiedenti asilo, trovando il muro di gomma della sinistra. Avevamo contestato anche le modalità di controllo presso il centro, ma inutilmente. Ora gli arresti della polizia confermano gli allarmi lanciati: il campo profughi era diventato una piazza di spaccio".
“Se consideriamo il basso numero di presenti nel centro, emerge ancora con più gravità il mancato controllo da parte della Croce Rossa. Tutto questo ha danneggiato Lucca - conclude Barsanti - amministrata purtroppo da una sinistra impegnata a criticare il decreto sicurezza invece che ad aprire gli occhi sulla realtà disastrosa che hanno creato”.
Secondo il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli la struttura deve essere chiusa: "La tendopoli alle Tagliate di Lucca, che accoglie immigrati a spese dei cittadini italiani - va all'attacco senza mezzi termini - era una centrale di spaccio di droga che ha ospitato stranieri irregolari. In un sopralluogo avevamo denunciato condizioni inaccettabili, persone ammassate ed igiene precaria. E' gravissimo che un'associazione come la Croce Rossa, che per un lungo periodo ha incassato dallo Stato anche 7.000 euro al giorno per l'accoglienza di questi immigrati, non abbia vigilato sulla loro regolarità. I responsabili dei reati vengano rispediti in carcere a casa propria e si revochino immediatamente le concessioni a chi lucra sulla pelle delle persone. Ecco il risultato delle politiche di accoglienza illimitata della sinistra, che hanno creato un vero e proprio ghetto che oggi scopriamo essere stato ricettacolo di irregolarità e criminalità - sottolinea Donzelli - nonostante adesso gli immigrati ospitati siano molti meno di un anno fa la gravità della situazione è palese. Oggi è emersa una vera e propria associazione criminale che ha trovato linfa in Toscana e che coinvolge anche altre strutture della regione. Apprendiamo che un uomo è già riuscito a far perdere le sue tracce - conclude Donzelli - chiediamo che le istituzioni intervengano nella maniera più ferma".
A dire la sua è anche Marco Santi Guerrieri, presidente dell’associazione Lucca ti voglio bene. "Stendere un velo pietoso sul percorso assistenziale a favore degli ospiti della tendopoli della Croce Rossa  Lucchese in piazzale Don Baroni è stato un imperdonabile eufemismo. Sono stato in quel campo un paio di volte, la prima  volta da segretario cittadino di Fdi e su invito del presidente Fasano dopo che a mezzo stampa gli contestai la mancata pubblicazione dei bilanci 2014 e 2015. La seconda in occasione fu per la mia candidatura a sindaco  dopo che le forze dell’ordine avevano da poco sedato una rissa e non per futili motivi. Come ho sempre affermato quella struttura doveva essere chiusa sin dal 2015, anno in cui venne iscritta al registro regionale dell’associazionismo di promozione sociale".

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Dicembre 2018 19:09

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