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Assi viari, Angelini ripercorre la storia: "Con strada 'aperta' al territorio rischio cementificazione"

pieroangeliniAssi viari, interviene il professor Piero Angelini. L'ex senatore democristiano, già consigliere comunale, ripercorre la storia della circonvallazione, mai attuata, di Lucca. "Leggo, con curiosità - dice - le vicende relative agli assi viari, con i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno disertato sdegnati la riunione promossa dal sindaco, protestando per il fatto che, dalla fine degli anni Novanta, “si sono susseguite molte promesse”, ma tutto è poi rimasto immobile; hanno poi messo giustamente in evidenza le contraddizioni all’interno del Partito Democratico, con il sindaco di Capannori Menesini che contesta pesantemente il progetto Anas, perché non sufficientemente “aperto” alle industrie e al territorio; esprimono infine la convinzione che di una tale viabilità non ci sarebbe assolutamente bisogno: basterebbe infatti utilizzare da subito, senza pagamento, l’autostrada esistente, da Altopascio a Lucca e raddoppiare la ferrovia Firenze-Viareggio per dirottarvi il traffico su gomma. Nulla dicono, invero, sul collegamento tra Ponte a Moriano e il casello della Salt, per i collegamenti con il Nord; spero soltanto che, per questo raccordo, non pensino di realizzare una strada a cavallo del letto del fiume Serchio, da alcuni, ogni tanto, riproposta, che costituirebbe, quella sì, l’intervento più pericoloso e insostenibile, dal punto di vista ambientale".


"Tutto questo suscita interesse - commenta Angelini - ma anche un qualche divertimento, da parte mia; dal momento che i grillini dimostrano ancora una volta di avere memoria corta: possono parlare, infatti, degli assi viari come promesse sempre fasulle, sbandierate da politici inconcludenti, solo perché non si ricordano della complanare del 1992, di cui mi sono occupato anch’io, a suo tempo (ero sottosegretario al ministero dell’ambiente), che era, nel 1993, un progetto in corso d’opera, perché autorizzato dal governo e dalla Regione (presidente Marco Marcucci), interamente finanziato per la parte in corso d’opera (800 miliardi), con gli espropri dei terreni, fino a Toringo, già realizzati, interrotto soltanto dalle inchieste giudiziarie promosse dall’allora procura. Tra l’altro di un tal progetto qualcosa è rimasto invero soltanto la variantina di Pontetetto e il collegamento tra viale Europa e il casello Salt, dal momento che la seconda giunta Fazzi procedette (per una sorta di damnatio memoriae) alla cancellazione di ciò che rimaneva del progetto su viale Europa, abbattendo i piloni costruiti alla fine del viale e dirottò poi sul casello di Viareggio, per la sua ristrutturazione, le ultime decine di milioni rimasti, che potevano invece essere utilizzati per interventi nel nostro Comune".
"Quello che mi fa sorridere, però - prosegue - è che oggi, per combattere il progetto degli assi viari, i consiglieri grillini usano, dopo quasi 30 anni, gli stessi argomenti, che, a parti rovesciate, allora usarono contro la complanare i dirigenti del Pds locale, con in testa a tutti l’allora segretario Cecchetti, grillino ante litteram: un intervento non solo dannoso, ma anche inutile, dicevano, di cui non c’era assolutamente bisogno: bastava usare gratuitamente l’attuale autostrada e raddoppiare la ferrovia. Questi argomenti allora non furono ritenuti convincenti; funzionò invero l’accusa di malaffare da parte del Pds e dai comitati riuniti nell’organizzazione della Piana dell’uomo, che convinse malamente la procura di allora a mettere sotto accusa tutto il Cda della Salt (da Biagioni, a Piero Baccelli, a Franco Fanucchi), a mettere in galera, poi, tutti i suoi amministratori, nella speranza di confessioni, che non vennero, perché non c’era niente da confessare: una brutta inchiesta, che fu archiviata in silenzio dopo qualche anno, ma che fu sufficiente a travolgere il progetto, perché alle imprese ingiustamente travolte, le banche tolsero immediatamente ogni affidamento, costringendole così al fallimento. Già allora esisteva, sul progetto, l’ostilità di Capannori, che, come oggi, non desiderava una strada protetta, del tutto scorrevole, tra l’autostrada e Ponte a Moriano (come la variantina di Pontetetto), ma una strada con incroci a raso, che ora, invero, mi sembra siano stati introdotti nel progetto dell’Anas, ma che, per il Comune di Capannori, sono ancora insufficienti. Allora l’ostilità di Capannori fu superata progettando di costruire la complanare interamente sul territorio lucchese, cosa che oggi non è più possibile fare, perché la mancata realizzazione della complanare non dette origine ad un ciclo urbanistico virtuoso, come ancor oggi presuppone chi contrasta gli assi viari; ma dette il via, con il regolamento urbanistico del 2004, ad una cementificazione selvaggia del territorio, che non ha eguali, con centinaia di migliaia di metri quadri di territorio rurale, che vennero urbanizzati per costruire centinaia di edifici residenziali e industriali. Il che non meraviglia, perché la stessa cosa è avvenuta anche oggi, perché chi come i consiglieri grillini combatte gli assi viari in nome dell’ambiente, non ha mosso un dito, né alzato la sua voce contro un Piano strutturale sciagurato che ha sottratto illegittimamente ai terreni rurali almeno un milione di metri quadri (tanti ne ho contati nel mio esposto ad una procura, che non mi sembra abbia mostrato finora un qualche interesse in proposito), ma forse il doppio".
"Su questo punto bisognerebbe riflettere bene - conclude - e giudicare al meglio; perché gli assi viari hanno certamente una funzione impattante e mangiano terreno fertile; però, quanto più sono “aperti” al territorio, come mi sembra richiedere Capannori, tanto più sono veicolo di urbanizzazioni e cementificazioni progressive, dunque di consumo ulteriore di suolo".

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