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Vittoria D'Ambrosio cambia gli scenari verso il 2017

dambrosiofestaAd Altopascio è un'altra storia. Con Sara D'Ambrosio, neosindaco di 29 anni, dopo 23 anni nella cittadina del Tau si cambia rotta. Confermando, anche se con il segno opposto, il vento di cambiamento che ha attraversato tutta la Toscana. A non convincere, quantomeno al secondo turno, è lo slogan del vicesindaco uscente Francesco Fagni, quel nuovo inizio che, se non in extremis, evidentemente non ha dimostrato la necessaria discontinuità rispetto al passato fortemente segnato dall'impronta di Maurizio Marchetti.


E che il voto di ieri si sarebbe basato su un testa a testa si era capito dall'infiammarsi dell'ultima settimana. Qualche tensione nel centrodestra, la scelta di Marchetti di defilarsi rinunciando preventivamente ad un eventuale posto nella giunta Fagni, le stesse risposte dai toni aspri agli attacchi politici del centrosinistra avevano dimostrato che, per la prima volta da una vita, c'era la paura di perdere la guida del Comune.
E così è stato. Merito, per il centrosinistra, di una campagna elettorale lunga e in cui, stavolta, tutte le componenti hanno remato verso l'obiettivo. C'è stato il supporto importante dell'assessore regionale Marco Remaschi, renziano doc, così come dei vertici del partito a livello locale come Patrizio Andreuccetti. Ma anche la minoranza del Pd non ha fatto distinguo o barricate e anche la componente di sinistra, ben rappresentata nella lista civica ViviAmo Altopascio, ha contribuito alla vittoria del Comune che da 23 anni veniva governato dal centrodestra targato Marchetti.
Un successo che, però, non eviterà la discussione anche nel centrosinistra in vista delle elezioni del 2017 a Lucca. I fautori della conferma di Alessandro Tambellini alla guida del Comune capoluogo prenderanno ad esempio la candidatura di Sara D'Ambrosio, non passata dal vaglio delle primarie, e che ha raccolto intorno a sé il centrosinistra classico, senza aperture verso il centro. I renziani, invece, ricorderanno come sia stato il forte apporto della triade Marcucci-Remaschi-Andreuccetti a permettere il sorpasso soprattutto nei quindici giorni verso il ballottaggio.
Non che, va detto, nell'area di centrodestra il clima sia particolarmente più sereno. Basti pensare agli attacchi che, palesi o sottotraccia, sono arrivati all'ex sindaco Maurizio Marchetti da parte della fronda interna a Forza Italia, minimizzati dal coordinatore provinciale ma che evidentemente hanno contribuito in parte al risultato finale delle elezioni altopascesi. C'è chi, infatti, non solo fra i tradizionali oppositori di Marchetti, recentemente si era augurato una sconfitta del candidato designato, Francesco Fagni, per rimettere in discussione la leadership all'interno del partito. C'è chi, anche all'interno della coalizione che sosteneva Fagni, ha parlato nei commenti informali di scollamento con la base, di incapacità di interpretare la mutata situazione politica a livello provinciale e nazionale. Schiacciandosi troppo sugli argomenti contro il governo Renzi e la Regione e calandosi poco, invece, sui problemi concreti dei cittadini di Altopascio.
Resta solo un "baluardo", nella Piana di Lucca, in mano al centrodestra. E' Montecarlo, che ha visto nelle scorse elezioni la riconferma di Vittorio Fantozzi alla carica di primo cittadino e che adesso si presenta come "alternativa civica" al centrodestra tradizionale. Un'alternativa che parta dal basso e non dai candidati calati dalle segreterie dei partiti tradizionali, Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Ma che dovrà contrastare i commenti entusiastici del coordinatore regionale Mugnai che parla, dopo le vittorie di Montevarchi, Grosseto e Cascina di risultato storico per il centroedestra nella regione rossa.
Insomma Altopascio, a destra come a sinistra, ha sollevato, andando peraltro in controtendenza con il dato nazionale, il vaso di Pandora della politica locale che accompagnerà prima al referendum del prossimo 2 ottobre per la conferma della riforma costituzuionale targata Boschi-Renzi, dall'altra alle amministrative del 2017. E gli scenari potrebbero ancora cambiare radicalmente. Questione di scelte e di priorità. E anche di coraggio. Quello che ha portato una 29enne a vincere nella corsa a sindaco nella cittadina del Tau e una sua coetanea (targata Lega Nord) a strappare al centrosinistra una roccaforte come Cascina.

Enrico Pace

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