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Casapound: “Bavaglio su statue contro censura”

  • Pubblicato in Cronaca

puccinibavaglioUn bavaglio apposto dai militanti di CasaPound sulle statue di Puccini, Boccherini e Civitali a Lucca e in Versilia. Questa la simbolica protesta con la quale il movimento ha voluto tenere alta l’attenzione sulla censura in rete, a 40 giorni dalla disattivazione delle sue pagine e dei profili dei suoi attivisti da parte delle piattaforme Facebook e Instagram e in attesa della prima udienza della causa intentata contro i siti di Mark Zuckerberg, fissata per il 13 novembre.

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Censura, Ferrara (M5S): "Occidente deve sapere cosa succede in Kazakistan"

Astana Sen Ferrara 1Repressione e censura in Kazakistan. Dopo la visita nell'ex repubblica sovietica come membro della delegazione di osservatori Osce, il senatore pentastellato Gianluca Ferrara racconta di una situazione drammatica. "Un anziano con le lacrime agli occhi mi ha supplicato - fa sapere il senatore originario della Versilia - dinanzi alla polizia che ha arrestato circa 500 manifestanti, di far arrivare in Occidente queste notizie di repressione da parte del regime della ex repubblica sovietica. Un luogo dove i sindaci non sono eletti ma nominati dal presidente. Io sono andato direttamente dal vice presidente del parlamento Yussup Keligov (che in realtà è il presidente effettivo) e gli ho rivolto diverse domande dinanzi a Tv e giornali che ovviamente hanno censurato tutto. Ho fatto visita anche a D'Avino l'ambasciatore italiano ad Astana per chiedere delucidazioni. Credo che la Versilia debba sapere ciò che succede in questi paesi dato che diversi oligarchi hanno pure effettuato investimenti qui da noi".

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Ndoye: "Non esiste diritto all'umiliazione"

daoudandoyePrimi interventi relativi alla campagna #nohatelucca #bastaodio avviata ieri su Lucca in Diretta e aperta ai contributi di tutti. Un appello a far prevalere la discussione e il ragionamento all'odio fine a se stesso che dilaga soprattutto nei commenti dei social network. Un intervento molto letto e condiviso e che non ha mancato esso stesso di suscitare reazioni di dissenso non argomentate. C'è chi l'ha buttata in politica ("lecchini della Boldrini", "servi della sinistra"), laddove nessun riferimento è stato fatto alla politica, invitata a supportare la ripresa di un dibattito civile e argomentato e non fatto solo di slogan. C'è chi ha urlato alla censura affermando che sarebbero a rischio i commenti di coloro che affermano che i clandestini sono troppi o che "Mattarella è una mummia". Anche in questo caso non è così: l'invito non è (solo) quello a moderare i toni dei commenti ma è quello di far prevalere il ragionamento alla rabbia, il dissenso all'odio. Nell'appello era scritto a chiare lettere: "La maggioranza delle persone, pur avendo opinioni diverse pur, legittimamente, contestando le politiche sulla migrazione o le modalità di elezione e la stessa rappresentatività di un presidente della Repubblica, per limitarsi ai casi recenti, ha posizioni critiche ma non distruttive, polemiche ma non improntate all’odio. E dovrebbe far sentire la propria voce di dissenso, alta e forte, alla deriva giustizialista e pseudoanarchica di qualcuno".

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