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Censura, Ferrara (M5S): "Occidente deve sapere cosa succede in Kazakistan"

Astana Sen Ferrara 1Repressione e censura in Kazakistan. Dopo la visita nell'ex repubblica sovietica come membro della delegazione di osservatori Osce, il senatore pentastellato Gianluca Ferrara racconta di una situazione drammatica. "Un anziano con le lacrime agli occhi mi ha supplicato - fa sapere il senatore originario della Versilia - dinanzi alla polizia che ha arrestato circa 500 manifestanti, di far arrivare in Occidente queste notizie di repressione da parte del regime della ex repubblica sovietica. Un luogo dove i sindaci non sono eletti ma nominati dal presidente. Io sono andato direttamente dal vice presidente del parlamento Yussup Keligov (che in realtà è il presidente effettivo) e gli ho rivolto diverse domande dinanzi a Tv e giornali che ovviamente hanno censurato tutto. Ho fatto visita anche a D'Avino l'ambasciatore italiano ad Astana per chiedere delucidazioni. Credo che la Versilia debba sapere ciò che succede in questi paesi dato che diversi oligarchi hanno pure effettuato investimenti qui da noi".

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Detenuto morto in carcere, Palp: "Politiche repressive non pagano"

carcereluccainternoDetenuto morto in carcere al San Giorgio, interviene Potere al Popolo. "Il 26 dicembre Massimo è morto nel carcere San Giorgio di Lucca - dice il partito di sinistra - Era affetto da diabete e, come denunciato dalla figlia, la sua condizione non era compatibile con quella del carcere. Invano l'avvocato ha richiesto gli arresti domiciliari per tre volte. Adesso Gabriele Bianchi, consigliere regionale 5 stelle, parla di suicidio, senza cognizione di causa, e sottolinea come il governo Lega-5 stelle intenda procedere ad investimenti nel comparto carcerario (sempre, ovviamente, in un'ottica di potenziamento del sistema punitivo)".

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A Seravezza uno studio sugli antifascisti lucchesi

Libro antifascisti lucchesiFurono circa 1600 gli antifascisti della Provincia di Lucca iscritti nel corso del ventennio fascista nel Casellario politico centrale, oscuro ‘database’ a uso del regime per il controllo e la repressione dei cosiddetti sovversivi. Uno schedario in cui finirono personaggi noti e di grande rilievo storico-politico – come l’avvocato Luigi Salvatori, padre del socialismo versiliese, l’insegnante viareggino Giuseppe Del Freo, maestro di generazioni di democratici e antifascisti, il futuro onorevole e ministro Armando Angelini, l’avvocato e giornalista Guglielmo Pannunzio – ma anche decine, centinaia di individui rimasti a lungo nelle pieghe e nei cassetti della storia.

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