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1918-2018, finché dura la memoria. Vorno e non solo

monumento ai caduti di vorno1918 - 2018: nell'autunno di cento anni or sono trova una sua sofferta conclusione la Grande Guerra, il primo conflitto totale della contemporaneità che muta radicalmente "il mondo di ieri", quello uscito dal lungo Ottocento, e ne cambia dal profondo non solo le istituzioni politiche e le strutture sociali, ma anche la mentalità, l'immaginario e i comportamenti. Gli storici contemporanei, a ragione, definiscono quegli anni come l'"età della catastrofe", oppure l'inizio della "guerra civile europea": doveva essere essere la guerra che avrebbe messo fine a tutte le guerre, avviando un tempo definitivo di pace, benessere e democrazia, invece ha dato inizio a un periodo terribile di ferro e di fuoco che sarebbe arrivato a lambire anche l'attuale generazione dei padri. Rammentano quella tragica vicenda i numerosissimi monumenti, talora ingenui, spesso retorici, dedicati ai milioni di caduti.

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Urbano Lucchesi scultore: di chi stiamo parlando?

garibaldiChi ha mai sentito parlare di Urbano Lucchesi? Non molti. Eppure è stato un artista di qualche fama in Toscana e a Lucca e i suoi lavori contrassegnano ancora alcuni luoghi significativi della città murata. Non è facile reperire informazioni intorno a questo scultore, nato a Lucca il 18 gennaio 1844 da una modesta famiglia di operai. Sembra che la povertà dei Lucchesi fosse tale che solo grazie all’aiuto di un'amica di famiglia - la madre di Augusto Passaglia (1838-1918), a sua volta scultore - Urbano sia riuscito a iniziare gli studi elementari. Il suo percorso artistico cominciò all'Accademia di belle arti di Lucca, dove apprese i primi rudimenti del mestiere e poté così esercitare l’intaglio in legno nella bottega di Luigi Bigotti, un valido artigiano locale.

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Museo del Risorgimento, casa della memoria

mur 2Il museo del Risorgimento di Lucca, inaugurato nel marzo 2013, riorganizzato, ristrutturato e riallestito secondo un aggiornato progetto scientifico-didattico, a oltre cinque anni dalla sua riapertura sta permettendo a centinaia di studenti, visitatori, turisti, appassionati di storia, di recuperare un importante segmento della memoria provinciale e nazionale.

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Aspro e difficile. Ripensando il teatro di Pea

enrico peaPoco fortunato il teatro di Enrico Pea nella critica. Esemplare, in questo senso, il giudizio che dava, ancora nel 1969, un critico letterario come Emilio Cecchi, certo immune dal sospetto di scarsa simpatia per l’autore versiliese del quale, invece, aveva sempre apprezzato la produzione narrativa. Citando delle dieci opere teatrali di Pea i soli testi Giuda, 1918, e Rosa di Sion, 1919, Cecchi ne parla come un “intermezzo di certe opere teatrali dalle quali la sua arte non è uscita senza qualche avventura meno felice”. 

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Italiani e lucchesi in camicia rossa

camiciarossamurUomini del popolo e borghesi, analfabeti e intellettuali, idealisti e avventurieri, nazionalisti e per questo internazionalisti, il ‘popolo garibaldino’ rappresenta una realtà complessa, dove entusiasmi e utopie, passioni e speranze si fanno uomini – ed anche donne - in carne e ossa con storie di vita spesso di esemplare coerenza, talora torbide e contraddittorie.

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Il partigiano Sebastiani, da via degli Asili all'Albania

partigianigramsciFurono esattamente 1776 i soldati italiani che in Albania, all’indomani dell’8 settembre ’43, abbandonati dai comandi, privi di mezzi, incalzati dai nazisti con la consueta ferocia, scelsero di non arrendersi e di tenere viva la fiaccola della dignità nazionale nella lotta di liberazione in terra albanese. Da militari di un esercito invasore si fecero partigiani, mettendosi con umiltà, lungimiranza e coraggio al servizio di quel popolo che, fino al giorno prima, avevano contribuito a opprimere, ma solo per volontà della politica del fascismo. 

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Medici e scrittori: bugiardi gli uni e gli altri

tobino maggianoC'è una lontana vicinanza, un'antica affinità tra pratica medica e letteratura e lo dimostrano non pochi esempi di medici scrittori. Il primo a realizzare questa particolarissima contiguità? Niente meno che l'evangelista Luca (9 - 93), l'autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, quello che San Paolo nella Lettera ai Colossesi appella come il “caro medico”. Poi, con un salto di quasi due millenni, come non ricordare Anton Cecov (1860 - 1914) che, oltre a essere un dolente drammaturgo e un grande narratore della decadenza della borghesia russa, è stato anche un medico preoccupato per le condizioni materiali e morali del suo popolo: in più di un'occasione, nel corso della sua breve esistenza l'autore del Gabbiano, di Zio Vanja, delle Tre sorelle si è prodigato per lenire le sofferenze della sua gente.

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