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Una Toscana in buona salute: i dati del rapporto 2013 su sanità e assistenza ospedaliera

Toscana in buona salute. E' quanto emerge anche dall'undicesima edizione del Rapporto Osservasalute 2013, sullo stato di salute e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane, presentato oggi a Roma, al Policlinico universitario Agostino Gemelli. Il rapporto, che ogni anno analizza la salute della popolazione e la qualità dell'assistenza sanitaria nelle diverse regioni, è frutto del lavoro di 165 esperti, ed è pubblicato dall'Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni, che ha sede all'Università Cattolica di Roma. Il presidente della Regione esprime soddisfazione per questi risultati, che considera uno stimolo a fare sempre di più e meglio, e per i quali ringrazia gli operatori sanitari. A questa soddisfazione si associa l'assessore al diritto alla salute, che osserva che gli sforzi fatti da tutti in questi due anni stanno dando ottimi risultati, come già confermato nei mesi passati dal pano nazionale esiti, dalla cosiddetta griglia Lea (livelli essenziali di assistenza), e anche dal rapporto Sdo, sull'efficienza e appropriatezza delle  prestazioni ospedaliere.

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Smart cities e mobilità al centro del seminario di Anci Toscana

Politiche comunali e città intelligenti sono stati al centro del seminario Le Smart cities italiane: i comuni, le politiche urbane, le azioni innovative, promosso oggi (16 aprile) a Firenze da Anci Toscana e Cittalia, in collaborazione con Inu Toscana, nell'ambito del master di II livello Il progetto della Smart city del Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze. "Non si ridisegna la città senza partire da un investimento vero sull'asse portante del trasporto pubblico, in particolare quello su ferro - afferma Simone Gheri, sindaco di Scandicci e responsabile urbanistica di Anci Toscana, facendo riferimento anche all'esperienza del comune di Scandicci, dove il nuovo centro si è sviluppato a partire dalla costruzione della nuova rete della mobilità -. Questo offre strumenti per la costruzione di una città multifunzionale, ovvero con diverse funzioni: residenziali, turistiche commerciali, direzionali - aggiunge Gheri - e multipolare, ovvero una città con diverse centralità, come sono tutte le più importanti città europee. A Firenze importanti opportunità di ridisegnare la città vengono ad esempio dalle caserme dismesse - conclude Gheri - occorre non banalizzarle solo con la residenza ma renderle un'occasione per ridisegnare veri e propri pezzi di città multifunzionale". 

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Aperture commerciali per le festività, i sindacati dicono no

Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil della Toscana ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività civili e religiose e chiedono il rispetto del loro significato e del loro valore sociale. Le tre sigle proclamano lo sciopero e l'astensione dal lavoro (intera giornata) per Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio. “Le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive attuate dal decreto Salva Italia si sono rivelate negative – affermano le sigle sindacali in una nota -, non hanno portato né aumento dell'occupazione né dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro e aumentato la precarietà, nell'assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro”.
Filcams, Fisascat e Uiltucs riconfermano poi la necessità di modificare le legge sulle liberalizzazioni, avendo sostenuto la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. E lanciano la propria propost. “Occorre rimettere la materia delle aperture domenicali, festive e commerciali alle competenze regionali e comunali, attraverso il confronto tra le parti sociali, demandano ai territori, previa concertazione, la loro definizione – spiegano i sindacati-. Va fatto per un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all'insegna della cultura e non solo del consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano”.

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Lavoro, aumentano i disoccupati e calano gli avviamenti

Altro che rigidità del mercato”. Così la Cgil regionale in relazione ai dati sul lavoro. In Toscana gli avviamenti al lavoro calano, e per ben l'88% sono a tempo, anche di un giorno: di questi, infatti, il 61% ha durata inferiore a tre mesi, il 12% una durata pari a un giorno e il 36,6% non supera i trenta giorni. Solo il 5,8% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato pieno, mentre la disoccupazione sale al 9%, con Massa Carrara che si registra l'area più in difficoltà, al 12%. Analoga tendenza si registra con la somministrazione, con 68.719 avviamenti - su un totale di 84.375 - con durata sotto i trenta giorni (+30% sul 2012), di cui ben 25.363 per la durata di un giorno. A dirlo sono i dati Istat riferiti alle province toscane su disoccupazione e avviamenti sul 2013, che disegnano, come sostiene Daniele Quiriconi, responsabile mercato del lavoro ed attività produttive di Cgil Toscana “un quadro di un mercato del lavoro stravolto da un quindicennio di riforme a senso unico che hanno moltiplicato la precarietà e reso marginale la possibilità di un lavoro stabile”.

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Ricorsi contro gli operatori di telefonia? In Toscana ora costeranno, protesta Federconsumatori

cellulari-vs-telefoni-fissiDal 24 marzo scorso chi vuole fare ricorso al Corecom Toscano contro gli atteggiamenti scorretti degli operatori telefonici deve pagare un balzello. “Caso unico su tutto il territorio nazionale - incalza la Federconsumatori Toscana -, gli uffici amministrativi del consiglio regionale e del comitato per le comunicazioni hanno improvvisamente deciso di interpretare in modo nuovo le norme previste in un decreto vecchio di 42 anni. Il risultato è che i cittadini che chiedono giustizia nei confronti dei gestori di telefonia e fanno ricorso al Corecom devono pagare un bollo di 16 euro, con buona pace del diritto alla gratuità dei ricorsi previsto in Italia”.

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Fratelli d'Italia attacca: “Nuovi ospedali, Regione colpevole del fallimento delle ditte fornitrici”

“La Regione dopo aver commissionato la realizzazione dei nuovi ospedali Toscani, si lava le mani dei debiti lasciati sul territorio dalle società di realizzazione degli ospedali stessi. Così facendo Rossi e Marroni sono i primi colpevoli delle difficoltà finanziarie in cui versano ferramenta, alberghi e ristoranti che vantano crediti non pagati con le società di appalto e subappalto per la realizzazione dei nuovi ospedali toscani". E’ quanto denunciano in una nota i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli  a commento della risposta a firma dell’assessore Marroni in merito ad una loro interrogazione urgente presentata nei giorni scorsi e nella quale si chiedevano chiarimenti circa mancati pagamenti, talvolta ingenti, a quei fornitori risultanti, poi, essere piccole-medie imprese del nostro territorio toscano.

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Abolizione dei Consorzi di Bonifica, Flai Cgil: "Effetti disastrosi"

La segreteria regionale Flai Cgil Toscana esprime profonda preoccupazione e stupore apprendendo dalle pagine dei giornali la volontà del governo di inserire i Consorzi di bonifica fra gli enti inutili da cancellare con la manovra sforbicia-Italia. “Questo sindacato vuole dare voce ai sentimenti dei lavoratori che temono, oltre che per il futuro del loro lavoro, anche per gli effetti disastrosi che l’ipotesi di soppressione dei consorzi di bonifica avrebbe sulla tenuta dell’assetto idrogeologico – afferma Flai Cgil in una nota -, proprio nel momento in cui la cura del territorio può assumere il ruolo di volano per la ripresa dello sviluppo”. Secondo la segreteria regionale è infatti indispensabile tornare ad evidenziare il ruolo, la valenza e le potenzialità dei Consorzi di bonifica.

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