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Regione, Durc solo per contributi di almeno 5mila euro

consiglioregApprovata dalla maggioranza, nella seduta del consiglio regionale di ieri (9 aprile), la legge che limita le procedure di acquisizione del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), ai procedimenti di concessione di contributi e nelle fasi di liquidazione di ogni tipologia di contributi, benefici o sovvenzioni di importo pari o superiore a 5mila euro. La specifica esigenza è emersa per eliminare difformità applicative sull’acquisizione del Durc in alcuni casi di contributi regionali per i quali l’obbligo non è previsto dalla normativa nazionale. Per i procedimenti contributivi, inoltre, è apparso congruo limitare l’applicazione della normativa regionale che obbliga all’acquisizione del Durc ai contributi di importo pari o superiore a 5mila euro.

L’atto è stato illustrato dal consigliere Giacomo Bugliani, che ha precisato come: "La ratio della legge sia di semplificazione. In base al testo votato, la Regione acquisisce il Durc prima del provvedimento di concessione e nelle fasi di liquidazione di ogni tipologia di contributi, benefici o sovvenzioni di importo pari o superiori a 5mila euro, effettuati con risorse regionali, a qualsiasi titolo e a favore di qualsiasi soggetto tenuto ad obblighi contributivi. Resta comunque fermo - ha aggiunto Bugliani completando l’illustrazione del testo - il controllo a campione sulle relative dichiarazioni di regolarità anche al di sotto dell’importo di 5mila euro, per i soggetti tenuti al rispetto degli obblighi contributivi per il personale dipendente, ai sensi della normativa statale e regionale". Gabriele Bianchi ha annunciato il proprio voto favorevole. Tommaso Fattori ha affermato che: "La modifica lascia perplessi: richiedere il Durc, oggi, è semplicissimo, si può fare anche on line, è una procedura immediata. È opportuno che i soggetti siano a posto con la regolarità contributiva anche per ricevere pochi soldi pubblici". Il consigliere Marco Casucci ha annunciato il voto favorevole, motivando il consenso per: La semplificazione operata che va nella direzione del buon senso". Monica Pecori ha annunciato il voto lcontrario: "Vista la semplicità dell’invio telematico del documento sulla regolarità contributiva, non si capisce perché limitarlo al di sotto dei 5mila euro". 

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