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Cooperative sociali di tipo B, in 1.200 con disagio hanno un lavoro in Toscana

soc 0Dare un'opportunità di lavoro e inserimento alle persone svantaggiate è decisamente un buon affare, per tutti: fa bene all'economia e alla coesione sociale. A dimostrarlo sono i numeri, diffusi oggi (30 ottobre) in occasione dell'incontro Fuori posto. Il lavoro dove non te l'aspetti, organizzato da Confcooperative - Federsolidarietà al Fuligno. Obiettivo dell'incontro - al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Confcooperative - Federsolidarietà Toscana Alberto Grilli, l'assessore al diritto alla salute e al welfare della Regione Toscana Stefania Saccardi, il presidente della commissione Anci nazionale welfare e politiche sociali Edi Chicchi, il presidente nazionale Anfass Roberto Speziale, il garante dei detenuti del Comune di Firenze Eros Cruccolini, il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo - è partire dai dati per sviluppare rapporti virtuosi con le istituzioni e con le imprese profit per creare nuovi partenariati e modelli di economie inclusive.

Le cooperative sociali di tipo "B" (istituite con la legge 381/1991 per perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione attraverso l'inserimento lavorativo dei cittadini con svantaggio) in Toscana sono 96, producono valore per 150 milioni di euro e danno lavoro a 4.300 persone.
Le cooperative sociali sono cresciute in numero e valore proprio durante gli anni della crisi, con un trend costante che non si è mai invertito: erano 40 nel 2000, 50 nel 2005, 75 nel 2010. Prendendo come parametro il valore della produzione, il 40% si colloca al di sotto dei 250 mila euro, ma il 24% sta fra uno e 5 milioni di euro. Il patrimonio netto totale delle cooperative sociali toscane supera i 20 milioni. Nelle cooperative sociali toscane lavorano 4.300 persone: il 40,1% della forza lavoro è costituito da persone con svantaggio (1.230 lavoratori). La gran parte è attiva nel settore dei servizi, seguono commercio e agricoltura. I soci sono quasi 3.700 (di cui 94 persone giuridiche) e le donne superano gli uomini: sono 1801 contro 1798. I Consigli di amministrazione delle cooperative di tipo b annoverano 452 membri, dei quali 254 uomini e 198 donne.
"I dati raccolti per il convegno di oggi parlano chiaro - commenta il presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, Alberto Grilli, - Le cooperative sociali hanno mostrato di essere vitali e produttive anche durante i lunghi anni della crisi, crescendo in numero e in valore: questo significa che hanno svolto una efficace azione anticiclica. Che non può essere misurata soltanto con gli indicatori di bilancio, pur positivi, ma va valutata nel suo intero impatto sul territorio, a partire dalla funzione di inclusione sociale delle categorie più deboli di cittadini.”
"Le cooperative B sono la prova evidente che in Italia e nel mondo tutti, anche i soggetti più fragili, possono dare un contributo fattivo allo sviluppo economico delle nostre comunità - commenta la presidente di Confcooperative Toscana, Claudia Fiaschi - Sono la testimonianza di una scommessa vinta. Un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile è possibile e consente a tutti di partecipare attraverso il lavoro, riduce i costi sociali, rende autonome economicamente e socialmente le persone, anche quelle normalmente escluse dai processi produttivi. E' un grande contributo alla crescita della felicità delle persone e delle comunità".

Ultima modifica ilMercoledì, 30 Ottobre 2019 14:16

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