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Toscana per Civati: “Ecco perché diciamo no alla proposta di sviluppo degli aeroporti toscani”

“Alla direzione regionale toscana di sabato scorso, alla proposta di sviluppo aeroportuale toscano abbiamo detto di no”. Così il gruppo Toscana per Civati interviene sulla questione della vendita delle quote Sat. “
Un voto - spiega la corrente del Pd -  certo non pregiudiziale per chi in questi mesi si è battuto contro l’ampliamento di Peretola, ma volentieri abbiamo ascoltato le posizioni degli altri, in un chiarimento di posizioni interno al Pd che anche noi riteniamo necessario.
 Abbiamo ascoltato un dibattito molto, forse troppo, spostato sulla gestione finanziaria del sistema stesso. Il tema centrale non è quello della definizione di un’Opa, o di un dibattito di campanile Pisa-Firenze, ma quello della sostenibilità ambientale in un sistema di trasporto integrato degno delle ambizioni toscane. Ed è per noi il nodo di maggiore criticità: può un aeroporto da 4 milioni di passeggeri l’anno essere costruito su un’area in cui risiedono 500mila abitanti? 
Un’area su cui già adesso insistono strutture ambientalmente impattanti come inceneritori e discarica. In questo senso, anche la posizione del Pd di Prato ci è parsa quella più giusta e ragionevole, alla ricerca anche di ulteriori chiarimenti che il passaggio di sabato scorso non ha evidenziato in profondità”.

“Anche il tema della sostenibilità economica - prosegue Toscana per Civati - ci pare ancora da approfondire: il Pit non prevede finanziamenti pubblici, evidenziati invece negli ultimi studi. Con tali disponibilità pubbliche le infrastrutture su cui è necessario spingere con priorità sarebbero quelle ferroviarie: la nostra idea è che Firenze un city airport a 30 minuti di distanza potrebbe averlo già, con un veloce ed efficace collegamento ferroviario: è l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, e su di esso, nel rispetto dell’ambiente e assicurando la vivibilità dei cittadini, si dovrebbe investire. 
Il tema della città metropolitana e dei suoi collegamenti rimane certamente sul tavolo, ma la regione deve svolgere un ruolo mediativo e perequativo: non vorremmo che la costruzione della grande Firenze fosse a detrimento di altri territori, ma occasione di sviluppo sinergico per tutta la Toscana”.

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