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Cave sulle Alpi Apuane, salvi i posti di lavoro: modificato il piano Marson

La commissione ambiente riunitasi oggi (26 giugno) ha licenziato il piano paesaggistico della Toscana apportando modifiche sostanziali alla bozza della giunta grazie all’approvazione di numerosi emendamenti a firma dei consiglieri non solo di opposizione ma anche di maggioranza. “Dopo un andamento forzato che ha visto il susseguirsi di testi tra loro diversi e una calendarizzazione dei lavori del tutto inadeguata imposta dalla giunta il Consiglio regionale si è riappropriato delle proprie competenze di indirizzo modificando pesantemente la versione originaria del piano. Il nuovo Piano, seppure con ancora delle ombre, di fatto, insieme all’esigenze della tutela ambientale, garantisce anche le altrettanto necessarie e legittime istanze di crescita e sviluppo economico ripristinando un equilibrio che non emergeva nella bozza Marson”, commentano i consiglieri regionali di Forza Italia Stefania Fuscagni (componente della Commissione Ambiente e Portavoce dell’Opposizione) e Nicola Nascosti (componente vicepresidente commissione Sviluppo economico) assieme al capogruppo Giovanni Santini. L'assessore all'urbanistica Marson non nasconde la sua delusione. "Sono soddisfatta – dice – per il fatto che la commissione ha votato il documento all'unanimità". "Anche se – precisa - non condivido tutti gli emendamenti apportati: a partire da quelli in generale sulle attività estrattive a quelli, in particolare, sulle cave delle Apuane". Il piano paesaggistico integra il piano di indirizzo territoriale, principale strumento urbanistico regionale, e sarà discusso e messo ai voti dell'aula nella prossima riunione del Consiglio regionale.
"Stiamo lavorando adesso – aggiunge Marson – per capire se è possibile condividere con il Ministero dei beni e delle attività culturali le modifiche apportate per la loro validazione".

Il piano toscano non interessa i soli beni paesaggistici su cui già ci sono vincoli statali, quelli che vengono definiti 'paesaggi eccellenti', ma anche i paesaggi delle periferie, delle zone industriali anche degradate, dei bacini fluviali, delle aree in abbandono, delle colline coltivate e delle piane urbanizzate. L'obiettivo è definire regole utili e comuni alla loro riqualificazione, oltre che conservazione. E in questo sta l'importanza e novità del documento: un piano portato a termine con la collaborazione sia degli enti locali che del sistema delle università toscane.
"Nell'insieme il piano costituisce una significativa innovazione anche culturale nel trattare il paesaggio. Per quanto riguarda le cave – ricorda l'assessore - abbiamo lavorato negli ultimi mesi con particolare impegno per trovare una mediazione alta che nel tutelare il paesaggio consentisse non solo di salvaguardare i posti di lavoro in essere, ma anche di promuoverne di nuovi"."Purtroppo su questo tema – conclude  Marson -  devo riscontrare l'indebolimento dell'impianto complessivo ad opera di alcuni emendamenti votati in commissione".
“Gli emendamenti di FI, accolti dalla Commissione, puntavano a due obiettivi prioritari: scongiurare un atteggiamento punitivo nei confronti del settore estrattivo e sostenere in ogni punto di indirizzo il valore economico e di sviluppo del territorio toscano nell’evidente rispetto delle politiche di tutela e salvaguardia ambientale. Con questa nuova stesura – incalzano i tre consiglieri regionali azzurri - la Toscana è stata preservata da un atteggiamento “blocca tutto” che avrebbe compromesso la crescita economica dei territori. L’Assessore Marson ha compreso la necessità di aprire nella sostanza un dialogo con tutto il  centrodestra, anche tenuto conto dei tanti mal di pancia – pure espliciti e manifesti- del PD che si è visto approvare alcuni emendamenti grazie al sostegno del centrodestra, registrando una chiusura da parte della sinistra radicale che è parte della maggioranza. Il pericolo di una Toscana “cartolina”, astratta e centralista è sostanzialmente superato, restano aperte altre questioni che verranno dibattute in Aula”, concludono Santini, Fuscagni e Nascosti.
“I circa 10.000 posti di lavoro che oggi annovera il comparto del marmo in Toscana sono salvi. Grazie alle proposte di emendamento avanzate anche dal gruppo regionale Ncd e che la commissione ambiente e territorio, all’unanimità, ha fatto propri, il nuovo piano paesaggistico regionale contempla una serie di norme molto meno restrittive per lo sviluppo delle attività estrattive”. Questo il commento di chiara soddisfazione espresso dal consigliere regionale Ncd e vicepresidente della Commissione Territorio e Ambiente Andrea Agresti alla conclusione dei lavori della Commissione VI.
“Dopo ore di contrapposizione, soprattutto tra le file della maggioranza, finalmente ha prevalso il buon senso e la Toscana potrà avvalersi di un nuovo strumento di pianificazione territoriale che coniuga in modo intelligente e senza preconcetti ideologici tutela del paesaggio, sviluppo economico e benessere. Siamo orgogliosi di aver portato in porto un buon risultato. La Toscana non è e non può essere solo ambiente. L’unicum della nostra Regione è, da sempre, la convivenza di conservazione e progresso. Oggi gli estremismi (di una parte e dell’altra) hanno dovuto arrendersi e cedere il passo alle esigenze della ragione per il bene dell’intera Regione”, ha concluso Andrea Agresti.

 

Ultima modifica ilGiovedì, 26 Giugno 2014 19:53

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