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Ammortizzatori sociali, Simoncini: "Più disoccupati se diminuiscono i beneficiari"

Gianfranco Simoncini 500x400Gianfranco Simoncini, assessore alle attività produttive, al credito ed al lavoro della Regione Toscana, scrive ai sindacati, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali sulla questione degli ammortizzatori sociali dopo che il ministro al lavoro Giuliano Poletti ha esteso a tutto il territorio nazionale la circolare della Toscana sugli ammortizzatori in deroga, evitando così il paventato blocco del 30 giugno. Per Simoncini - coordinatore per il settore all'interno della Conferenza Stato-Regioni - considerata la futura approvazione del job act da parte del governo, non può esserci una disparità di trattamento tra chi vedrà oggi ridurre la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali e chi vedrà applicare al proprio caso le nuove misure. Una situazione che per Simoncini "può determinare alla fine di agosto un forte utilizzo dei licenziamenti e immediatamente l'aumento di uno, due punti di disoccupazione". Nella lettera si commenta l'estensione del modello toscano a tutta Italia voluta da Poletti come "un fatto importante che ha evitato riflessi sociali molto pesanti", al quale deve però seguire "un intervento relativamente alla dotazione delle risorse per coprire il 2014 e all'emanazione del decreto sui nuovi criteri per gli ammortizzatori in deroga per il futuro".

Simoncini è infatti molto preoccupato dopo aver letto la bozza di decreto interministeriale nella quale si riducono fortemente i beneficiari escludendo tutta una serie di categorie di datori di lavoro tra i quali gli studi professionali e molti altri, innalzando l'anzianità di servizio per poter accedere ai benefici della cassa in deroga e riducendo i periodi nei quali si può beneficiare degli strumenti di ammortizzatore sociale. L'assessore toscano ha ribadito la posizione della Regione che "ritiene necessario il superamento degli ammortizzatori in deroga, per andare ad uno strumento universale che, per quanto riguarda le situazioni nelle quali vi siano prospettive di rientro al lavoro perché connesse a periodi di crisi temporanea, possa superare ogni differenza tra lavoratori nelle piccole con imprese e lavoratori in aziende medio grandi". In tal senso Simoncini "apprezza positivamente i contenuti del disegno di legge delega del Governo che sembra andare in quella direzione e ne auspica, per questa parte, un'approvazione rapida. Ma proprio per questo" - ecco il fulcro della missiva alle parti sociali - "non vi può essere una situazione nella quale, per alcuni mesi, si vada a determinare un intervento pesante verso alcune categorie di lavoratori, che rischierebbe di determinare alla fine di agosto un forte utilizzo dei licenziamenti e immediatamente l'aumento di uno, due punti di disoccupazione. Per questo" - continua Simoncini nella lettera - "come Regioni abbiamo espresso una posizione molto critica in conferenza Stato regioni e nelle commissioni lavoro del Senato e della Camera nei confronti della bozza di decreto interministeriale presentata a dicembre. Ed è per questo auspichiamo che possa esserci una modifica significativa di tale decreto che, assicurando le risorse, rivedendo le procedure per arrivare all'autorizzazione, almeno non determini una nuova pesante differenza tra lavoratori delle imprese più grandi, coperti da tutti gli ammortizzatori e lavoratori delle piccole imprese che si troverebbero in condizioni di mancata copertura e di forte differenza con una pesante ingiustizia sociale. In queste ore - nelle quali si sta concludendo la riflessione da parte del governo sui contenuti del decreto - abbiamo espresso come Regioni la nostra posizione critica chiedendo modifiche sostanziali ed è necessario che questo messaggio arrivi al governo da tutte le parti sociali". Simoncini chiude la lettera chiedendo ai sindacati, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali "di riflettere sull'opportunità di proporre alle vostre rappresentanze nazionali un intervento nei confronti del governo nazionale che possa ottenere un decreto sui nuovi criteri equilibrato evitando una forte ricaduta sociale su migliaia di lavoratori e sollecitando un nuovo assetto complessivo che superi gli ammortizzatori in deroga. Ovviamente accanto a ciò è assolutamente necessario che vengano garantite le risorse ai territori per poter coprire le richieste per il 2014, per il quale, come tutti sappiamo, ad oggi nessun lavoratore in Toscana ha potuto ricevere le indennità dovute". Nei giorni scorsi, intanto, l'assessorato al lavoro della Regione Toscana ha inviato all'Inps tutti i decreti relativi alle richieste di cassa integrazione e mobilità in deroga per il 2013 pervenute alla Regione. E da qualche giorno l'Inps ha iniziato i pagamenti ai lavoratori nei casi in cui le aziende hanno fatto pervenire con solerzia all'istituto di previdenza il modulo S41 relativo ai dipendenti effettivamente messi in cassa o in mobilità. Lo ha comunicato Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, al credito ed al lavoro, nella lettera inviata ai sindacati, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali sul decreto interministeriale sugli ammortizzatori sociali.

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