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Al via Digit. Allarme di Assostampa: "Troppi giornalisti disoccupati, se ne occupi anche la Regione"

Torna Digit, il festival nazionale del giornalismo digitale, giunto alla sua quarta edizione, che si svolgerà il 2 e 3 ottobre a Prato alla Camera di Commercio. Tema di quest'anno: 'digitale è cultura'. Durante la conferenza stampa di presentazione, Sandro Bennucci, presidente dell'Associazione Stampa Toscana, ha richiamato l'attenzione sui posti di lavoro fissi persi in tutt'Italia negli ultimi 6 anni (i giornalisti articoli 1 nelle aziende editoriali erano 20 mila nel 2009, sono meno di 15 mila oggi) sottolineando che: "La rivoluzione digitale dev'essere una risorsa, non un modo per acuire la crisi che il settore dell'informazione sta attraversando, se è vero che il 65% dei giornalisti iscritti all'Ordine appartiene, oggi, alla fascia grigia di precari, cassintegrati, disoccupati. Fino a una quindicina d'anni fa, in Toscana, avevamo due-tre disoccupati più o meno storici. Negli ultimi mesi ne abbiamo censiti più di 100, ai quali bisogna aggiungere un numero non irrilevante di cassintegrati. Noi non vogliamo fermare il progresso, come i sindacati inglesi dell'800 che bruciavano le macchine. Vogliamo però difendere la dignità e la professionalità di chi fa informazione. La notizia deve essere fornita sempre dal giornalista: con qualsiasi mezzo di comunicazione. L'online non deve uccidere il giornalista".

"In Toscana sono moltissimi i casi di crisi - ha aggiunto -: aziendali e dei singoli giornalisti che hanno perso anche il contratto di collaborazione. Per questo chiedo al presidente della Regione, Enrico Rossi, anche in occasione dell'avvio di Digit, di promuovere subito quel tavolo per l'editoria che promise in campagna elettorale, firmando con l'Associazione Stampa un protocollo con il quale si impegnava ad affrontare i nodi che stringono la professione e l'informazione. Nello stesso documento c'è anche l'impegno per la comunicazione istituzionale. E qui rivolgo l'invito per un incontro urgente al nuovo presidente dell'Anci, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, per affrontare il problema dei colleghi impegnati, non sempre con contratti regolari, negli uffici stampa dei comuni. In questi appelli non c'è solo un interesse di categoria, ma la preoccupazione di avere un'informazione attenta, precisa, professionale. Che non diventi mai disinformazione. Soprattutto sull'online".

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