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Martelli (Acli): "Sempre più toscani scelgono di fare i domestici"

giacomo martelliIn Italia ci sono attualmente meno di 865mila lavoratori domestici e quasi tutti, 88,3%, sono donne. I maschi sono poco meno del 12% eppure le regolarizzazioni riguardano soprattutto loro. Gran parte di questa forza lavoro, poi, è rappresentata da stranieri, ma aumenta il numero di italiani che ha scelto (più o meno volontariamente) di fare questo lavoro: più 15mila in un anno. Questi i numeri (riferiti al 2017) resi noti dall'Inps sul mondo del lavoro domestico. “Dati – spiega il presidente delle Acli Toscane Giacomo Martelli – che confermano le nostre rilevazioni di qualche settimana fa che ci parlavano di un costante incremento della fetta di cittadini italiani che fanno questi lavori dentro una platea che è ancora a maggioranza composta da lavoratori stranieri”.

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Voucher, Martelli (Acli Toscana): “Il vero nemico è il lavoro nero”

giacomo martelli"Uno dei difetti più grandi degli ultimi tempi e spaccare ogni discussione in zone nette, o bianco o nero, o di qua o di là, senza capire che invece la vita reale, quelle delle persone in carne e ossa è assai più variegata e che alla fine strappa le camice di forza in cui alcuni la vorrebbe restringere. Questo è anche il caso del dibattito suo buoni-lavoro che per alcuni sono il male assoluto mentre per altri sono lo strumento migliore possibile. In realtà non sono né l'una né l'altra cosa. Anzi per essere onesti sono una piccola cosa visto che anche nel momento del loro utilizzo hanno coperto una percentuale molto limitata (lo 0,22 per cento ha calcolato Irpet) della forza lavoro in Toscana. E quindi sarebbe cosa utile e saggia che chi deve rappresentare i lavoratori e chi deve legiferare assumessero un atteggiamento più laico e meno ideologico su uno strumento che se utilizzato bene può fornire alcune risposte utili sia ai lavoratori che alle imprese”. Così il presidente delle Acli della Toscana, Giacomo Martelli interviene sul dibattito sulla reintroduzione dei voucher attualmente all'attenzione del parlamento nel confronto per la conversione in legge del cosiddetto “decreto dignità”.

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Cresce il divario tra ricchi e poveri: Lucca maglia nera

disuguaglianzaÈ aumentato del 9,5% il divario tra chi, in provincia di Lucca, non riesce ad arrivare a fine mese e la neoborghesia. Una maglia nera in Toscana che condividiamo con Massa-Carrara (+14,8%) e Pistoia (+11,5%). I ricchi (con redditi superiori a 120mila euro annui) e i poveri (con redditi inferiori a 10mila euro annui) sono sempre più lontani in Toscana. Il divario tra benestanti e meno abbienti, tra il 2008 e il 2015, è aumentato del 6,7% nella nostra regione, più di due punti percentuali rispetto alla media italiana (+4,3%). Le asimmetrie tra gli strati sociali della popolazione assumono infatti un peso diverso a seconda delle province di riferimento. Crescita anche a Grosseto (7,4%) e Livorno (6,9%), mentre sono sotto la media regionale Prato (6,4%) e Firenze (5,3%) e sotto quella nazionale Arezzo (3,1%) e Pisa (2,9%).

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