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Voto di fiducia sul Jobs Act, scioperi e assemblee in tutta la Toscana

"A fronte dell'apposizione della fiducia da parte del Governo sul Jobs Act, è necessaria un'immediata, forte risposta dai luoghi di lavoro, attraverso ordini del giorno, fermate e scioperi aziendali con assemblee". E' quanto ha indicato la segreteria della Cgil nazionale dopo l'incontro di Susanna Camusso col premier Renzi. E la Toscana risponde con scioperi, presìdi, iniziative in preparazione in decine luoghi di lavoro, da domani, in tutta la regione, in ogni provincia. La segreteria della Cgil di Massa Carrara invita tutte le categorie a proclamare tramite le rappresentanze sindacali nella mattina di domani fermate con scioperi, assemblee e tutte le iniziative che permettano il dissenso all'interno e all'interno dei luoghi di lavoro (in Provincia si riuniranno i lavoratori del pubblico dalle 11 alle 13). Dalle 11 alle 13 sciopero alla sede della Cgil provinciale, alle10 c'è invece un presidio fuori dal Nuovo Pignone.

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Sblocco della cassa in deroga, soddisfatta Cgil Toscana

Una boccata di ossigeno, così Daniele Quiriconi, segretario della Cgil Toscana, sullo sblocco della cassa in deroga annunciato oggi dalla Regione che ha autorizzato l'Ips al pagamento fino al 4 agosto. "La notizia dello sblocco dei pagamenti della cassa in deroga è una boccata di ossigeno per migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori in condizione di incertezza e senza salario da piú di 6 mesi. È necessario adesso che i tempi di 'smaltimento' degli arretrati e il concreto pagamento da parte dell'Inps non facciano registrare ulteriori ritardi. L'obiettivo adesso è evitare nuove 'code' per i prossimi mesi e lavorare per una riforma universale degli ammortizzatori che abbia le risorse adeguate per essere tale. Certamente non possono essere sufficienti 1,5-2 miliardi come quelli annunciati nell'ambito della discussione sul Jobs Act, realizzati con una specie di partita di giro, attraverso il superamento dell'istituto della cassa in deroga stessa".

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Il Coordinamento Donne Cgil Toscana interviene sui femminicidi: "Servono formazione e pari opportunità"

"La cronaca di questa estate, che ci racconta delle troppe donne uccise barbaramente, ci dice che l'Italia è un posto in cui esistono ancora uomini che non concepiscono altro mezzo per rapportarsi e socializzare con le donne che non sia la violenza, in tutte le sue forme, nel possesso di donne e figli concepito fino all'estremo violento. Vogliamo denunciare, urlare con tutta la nostra forza il nostro no a tanta barbarie. Ma non basta". Così Anna Maria Romano del Coordinamento Donne Cgil Toscana, che aggiunge: "Non basta neanche la sola cronaca dei fatti, la conta agghiacciante che ci consegna il dato di una vera e propria mattanza. Bisogna guardare in faccia fino in fondo la questione e decidere di rimuoverne le cause profonde. Uno Stato civile non può che voler fare questo. Riconoscere il femminicidio come odioso fenomeno antisociale è un passo necessario per chiamare le cose con il proprio nome e prendere atto della realtà: la donna viene ancora uccisa 'in quanto donna'. E tanta violenza sulle donne non è frutto di raptus, ma dalle relazioni di genere".

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