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Attentato a Charlie Hebdo, Lucca e la Toscana solidali con la Francia

bandiereE' di dodici morti tra giornalisti e vignettisti il bilancio dell'attentato che ha scosso la Francia, messo a segno al settimanale satirico Charlie Hebdo questa mattina. Anche dalla Toscana arrivano messaggi di condanna oltre che di solidarietà alla redazione e alla Francia. "L'attacco terroristico di Parigi alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo che è costata la vita a 12 persone e che ha fatto numerosi feriti, giornalisti e poliziotti, è un attacco alla libertà e non solo alla libertà di stampa, un attacco non solo alla Francia, all'Europa e al mondo, alla civiltà": così Alessio Gramolati segretario generale della Cgil Toscana. "Il nostro primo pensiero - continua -, va alle famiglie delle vittime, al loro dolore, a loro esprimiamo il nostro cordoglio". "Il nostro impegno per la libertà di stampa, per la democrazia, per la cultura della vita contro quella della morte - conclude Gramolati - non verrà mai meno". "Sono scioccato per quanto avvenuto a Parigi - scrive su Facebook il sindaco di Capannori, Luca Menesini - La libertà prima di tutto. Libertà di stampa, di espressione e di satira". Indignazione e vicinanza alle famiglie delle vittime anche dal senatore del Pd, Andrea Marcucci che stasera ha anche partecipato ad una manifestazione di solidarietà a Roma in piazza Farnese.

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Nigeria, 21 morti per l'autobomba al maxischermo dei mondiali

  • Pubblicato in Sport

E' di almeno 21 morti e 27 feriti il bilancio dell'attentato a Damataru, nel nord della Nigeria, che ha preso di mira un campo in cui una folla stava assistendo alla partita dei mondiali Brasile-Messico, trasmessa su alcuni maxi-schermi. La bomba era a bordo di un risciò a motore guidato da un kamikaze che si è fatto saltare in aria nel quartiere di Nayi-Nama.
L'attacco non è stato rivendicato ma in Nigeria ci sono già stati in passato attentati simili contro luoghi in cui si assisteva alle partite dei mondiali, sempre attribuiti ai miliziani fondamentalisti di Boko Haram. Proprio le bombe che avevano preso di mira gli appassionati di calcio nello Stato nord-orientale di Adamawa (14 morti) e in quello centrale di Plateau hanno indotto le autorità a vietare in molti casi l'allestimento di maxi-schermi. Nello Stato di Adamawa e quello di Yobe, di cui Damaturu è la capitale, da maggio è in vigore lo stato d'emergenza per cercare di ridurre le violenze, finora invano.
Dopo l'attacco, militari e poliziotti hanno portato feriti e morti all'ospedale locale. Le vittime sono per lo più ragazzi e bambini che hanno riportato ustioni e fratture.

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