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Messaggi elettorali a pagamento, regole e condizioni

urnaLa testata on line Lucca in Diretta mette a disposizione, a parità di condizioni e nel pieno rispetto degli obblighi di comunicazione della normativa vigente, i propri spazi pubblicitari per la campagna elettorale delle elezioni europee e amministrative del 26 maggio 2019. Il documento che contiene i prezzi e gli spazi è a disposizione dei mandatari elettorali nella propria sede. Gli spazi possono essere prenotati fino al giorno precedente alla chiusura dei comizi elettorali ed è previsto il pagamento anticipato rispetto alla pubblicazione del banner. Le tariffe non superano la quota di legge rispetto ai normali listini per la pubblicità elettorale e verranno praticati a tutti i candidati le condizioni di miglior favore eventualmente riconosciute ad uno dei candidati per gli spazi acquistati.
A tutti i messaggi a pagamento viene applicata l’Iva al 4 per cento secondo quanto disposto dall’articolo 7 della legge 8 aprile 2004, n.90.
Per conoscere le condizioni, le modalità di pagamento e i prezzi si può contattare l’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o il numero di telefono 346.6194740.

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Corecom ai Comuni: "Niente nomi e loghi in campagna elettorale"

Corecom ToscanaPar condicio, il Corecom scrive ai Comuni per ricordare gli obblighi legati alla comunicazione in periodo di campagna elettorale.
"Come sapete - scrive il presidente del Corecom, Enzo Brogi - il prossimo 26 maggio si terranno le elezioni amministrative che coinvolgeranno 189 Comuni della Toscana. A breve, con la convocazione dei comizi elettorali, inizierà la campagna elettorale, durante la quale entreranno in vigore le disposizioni della Legge 28/2000.  In considerazione del fatto che negli ultimi anni le segnalazioni al Corecom di presunte violazioni della legge 28/2000 hanno riguardato in modo preponderante comportamenti delle amministrazioni locali, vi invitiamo a porre una particolare attenzione al rispetto del divieto di comunicazione istituzionale, che riguarda tutte le amministrazioni pubbliche, a prescindere dal coinvolgimento nel rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Vi ricordiamo infatti che l’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, numero 28, stabilisce che a far data dalla convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni. La Corte Costituzionale, nella sentenza 502 del 2000, ha chiarito che il divieto alle amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione durante la campagna elettorale è “proprio finalizzato ad evitare il rischio che le stesse possano fornire, attraverso modalità e contenuti informativi non neutrali sulla portata dei quesiti, una  rappresentazione suggestiva, a fini elettorali, dell’amministrazione e dei suoi organi titolari”. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ribadito in numerose occasioni che l’impersonalità richiesta comporta l’obbligo di evitare, oltre che l’uso di nomi e cognomi degli amministratori, anche l’uso del logo e dello stemma del Comune".

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