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Le rubriche di Lucca in Diretta - Libri

Nuvole zero, felicità ventitré: uscito il nuovo libro di Stefano Tofani

L’infanzia può essere un territorio aspro e desolato. Soprattutto per Ernesto, bambino senza particolari qualità, decenne e infelice, che ne abita il segmento estivo compreso tra la fine della scuola elementare e l’inizio delle medie.

Per lui, una terra di nessuno: senza compiti per le vacanze, certo, ma comunque popolata di coetanei bulli e prepotenti e da una famiglia sconquassata da una separazione in corso tra genitori che non si risparmiano colpi, neppure tanto metaforici, e cattiverie. Sue uniche sponde emotive, una nonna amorosa e accogliente e una fantasia acuta e capace d’invenzioni sorprendenti che gli regalano una vita interiore mossa, ricca, piena di colori. Per esempio, quelli del cielo e delle nuvole. Ernesto li ama al punto da fondare addirittura una nuova scienza, la cielologia, vocata a misurarne ogni sfumatura cromatica con uno strumento che una tempesta di vento, forse non per caso, gli ha portato nel cortile di casa: un cianometro, ovvero uno strumento circolare di cartone con 53 tacche, da quasi bianco a quasi nero (in dotazione col libro!), utile a valutare così, con assoluta precisione, gli innumerevoli azzurri del cielo. E poi, l’antico gioco di dare forma e significato ai ghirigori dei cirri, dei cumuli e dei nembi, magari per trarne anche gli auspici, più o meno fausti, per la giornata. E le domande: dove vanno le nuvole nelle giornate di sole? “Prendono lo stesso colore del cielo e si mimetizzano? Migrano come le oche, ma alla velocità della luce? Si sgonfiano talmente tanto da diventare invisibilissimi puntini?” Meglio, mille volte meglio, vivere tra le nuvole che in una famiglia disattenta, distante e indifferente.

Un pomeriggio, Ernesto e il suo amico, il Cardella, più “squacquera” e “caccozzo” del nostro tenerissimo eroe, trovano in pineta una vecchia valigia che contiene due statuette di legno, uno strano libro e una piccola chiave… Inizia così Nuvole zero, felicità ventitré, Rizzoli, 2021, la bella favola contemporanea scritta da Stefano Tofani, prequel di Sette abbracci e tieni il resto, Rizzoli, 2019, che, come il precedente libro, ruota intorno al tema del disamore dei tempi nostri e ai modi per resistergli e riscattarsene. Piena, come si conviene a questo genere letterario, di figure metamorfiche, presenze apparentemente negative che, invece, sotto sotto svolgono un’azione positiva, di antiche maledizioni, di incantamenti secolari da disvelare, di animali alati, di modeste magie paesane: le vicende ricorrenti, al tempo stesso semplici e complesse, dell’eterna lotta del bene contro il male.

L’autore racconta e impagina bene: lo riconoscono due lettori adulti d’eccezione come Luciana Littizzetto, “Ernesto è tutto sgangherato. Ed è tutti noi”, e Marco Malvaldi. La lingua bambina di Ernesto, infatti, ben si intreccia col racconto favoloso e insieme epico di un fanciulletto goffo, impacciato e occhialuto, che pure, testardo e curioso, riesce a compiere l’impresa e addirittura a restaurare i diritti di un amore antico e vilipeso. Ma non sarà facile ed Ernesto rischierà parecchio, addirittura la vita, dopo essere finito sull’orlo di uno spaventoso precipizio. Una situazione pericolosa da cui lo salverà proprio il terribile Nasuto, il suo persecutore più accanito. Vuoi vedere, sembra suggerire Ernesto nel suo taccuino, che al mondo anche i “cattivi” hanno un senso?

Luciano Luciani

Stefano Tofani, Nuvole zero, felicità ventitré, Illustrazioni di Chiara Fedele, Rizzoli, 2021, pp. 280, euro 17.

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