Le rubriche di Lucca in Diretta - Famiglie

Le relazioni ai tempi del coronavirus: dobbiamo stare… vicini vicini

Torna l'appuntamento settimanale con gli psicologi Daniele Filippi e Gaia Bullentini

Prosegue, come ogni lunedì, il nuovo appuntamento dell’Acf. Due psicologi parlano delle relazioni al tempo dell’isolamento forzato per il coronavirus. Lo faranno con un intervento a cadenza settimanale. 

vignetta Acf articolo 27 aprile

Senti Flaps, io dico “che cosa facciamo?” tu dici “tu cosa vuoi fare?”, allora io dico “che cosa facciamo?” tu dici “tu cosa vuoi fare?”, “cosa facciamo?” “cosa vuoi fare?” facciamo qualcosa!

Così recitavano i due avvoltoi nella famosa scena del classico film della disney Il libro della giungla… Se anche tu ti rivedi nello scambio appena proposto: non preoccuparti, semplicemente stai vivendo la quotidianità di gran parte delle coppie che si trovano a vivere forzatamente questa quarantena sotto lo stesso tetto, h24.

Stavolta parliamo quindi di… convivenza forzata e ansia da condivisione.

Due persone che decidono di andare a vivere insieme, organizzano la propria routine quotidiana non soltanto sulla presenza dell’altro, ma anche e soprattutto sulla sua assenza. Adesso questa routine è stata stravolta e gli spazi prima privati sono diventati spazi forzatamente condivisi.

È come dire: “Eravamo tanto felici… Ci vedevamo il giusto!”.

Solo la spesa settimanale fatta rigorosamente da uno dei due partner diventa l’unico ambitissimo momento di libertà, conquistato con le unghie e con i denti con scuse del tipo: “Stai bono/a amore, ci vado io, te rischi troppo ad uscire!”.

Questo obbligo di stare costantemente insieme può costituire un generatore di tensione e facilitare lo scoppio di liti frequenti, portando entrambi i partner ad una situazione di intolleranza dell’altro.

Uno degli aspetti più importanti su cui la convivenza forzata può avere ripercussioni è quello della comunicazione.

Attenti a non cascare dalla padella nella brace: comunicare nella coppia risulta spesso difficile, soprattutto perchè non ci siamo abituati. In questo momento aumentano le possibilità di comunicazione quotidiana e di pari passo crescono anche quelle di incomprensioni: se prima per cercare di disinnescare una lite, c’era chi andava a prendersi una boccata d’aria, adesso questa possibilità non è più concessa poiché “l’aria” rimane la stessa con il rischio che alla coppia arrivi a mancare l’ossigeno.

In secondo luogo c’è poi l’aspetto legato alla gestione delle emozioni che diventa impossibile nascondere o mascherare al partner, comprese quelle negative come anche la rabbia suscitata da tutti quegli esperti che in questo momento consigliano di riproporre a casa la routine che avevamo prima del virus…

Tornare alle vecchie abitudini è davvero impensabile, improponibile ed impossibile: quello che possiamo provare a fare è crearne di nuove che consentano di mantenere una distanza che ci faccia respirare, senza soffocare. Questo ci permette di riappropriarci di un senso di controllo sull’ambiente che ci sembra di aver perso e di acquisire una maggior sicurezza su di noi, e sulla coppia stessa.

E con dei figlioli di mezzo?

Continua…

A cura del dottor Daniele Filippi e della dottoressa Gaia Bullentini
psicologo e psicologa

Illustrazione di Alfredo Chiappori tratta dal libro
Commedie e drammi nel matrimonio di Guglielmo Gulotta

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