dopo l'attentato
Attentato a Sigfrido Ranucci, solidarietà da tutta la Toscana
I commenti dal territorio e il presidio davanti alla sede Rai di Firenze
Si alza anche da Lucca la solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci. “Dopo il vile e intollerabile attentato di stanotte – dice il presidente Alessandro Sesti per conto dell’associazione Dillo in Sintesi –, l’associazione esprime pubblicamente la sua solidarietà”. Ranucci era stato premiato il 19 giugno 2024 nella chiesa di San Pietro Somaldi, nell’ambito dell’edizione 2024 del Festival della Sintesi per l’efficacia del suo lavoro, svolto nel segno della libertà di informazione.
Toscana 2030
Il presidente di Toscana 2030 Domenico Capezzoli esprime “la più ferma condanna e la totale solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia, a seguito del vile attentato dinamitardo che ha distrutto le loro autovetture la notte scorsa a Pomezia. Quanto accaduto è un atto di una gravità inaudita che non può e non deve trovare spazio nella nostra democrazia. L’uso di ordigni esplosivi per intimidire chi svolge il proprio dovere d’informazione non è solo un attacco a una persona e alla sua famiglia, ma è un attacco diretto ai principi fondamentali della nostra Repubblica e alla libertà di stampa.
Ranucci, con il suo lavoro e le inchieste di Report, rappresenta un baluardo essenziale del giornalismo investigativo in Italia, fondamentale per illuminare le zone d’ombra del potere e della criminalità organizzata. Chi ha voluto colpirlo, ha voluto colpire la nostra capacità collettiva di conoscere la verità. A nome di Toscana 2030, assicuro la massima vicinanza e il sostegno incondizionato a Sigfrido Ranucci, alla redazione di Report e a tutti i giornalisti che quotidianamente rischiano la propria incolumità per il bene pubblico. Ci auguriamo che le indagini in corso, gestite dalla Direzione Distrettuale Antimafia, portino rapidamente all’individuazione e alla punizione degli esecutori e dei mandanti di questo gesto intimidatorio, aggravato dal metodo mafioso. La democrazia si difende anche e soprattutto garantendo la sicurezza di chi lavora per informare i cittadini. Non saranno atti di violenza e paura a fermare la ricerca della verità”.
Il Corecom
“esprime solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia, e a tutti i giornalisti che ogni giorno lavorano per garantire la piena libertà d’informazione”, dichiara il presidente del Corecom della Toscana Marco Meacci, a nome personale e di tutto il Comitato. “Proviamo rammarico e sgomento – continua Meacci – per questo nuovo, e particolarmente grave, attacco contro il giornalismo d’inchiesta e la libertà di informazione. Un attacco a un giornalista in prima linea nello svolgimento di inchieste approfondite, e che svolge un servizio alla comunità e alla democrazia italiana; l’efferatezza di questo attacco ci riporta alle pagine più buie del nostro Paese, ed è del tutto inaccettabile”.
In segno di solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci e all’intero mondo dei giornalisti, il presidente Meacci oggi pomeriggio alle 15,30 sarà presente al presidio-assemblea convocato dal Comitato di Redazione della Tgr Rai davanti alla sede Rai di Firenze, al quale parteciperanno anche rappresentanti dell’Associazione Stampa Toscana e dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Ussi Toscana.
Apuane Libere
“Massima solidarietà a Sigfrido Ranucci, un giornalista libero che nelle sue trasmissioni si ispira alla massima trasparenza senza mai aver raccolto nessuna intimidazione minaccia rappresaglia. Quello che è accaduto questa volta è un attacco mafioso a tutti noi, a tutte le associazioni oneste e soprattutto allo Stato che deve assolutamente fare quadrato intorno al giornalista e intorno alla famiglia: dando protezione alla espressione libera della libera informazione e del pensiero come garantito dall’articolo 21 della costituzione e dai trattati internazionali ed europei.
Dobbiamo e vogliamo ringraziare Sigfrido Ranucci per il suo impegno che l’ha portato al punto di dover temere per la propria vita per avere esposto il suo punto di vista e le sue indagini portate a conoscenza dei cittadini altrimenti ignari. Noi di Apuane Libere dobbiamo ringraziare Sigfrido Ranucci in quanto ha portato alla luce ha portato a conoscenza di tutti e a livello mondiale il giro miliardario legato alla devastazione delle Alpi Apuane di un patrimonio di valore culturale immenso della montagna del paesaggio della cultura storica del nostro territorio alla devastazione all’inquinamento delle sorgenti dei corsi d’acqua alla cementificazione inquinamento del terreno dell’ambiente alla devastazione della fauna della Flora alla devastazione del territorio da monte a mare all’inquinamento da polveri, oli e metalli pesanti: la devastazione e depredazione in atto che fa del territorio di Massa Carrara uno dei territori più inquinati d’Italia con costi spropositati scaricati sui cittadini e guadagni e utili miliardari superiori a quelli del traffico degli stupefacenti per una piccola elite che praticamente controlla il territorio e la politica del territorio.
Grazie Sigfrido Ranucci, noi pretendiamo la tua protezione, pretendiamo che tu continui a fare il tuo lavoro per decenni come garanzia di democrazia di libertà di prova del senso di responsabilità, di spirito di servizio e di esempio anche per le future generazioni”.
Il Circolo della Stampa di Lucca
“esprime grande preoccupazione per il gravissimo atto intimidatorio ai danni di Sigfrido Ranucci. Un gesto che riporta ai momenti più bui della nostra storia.
Solidarietà a lui e a tutte le colleghe e i colleghi impegnati sui fronti di inchiesta e per il diritto all’informazione”.
Il presidente Giani
“È una solidarietà che nasce dal cuore – ha detto il presidente Eugenio Giani partecipando al presidio davanti alla Rai – nel vedere il tipo di ordigni collocati. È chiaro che si tratta di un attentato che mirava alla vita di Sigfrido Ranucci, di sua figlia, della sua famiglia e questo è qualcosa di inaccettabile. Quando viene colpita la libertà di pensiero, la libertà di azione, il diritto di un giornalista d’inchiesta di straordinario valore a svolgere il proprio lavoro, si colpisce l’essenza stessa della democrazia.
Ho avuto modo di conoscere personalmente Ranucci e di presentare il suo libro a Fucecchio solo pochi mesi fa. Mi ha profondamente colpito questo episodio, perché dimostra quanto il libero pensiero possa ancora spaventare chi vorrebbe invece ingabbiare, controllare o zittire le voci libere. Ritengo che questo sia un attentato gravissimo e che sia necessaria una sollevazione civile e morale in tutto il Paese. Di fronte a fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso come questo, la risposta delle istituzioni e della società deve essere fortissima, unitaria e senza esitazioni”.
(notizia in aggiornamento)


