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Il Crest della montagna pistoiese scrive a Rossi: “Sempre gli ultimi a tornare alla normalità”

Il Crest della montagna pistoiese e della Valleriana di Pescia protesta. Lo fa inviando una lettera tra l’ironico e il faceto al presidente della Regione Enrico Rossi, lamentandosi di essere zone dimenticate dopo la tempesta di vento di ieri. “Caro presidente – scrive il Crest -, la invitiamo a pranzo a casa nostra. Ci scuserà per il freddo, siamo senza corrente elettrica da ieri mattina alle quattro. Apprezzerà sicuramente l’intimità del lume di candela se si trattiene fino a sera. Le strade oggi sono libere, arriverà agilmente, ma avrebbe dovuto vedere il disastro ieri mattina. Ci siamo alzati e siamo stati i primi, con le motoseghe, a liberare le strade dagli alberi caduti. Siamo gente abituata a darsi da fare, ad essere comunità e a stringerci quando c’è bisogno. Lo facciamo da sempre. E dovremo abituarci sempre più perché la montagna sta tornando indietro di 50 anni”.

“Se accettasse il nostro invito – si legge nella lettera – forse si renderebbe conto di cosa significhi vivere in una zona disagiata e forse, finalmente, la Regione Toscana si metterebbe nei nostri panni e prenderebbe provvedimenti diversi, a tutela delle nostre zone. Le scriviamo dalla Montagna Pistoiese e dalla Valleriana di Pescia ma i nostri problemi sono gli stessi per il Casentino, il Valdarno, il Mugello, la Maremma, l’Amiata, la Garfagnana, Pitigliano, la Lunigiana, la Val di Cecina, l’isola d’Elba. Siamo i sempre i primi quando si tratta di tagliare uffici postali, scuole, ospedali, servizi sanitari, addirittura pronto soccorso, vedi San Marcello Pistoiese, ma siamo gli ultimi a ritornare alla normalità dopo un’emergenza. Perché il nostro territorio è difficile, fragile, disagiato, appunto. Lo chieda agli operai dell’Enel, ai vigili del fuoco, ai volontari della Protezione Civile che lavorano senza sosta da oltre 24 ore. Loro lo sanno e li ringraziamo per il loro lavoro. Strano che la Regione Toscana non se ne sia accorta”. La lettera si chiude con un post scriptum: “Gli amici dell’Isola d’Elba sono isolati per il mare grosso ed il vento. L’elisoccorso non può volare, come da noi, del resto. Sa che sull’isola non c’è un reparto di rianimazione ed i medici non possono arrivare dagli ospedali “in rete” sul continente? Certo che lo sa. Siamo certi che anche loro sarebbero felici di averla ospite a pranzo per parlare un po’. Se servisse”.

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