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Piano paesaggistico, stop a nuove cave sopra i 1.200. Le spiagge non si toccano

Il piano del paesaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concordato con il ministero e presentato oggi (23 marzo) in consiglio regionale tutela le Apuane e il lavoro, la costa e il turismo, l’agricoltura e il paesaggio. “A Roma abbiamo migliorato il lavoro, rendendolo più leggibile e preciso – ha sottolineato il presidente all’uscita dall’aula – Il volto della Toscana è il suo paesaggio. Abbiamo il compito di assicurare lavoro e sviluppo, ma anche il dovere di mantenerlo e tutelarlo. Ho lavorato quattro giorni al ministero e poi tutta la notte scorsa ma ora sono soddisfatto. Il risultato finale è migliore di tutti i lavori parziali fatti finora. Qualcuno ci paragona alla Puglia, ma la Toscana, con tutto il rispetto, è un’altra cosa”.

Nessuna nuova cava sopra i 1.200 metri. Strutture solo temporanee sulle spiagge toscane, con un’importante novità sui tempi, il prolungamento a 180 giorni. Recupero a funzioni agricole dei boschi cresciuti a seguito dell’abbandono dell’agricoltura. Sono questi i punti principali toccati dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nell’intervento in consiglio regionale di oggi pomeriggio, nel quale ha illustrato i contenuti del piano paesaggistico, alla luce del alvoro fatto al ministero nei giorni scorsi. “Arginare, è questa la parola chiave che abbiamo scelto per il nostro piano, parola peraltro che già aveva usato Benedetto Croce nella prima legge di tutela, approvata nel 1922. Arginare, ovvero porre un argine alle devastazioni. E a chi oggi, malgrado tutto, sente ancora il bisogno di una nuova espansione o di un nuovo carico urbanistico noi chiediamo almeno di rispettare il paesaggio. Con questo piano non blocchiamo tutto, ma chiediamo di conformarsi. Con questo piano facciamo una scelta di equilibrio tra tutela e attività umana”.
“Durante i lavori della commissione consiliare sono state apportate modifiche numerose e importanti – ha spiegato Rossi – Quindi il confronto con il ministero era necessario per verificare la possibilità di intesa prevista dalla legge. Passaggio necessario, perché altrimenti rischieremmo la bocciatura come già avvenuto nel dicembre del 2010. E non possiamo ripetere una figuraccia planetaria. Ora abbiamo un testo che presenteremo al consiglio per l’esame e l’approvazione” “Sopra i 1200 metri non si prevedono nuove cave, ma solo ampliamenti e riattivazioni purchè inserite dentro un piano di recupero di competenza regionale, mentre per le cave a cavallo dei 1.200 metri si può continuare le attività sempre che il piano di recupero lo consenta. Si può continuare la coltivazione delle cave in galleria ed è consentita la prosecuzione per quelle cave che sono una realtà fondamentale per le comunità locali, per esempio Levigliano, Minucciano e poche altre. Aggiungo che nei circhi glaciali non è consentita la riattivazione di cave dismesse”. “Le coste sono tutelate ed è prevista la possibilità solo di strutture mobili e temporanee, con il prolungamento della permanenza che originariamente era prevista solo per 90 giorni, in sintonia con l’obiettivo di prolungamento della stagione balneare. Rispetto agli edifici già esistenti sono ammesse ristrutturazioni e ampliamenti fino a un massimo del 10%”. “Il piano – conclude il presidente – consente poi di recuperare a funzioni agricole i 200 mila ettari di bosco cresciuto in seguito all’abbandono. Un tema importante per l’Elba ma anche per le nostre montagne”.

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