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Accreditamento sanitario, sì alla nuova legge regionale

Passa con 19 voti favorevoli (gruppo Pd), 2 voti contrari (Sì-Toscana a sinistra) e 9 voti di astensione (degli altri gruppi di opposizione) la nuova legge regionale sull’autorizzazione e l’accreditamento sanitario. Il provvedimento modifica le norme esistenti in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie, procedure e requisiti autorizzativi di esercizio e sistemi di accreditamento. Il testo come ha spiegato nel corso dell’illustrazione in aula il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli (Pd), risponde alle modifiche intercorse nella normativa nazionale che in quella regionale. L’obiettivo è creare un sistema di accreditamento dinamico, che individui in un regolamento i requisiti minimi necessari sia all’autorizzazione che all’accreditamento e che, al contempo, sposti la definizione di ulteriori requisiti, più attinenti ai processi aziendali e clinici e al fabbisogno dei pazienti, in specifici atti della giunta regionale.

Viene inoltre prevista l’istituzione di un elenco dei professionisti dei dipartimenti della prevenzione per strutture sanitarie pubbliche e private. “L’accesso a tale elenco avverrà attraverso procedura selettiva regionale, per titoli e colloquio, valorizzando così le esperienze acquisite”. Il regolamento, ha spiegato ancora Scaramelli, “disciplinerà i criteri di scelta e le modalità di funzionamento del gruppo tecnico regionale di verifica dei requisiti strutturali, impiantistici e organizzativi necessari per garantire sicurezza e qualità delle strutture, con una migliore regia a livello regionale”.
Velocizzazione dei tempi, certezza delle risposte, ruolo centrale della programmazione e affidamento della valutazione delle persone in base al merito. Sobrietà della spesa e valorizzazione del personale interno in Toscana, coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Queste le linee guida della nuova legge, che prevede anche l’azzeramento delle indennità per i membri delle commissioni di valutazione tecnica regionale. L’entrata in vigore del Regolamento attuativo si prevede entro settembre. “L’auspicio – ha confermato Scaramelli – è che entro quel termine, con l’approvazione del regolamento di attuazione, sul quale la commissione sarà chiamata a esprimere un parere, tutto l’iter normativo arrivi al completamento”.
Introdotta anche la possibilità per i Comuni di fare verifiche ispettive nelle strutture. Ai fini della valutazione, sarà determinante l’innalzamento degli standard di qualità. Dovranno essere utilizzati strumenti appropriati di valutazione e tenuto in considerazione il coinvolgimento del paziente e dei familiari nel processo di cura e gli indici di costo-efficacia. Non sono previsti nuovi costi rispetto alle precedenti previsioni di legge. “Crediamo di aver fatto un ottimo lavoro – ha concluso Scaramelli – che va nella scia del rinnovamento e del cambiamento che ci siamo prefissati, innalzando quella qualità che chiediamo alle strutture toscane”. In commissione sanità, il testo stato oggetto di un approfondito lavoro di revisione e riscrittura del testo inizialmente presentato dalla giunta regionale. Approvati molti emendamenti presentati dalla maggioranza, anche a seguito delle consultazioni e delle proposte raccolte.

Il dibattito in aula
Il voto contrario del gruppo Sì-Toscana a sinistra sulla nuova legge per l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie nasce da una valutazione negativa riguardo ai costi e all’indipendenza del gruppo tecnico di verifica, come ha spiegato il consigliere Paolo Sarti: “Del gruppo tecnico regionale di verifica non c’era bisogno, le tre Asl davano più garanzie. Dovremo vigilare che non nascano conflitti di interesse in un organismo più lontano dei territori e più vicino alla Regione. Allontanamento dal territorio, accentramento sulla Giunta regionale, esautoramento del Consiglio e ulteriore spesa – ha aggiunto Sarti –, perché si spenderanno altri soldi per il gruppo tecnico: questi gli effetti della nuova legge”. Il consigliere Andrea Quartini ha motivato il voto di astensione del Movimento 5 stelle: “In commissione è stato fatto un lavoro apprezzabile. Bene la possibilità data ai Comuni di procedere a verifiche, buono il tentativo di snellire, anche se restano delle perplessità. Varrà la pena di ridiscutere il gruppo tecnico regionale di verifica, sulla cui terzietà restano dubbi. Vedremo poi con il regolamento attuativo se alcuni dubbi saranno fugati”. Il consigliere Enrico Sostegni (Pd) ha centrato l’attenzione su un emendamento “concordato con il presidente Scaramelli e l’assessore Saccardi, che in commissione ha ottenuto voto unanime”. La questione “è la sostenibilità dei sistemi di welfare. Favoriamo l’individuazione di elementi di criticità per rendere il sistema più efficace e sostenibile nel tempo. Introduciamo un primo spunto del cosiddetto welfare generativo”.
Il provvedimento approvato oggi “è un’ottima legge”, ha detto in conclusione l’assessore Stefania Saccardi, “Introduce elementi di novità, va a snellire un sistema spesso molto burocratizzato, aggiunge qualità all’accreditamento e insegna al sistema a migliorarsi e a crescere. Un pezzetto importante che si aggiunge a una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario, di cui c’era fortemente bisogno”. Quanto alle considerazioni dei gruppi Sì-Toscana a sinistra e Movimento 5 Stelle, l’assessore ha risposto che “per il gruppo tecnico non c’è nessun aumento di costi, né è venuto meno il requisito di una terzietà per una funzione che deve essere fortemente ancorata a conoscenze e requisiti tecnici“.

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