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Stragi toscane, nascerà un ‘armadio della memoria’

Un Armadio della memoria nella biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo e un tavolo di coordinamento regionale tra istituzioni ed associazioni dei familiari delle vittime. Sono questi i punti salienti di una mozione approvata all’unanimità ieri (11 aprile) dal Consiglio regionale su proposta di alcuni consiglieri Pd e sottoscritta da esponenti di tutti i gruppi politici. L’idea è quella di “uno spazio dedicato all’archiviazione, sia fisica che digitale, del patrimonio documentale disponibile in merito agli eventi di Livorno, Viareggio e dell’Isola del Giglio, da effettuarsi di concerto con le associazioni dei familiari delle vittime, al fine di contribuire a diffondere una cultura della legalità, dello sviluppo della coscienza civile e democratica nonché della sicurezza nel settore dei trasporti”. Gli eventi tragici ai quali si fa riferimento sono la sciagura della Moby Prince a Livorno del 1991, la strage della stazione ferroviaria di Viareggio del 2009 ed il naufragio della Costa Concordia. Inoltre, la mozione approvata punta ad istituire presso la giunta toscana un ‘Coordinamento regionale’ finalizzato a mantenere viva la memoria sui disastri marittimi e ferroviari avvenuti in Toscana, composto dai soggetti interessati al tema in oggetto, a partire dalle istituzioni locali e dalle associazioni dei familiari delle vittime, nonché da una rappresentanza del Consiglio regionale”.

“Abbiamo sempre fatto un appello, su questi temi, alla massima unità – ha detto Stefano Baccelli presentando la mozione in aula – e anche per questo sono particolarmente soddisfatto per l’adesione di tutti i gruppi a questa proposta, messa in campo grazie anche al lavoro fatto con il collega Francesco Gazzetti, che ha dato un contributo di creatività, con la proposta di un armadio della memoria da contrapporre idealmente a quello della vergogna. I tre tragici eventi – ha spiegato Baccelli – hanno avuto procedimenti giudiziari con esiti diversi. Proprio in questi giorni, sulla tragedia del Moby, abbiamo appreso della notizia di nuovi possibili sviluppi dell’indagine, grazie anche all’impulso della Commissione parlamentare. In generale, oltre alle inchieste e ai processi, abbiamo bisogno di valorizzare il grande lavoro fatto dalle associazioni dei familiari delle vittime, che sono riusciti a trasformare la loro sofferenza in impegno per gli altri, con l’obiettivo, oltre alla ricerca della giustizia, di migliorare la sicurezza dei trasporti marittimi e ferroviari. Queste associazioni hanno raccolto una quantità di documentazione impressionante, che abbiamo il dovere di non disperdere, di rendere fruibile a tutti. Ecco, quindi, la proposta di uno spazio dedicato nella Biblioteca regionale Pietro Leopoldo. Insieme ad esso – ha concluso Baccelli – impegniamo la giunta toscana ad istituire un Coordinamento regionale tra istituzioni e associazioni dei familiari, con l’obiettivo di continuare a sostenere il loro lavoro”.
“La Toscana – ha detto il capogruppo Leonardo Marras intervenendo in aula – è stata in pochi anni scenario di tre grandi disastri, avvenimenti che hanno segnato le coscienze collettive.
Del naufragio della Costa Concordia conservo il ricordo personale delle ore dell’emergenza, vissuta direttamente nella sala della protezione civile. A differenza delle altre tragedie, quella del Giglio, è stata particolare, perché ha coinvolto la comunità di una piccola isola, che rischia di diventare un luogo dimenticato. Anche per queste ragioni – ha concluso Marras – è giusto ed è utile ricordare, soprattutto per fare in modo che i temi di una maggiore sicurezza nei trasporti e del turismo sicuro, continuino a vedere un impegno e un lavoro delle istituzioni”.
“Dobbiamo restituire un senso civico, politico e culturale a ogni memoria del passato che faccia in modo che tragedie e incidenti, errori umani e tentativi di occultamento della verità e delle responsabilità non abbiano a ripetersi.  – aggiunge Francesco Gazzetti – Durante la cerimonia di commemorazione delle vittime del disastro del Moby Prince, il 10 aprile scorso a Livorno, ho avuto modo di anticipare ai presenti la nostra proposta di Armadio della memoria e ho riscontrato un vivo interesse. Spero che esso, insieme al coordinamento regionale, possa rappresentare uno strumento utile per tutte le associazioni dei familiari e di grande attualità, proprio ora che si riapre qualche spiraglio anche dal punto di vista giudiziario per l’accertamento della verità”.
“La conservazione della memoria – aggiunge la vicecapogruppo Monia Monni – è fatta anche della costruzione di opportunità ed iniziative per alimentarla continuamente. Dobbiamo farlo anche guardando al ruolo e all’importanza che la Toscana ha nello scenario nazionale ed internazionale. Se lo fa Toscana, ciò può avere un peso ed una rilevanza capace di dare spunti anche ad altri. La nostra è una terra di diritti e di giustizia da sempre, una terra alla quale anche dall’estero, come abbiamo visto in più occasioni, si guarda nella speranza che essa possa alimentare speranze e prospettive di giustizia e verità”.

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