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Regione, 9 milardi e 300 milioni per il bilancio 2018

Via libera al documento di economia e finanza regionale (Defr) 2018. Il consiglio regionale ha approvato l’atto a maggioranza, con i voti favorevoli dei gruppi Pd e Mdp-Articolo 1 e il voto contrario di tutti gli altri gruppi. Come ha spiegato Giacomo Bugliani (Pd), presidente della commissione affari istituzionali, illustrando la proposta di delibera in aula, “sul piano programmatico il documento individua le priorità da realizzare nell’anno e, sul piano finanziario, acquista la natura di documento preliminare alla manovra: bilancio di previsione, legge di stabilità regionale ed eventuali leggi collegate”.

Sarà con la nota di aggiornamento, ossia in fase di chiusura del bilancio di previsione e dopo aver ricevuto gli indirizzi del consiglio regionale, che il documento di economia e finanza regionale potrà sviluppare le priorità già individuate e dare indicazione dettagliata sugli interventi da attuare nel corso dell’anno. Con il Defr 2018, ha detto ancora Bugliani, “è confermata l’impostazione strategica del piano regionale di sviluppo 2016-2020, che punta, da un lato, allo sviluppo dell’economia con nuovi investimenti sulle eccellenze, auspicando un effetto trainante per il resto del sistema locale, dall’altro a fronteggiare le situazioni di disagio”. Rispetto al precedente, il Defr 2018 si presenta più leggero sugli elementi di programmazione, con invece più consistenti scelte finanziarie. L’unica novità sul piano programmatico è il progetto di lotta alla povertà e inclusione sociale, ha spiegato Bugliani, che ne ha sottolineato l’importanza, “con quattro linee d’intervento: l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate; un piano integrato per l’occupazione, rivolto prioritariamente alle aree di crisi, con un sostegno al reddito e l’assistenza intensiva per la ricollocazione; interventi sull’accesso all’abitazione, con maggiore offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sostegno alle famiglie che si trovano in alloggi a canoni di mercato o in situazioni di sfratto per morosità incolpevole; politiche scolastiche specifiche: il sostegno al sistema regionale dei nidi, progetti educativi zonali rivolti a famiglie a basso reddito, progetti per combattere la dispersione scolastica, benefici economici per gli studenti a basso reddito”. Saranno anche promosse forme di agricoltura sociale. Il quadro delle risorse finanziarie è sostanzialmente analogo allo scorso anno, pari complessivamente a circa 9 miliardi e 300 milioni. Il fondo sanitario è pari a circa 6 miliardi e 900 milioni di euro. Le risorse disponibili per i progetti sono di circa un miliardo e 800 milioni di euro. Si prevede una riduzione delle entrate regionali da fonte tributaria di circa 9 milioni per la diminuzione del contributo statale a fronte della riduzione della base imponibile dell’Irap, mentre sono state azzerate le previsioni sull’imposta per l’occupazione del demanio idrico, pari lo scorso anno a un milione e 500mila euro, a fronte della volontà politica di cancellare tale imposizione.
Alla luce della legge di bilancio statale del 2017, l’impatto negativo nel 2018 sulle risorse regionali sarà pari a 210 milioni di euro, con ripercussioni sul finanziamento dei progetti regionali. Per questo si punterà a rendere più efficiente il sistema di riscossione delle entrate, contrastando illegalità ed evasione fiscale, si rinuncerà ai trasferimenti vincolati dello stato, si continuerà nella revisione della spesa, in particolare quella di funzionamento, sapendo però che i margini sono modesti, e si cercherà di ridurre le spese ‘comprimibili’. Sarà ritoccato anche il perimetro delle spese ‘incomprimibili’, mentre prosegue la politica di contenimento dell’indebitamento. 
Secondo Gabriele Bianchi (M5S) “il documento non presenta innovazioni, perché segue in continuità i progetti già presentati l’anno scorso”. “Siamo insomma davanti – ha detto il consigliere – a uno scenario immutato, in cui tutto rimane sospeso, legato al dubbio dell’erogazione dei fondi. L’unica cosa certa sono i tagli, quei 210milioni in meno a disposizione”. Marco Casucci (Lega nord) si è detto “preoccupato per il quadro economico presentato, in cui si afferma che la ripresa per la Toscana è confermata, ma rallenta”. “In particolare – ha spiegato Casucci – c’è una contrazione dell’export, la domanda interna è ferma da anni ed è vero che c’è una ripresa del numero dei posti di lavoro, ma non si capisce che tipo di contratti siano in realtà”. In questo quadro è facile supporre che “le tasse regionali aumenteranno nei prossimi anni, perché saranno minori le entrate, e, conoscendo la politica della sinistra, si aumenteranno le tasse per mantenere intatta la macchina regionale”.
“Il cuore di questo Defr è purtroppo rappresentato da questo taglio di 210milioni, che ci preoccupa fortemente”, è stato il commento di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra). “Ormai non è più possibile comprimere ulteriormente le spese per risparmiare – ha detto il capogruppo – e il governo nazionale deve fare una scelta: o strozzare definitivamente le Regioni o fornire le risorse necessarie”. Per quanto riguarda la programmazione, “non c’è niente di nuovo sotto il sole” e “ci sono luci ed ombre, come la riconferma della stazione Foster”. In definitiva, ha concluso Fattori, “ci sono molte nubi all’orizzonte perché sarebbe necessario un intervento pubblico a fronte di una stagnazione economica, e il governo nazionale deve fare un’inversione di rotta in questo senso”.
Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt) ha sottolineato come “in questo Documento di economia e finanza regionale 2018, non si colga alcuno scatto di vitalità che potrebbe aiutare la Toscana nella ripresa economica e sociale”. “La Giunta regionale – secondo la consigliera – si limita a seguire gli eventi invece di operare scelte strategiche”. E questo in molti settori, a partire dal progetto per il mare e la costa che non mette in campo tutti gli strumenti che potrebbero servire. “È giusta un’azione di protesta nei confronti del governo nazionale – è il pensiero di Giacomo Giannarelli (M5S) – perché l’impressione è che dove non si è riusciti ad arrivare, nello smantellamento delle Regioni, con il referendum costituzionale, si cerchi ora di arrivare con i tagli, in modo da strozzare le amministrazioni”. Secondo il consigliere, anche se la Regione Toscana ha effettuato investimenti importanti, come quelli nel trasporto pubblico locale, esistono ancora sprechi su cui poter agire per recuperare risorse. In particolare Giannarelli ha chiesto notizie “sui 14 milioni di euro l’anno che la Regione spende per software e hardware, cifra che è il triplo di quanto stanziato per l’edilizia scolastica”.
Massimo Baldi (Pd) ha spiegato che “il documento fa il suo mestiere, cioè una fotografia di quanto è avvenuto nel 2016 e ci consegna dati su cui riflettere e sui cui impostare una programmazione”. L’effetto rimbalzo, ha detto il consigliere, era atteso e ha avuto come conseguenza un calo dell’export. “Però accanto a questo vediamo dati positivi, come un aumento dei consumi, il saldo commerciale positivo e il recupero, comunque, di posti di lavoro”. In questo senso “il lavoro e gli strumenti messi in campo dalla Regione stanno funzionando”, ed è utile intervenire presso il governo nazionale per avere più risorse partendo da questa consapevolezza.
Serena Spinelli (Mdp-Art.1) ha annunciato voto favorevole all’atto, ma si è detta preoccupata “perché il rischio è che il sistema non possa reggere di fronte ad altri 210milioni di tagli”. “Il welfare ha bisogno di risorse per funzionare – ha proseguito la consigliera –; ci troviamo davanti a tendenze pericolose, come la diminuzione dell’assistenza domiciliare per gli anziani che costringe le persone a lasciare il lavoro per seguirli. Io voglio un welfare che funzioni per ridurre le disuguaglianze, che in Italia sono ormai insostenibili. Se si continuano a effettuare tagli le Regioni non sono più in grado di mantenere i servizi”. Infine, la replica dell’assessore regionale al bilancio, Vittorio Bugli. Bugli ha spiegato che si sta effettuando una riflessione sul bilancio, esclusa la sanità. La sanità ha avuto un incremento dei costi, anche per le nuove apparecchiature necessarie, e se è vero che il fondo regionale per la sanità è insufficiente è anche vero che in termini assoluti non c’è stato un taglio al settore sanitario: a livello nazionale sono stati stanziati, nel 2017, 2miliardi in più. “Purtroppo non è più l’epoca in cui se si vogliono trovare i soldi per qualche intervento si riesce a trovarli”, ha aggiunto l’assessore, “per cui bisogna agire, per quanto riguarda la spesa corrente, continuando a incalzare il governo per avere più fondi. Per quanto riguarda gli investimenti, dobbiamo vedere se si riesce a concludere un accordo sui fondi di sviluppo e coesione”. È poi necessario, secondo Bugli, un lavoro sulla lotta all’evasione, sperimentando la riutilizzazione delle somme recuperate per fare investimenti. Infine, Bugli ha sottolineato che “210milioni non rappresentano un taglio, ma la cifra che dobbiamo portare in avanzo per trovare l’equilibrio di bilancio”.

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