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Prevenzione Hiv, mozione Giovannetti (Pd) per campagna di informazione e sensibilizzazione

Mettere in campo specifiche azioni di sensibilizzazione o campagne informative, in particolare per i giovani, per quanto riguarda il virus Hiv e promuovere una maggiore diffusione dei test del tampone salivale. È ciò che chiede Ilaria Giovannetti, consigliera regionale Pd e componente commissione sanità e politiche sociali, promotrice della mozione titolata proprio In merito alle azioni di sensibilizzazione relative alla prevenzione dell’Hiv.

“Ha colpito, di recente, quanto accaduto all’uscita di una discoteca di Viareggio in cui tre ragazzi, in seguito al test del tampone salivale effettuato proprio all’esterno del locale, hanno scoperto la loro positività al virus Hiv – spiega Giovannetti – Una notizia che fa sicuramente riflettere e che ci fa capire come non si debba arretrare di un millimetro nella prevenzione e nella sensibilizzazione in merito a questo virus. Nonostante in Toscana ed in Italia il numero di nuove diagnosi annue sia in leggera diminuzione, i dati sui nuovi casi di contagio sono ancora preoccupanti: nella nostra regione nel 2015 sono stati 253 i soggetti che hanno contratto Hiv e 75 coloro che hanno scoperto di avere il virus già nello stato di Aids conclamato. Le campagne di sensibilizzazione effettuate negli anni passati hanno posto l’attenzione sulle caratteristiche di questa malattia che può colpire chiunque abbia una vita sessuale attiva, ma a tutt’ oggi risulta ancora necessario e urgente diffondere adeguatamente tutte le informazioni, a tutte le generazioni ma in particolare a quelle più giovani”.
“Proprio alla luce delle ultime notizie e più in generale di una diffusione che mai si è fermata, ho deciso di sollecitare impegni precisi sulla questione con una mozione – prosegue Giovannetti – Esistono ad oggi metodi molto rapidi per effettuare un primo test, come ad esempio il tampone salivale, che già dopo pochi minuti è in grado di fornire un primo responso, da verificare in seguito tramite un esame del sangue specifico, sul contatto con il virus. L’impiego diffuso di questo semplice test potrebbe incentivare un maggior numero di persone a sottoporsi volontariamente all’indagine, consentendo la possibilità di scoprire il contagio in uno stadio iniziale. A ciò ritengo prioritario affiancare la promozione, di concerto con Asl e con tutti i soggetti operanti nel settore, di azioni specifiche di sensibilizzazione e informazione sui rischi di contagio dell’HIV e su una corretta educazione alla sessualità specialmente tra i giovani”.

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