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Spiagge, Ciuoffo: “La Cassazione conferma l’utilità della nostra legge”

“È sanzionabile chiunque, arbitrariamente, occupa uno spazio del demanio marittimo e – in riferimento alle concessioni – le disposizioni di proroga si riferiscono esclusivamente allle concessioni nuove”. Così si legge nella sentenza dello scorso 12 giugno, numero 25993 della Corte suprema di Cassazione, terza sezione penale e non tarda il commento di Stefano Ciuoffo, assessore regionale alle attività produttive, al turismo e al commercio: “Questa sentenza mette a rischio tutto il settore che si basa sulla proroga sancita dal ministero, in contrasto con la Comunità Europea, con l’idea di far uscire tutto dalla Bolkestein. Non c’è disciplina che possa tutelarli senza un rinnovo vero con evidenza pubblica, tranne per chi ha già fruito delle opportunità offerte dalla legge regionale 31 del 2016: chi l’ha usata è in sicurezza, gli altri invece sono a rischio. Mi aspetto che il Governo prenda provvedimenti”.

“La sentenza – ricorda Ciuoffo – stabilisce un principio per inquadrare le proroghe accordate dal legislatore statale, che si riferiscono esclusivamente alle concessioni nuove e comunque valide e conforta ancora di più la scelta fatta dalla Toscana tre anni fa che, con la legge regionale 31 del 2016, ha offerto l’opportunità regolamentata di ottenere le nuove concessioni. Rispetto ad altre regioni dunque la Toscana ha saputo dare una soluzione equilibrata e rispettosa del quadro normativo generale a una casistica che da anni non vedeva chiarezza, confermando la lungimiranza del legislatore regionale. Ma anche l’insistenza di voler prevedere, sempre nella legge regionale, un atto confermativo della concessione tramite il cosiddetto ‘atto formale’ su istanza del concessionario ha trovato una ragione d’essere. Senza questo, il rischio è quello di incorrere nell’essere dichiarati abusivi, con tutte le conseguenze del caso. Rispetto a quanti, tra balneari e amministratori locali o politici, hanno in questi anni detto che la legge 31 non era ancora sufficiente, adesso ci pensa un tribunale a decretare che l’alternativa a quanto da noi fatto è il nulla. Ai massimalisti nella storia ho sempre preferito i pragmatici”.

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