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Trasporto e soccorso sanitario, cambia la disciplina delle autorizzazioni

La giunta regionale definirà i requisiti tecnici ed organizzativi, al Comune l'ultima parola

Trasporto e soccorso sanitario, al via la nuova disciplina. A distanza di quasi 18 anni dalla precedente normativa regionale in materia, la commissione sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Italia Viva), ha licenziato una proposta di legge che disciplina le autorizzazioni e la vigilanza sulle attività di trasporto e soccorso sanitario.

Saranno i Comuni a rilasciare le autorizzazioni, con riferimento a tre tipologie di attività: il trasporto sanitario di soccorso di base, il trasporto sanitario di primo soccorso, il trasporto sanitario di soccorso avanzato. In funzione di queste tipologie si stabiliscono le composizioni minime degli equipaggi delle ambulanze impiegate dalle differenti  caratteristiche.

Alla luce delle esigenze e particolarità dei territori toscani, a supporto e integrazione del sistema, le aziende unità sanitarie locali si dotano di autoveicoli di soccorso, composti da  medici dipendenti o convenzionati con il servizio sanitario, da infermieri dipendenti dallo stesso, da soccorritori di livello avanzato.

Sarà la giunta regionale con regolamento a definire i requisiti tecnici ed organizzativi necessari per svolgere l’attività. In particolare il regolamento individua le attrezzature tecniche ed il materiale dei mezzi di soccorso, disciplina i requisiti e i percorsi formativi  obbligatori per i soccorritori ed i formatori, disciplina la formazione specifica riservata agli autisti. Sarà la commissione di vigilanza e controllo dell’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente ad esercitare le attività di vigilanza e controllo.

Un nucleo tecnico permanente avrà il compito di monitorare l’attuazione della legge e potrà formulare proposte. Sarà composto dal direttore della competente direzione regionale, dai direttori dei dipartimenti di emergenza ed urgenza, dai direttori dei dipartimenti delle professioni infermieristiche ed ostetriche, dai rappresentanti delle associazioni di volontariato.

La proposta di legge è stata licenziata a maggioranza. Hanno votato contro i consiglieri  Andrea Quartini (M5S), Jacopo Alberti (Lega), Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra), Monica Pecori (Misto). A favore tutti gli altri.

“C’è un sistema toscano,  fondato sul volontariato, che vogliamo tutelare e valorizzare. Un modello che vive dell’equilibrio e del rispetto reciproco tra i professionisti del sistema pubblico ed i soccorritori volontari di alto livello – ha commentato il presidente Scaramelli –  E’ un modello che, a distanza di quasi diciotto anni, ha sviluppato una rete capillare sul territorio, che deve essere messa in sicurezza”.

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