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In arrivo in Toscana codice etico per il diritto alla salute dei più piccoli

La garante toscana, Camilla Bianchi: “Ogni azione tesa a tutelare la salute di bambine, bambini e adolescenti è da accogliere con soddisfazione”

I garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza lanciano il primo codice etico per il diritto alla salute e ai servizi sanitari. Il documento, presentato presso gli uffici del garante della Puglia, è in via di definizione e sarà presto promosso in tutta Italia.

Il lavoro avviato è frutto di un confronto serrato tra undici garanti regionali su contenuti e obiettivi per garantire ai piccoli e ai giovani pazienti la possibilità di ricevere le cure necessarie senza essere sradicati dalle proprie realtà. Il miglioramento della qualità di vita, del benessere fisico e psicologico, sono stati i principi attorno ai quali i garanti regionali si sono confrontati per arrivare all’adozione di un codice che attivi un sistema di attenzione e tutela per le persone di minore età in condizioni di ricovero ospedaliero o di cura domiciliare da parte degli operatori sanitari.

“Si tratta di un passo importante per fissare criteri etici di riferimento, condividere valori e principi fondamentali non negoziabili”, commenta la garante toscana Camilla Bianchi.

“Il Comitato Onu – prosegue – in occasione dei trenta anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha indicato cosa ancora manca per dare piena attuazione alla Carta. Tra i tanti punti spicca proprio il diritto alla salute, la piena garanzia all’assistenza sanitaria in tutte le sue dimensioni: fisica, mentale, sociale, culturale e spirituale”.

“Accanto a diritti già scritti che dobbiamo garantire siano attuati, ne esistono di nuovi. Il mondo è profondamente cambiato e continua a cambiare; ci sono bisogni, esigenze e vulnerabilità inedite rispetto al 1989 e se i diritti non sono assunti una volta e per sempre ancora di più non lo è la loro interpretazione”, spiega Bianchi.

Il Codice, nel rispetto del principio del superiore interesse del minore, prevede l’assistenza globale e continuata e una rete integrata tra strutture sanitarie e figure professionali – continua la garante – Definisce percorsi assistenziali condivisi, indica forme di supporto economico-sociale, linguistico – culturale ed educazionali che facciano fronte alle necessità fisiche, emotive, psichiche e logistiche della persona di minore età e della sua famiglia”.

Il Codice richiama il principio che la persona di minore età deve essere ricoverata solo nel caso in cui le cure necessarie non si possano efficacemente prestare a domicilio o in ambulatorio.

“Sono preferibili percorsi di cura che prevedano la deospedalizzazione garantendo l’aiuto e l’assistenza particolare che le persone di minore età necessitano. Si tratta – spiega la garante – di favorire il loro pieno sviluppo. La malattia può costituire un momento critico di dipendenza se non addirittura di ostacolo alla loro crescita. È facile allora comprendere la necessità di adottare pratiche quanto meno invasive, tali cioè da ridurre stress psicofisico e stati di sofferenza anche alle famiglie”.

“Ogni azione tesa a tutelare la salute di bambine, bambini e adolescenti è da accogliere con soddisfazione” conclude Bianchi.

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