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Cerca di colpire con un sasso la gazzella dei carabinieri: 19enne arrestato

Per il giovane, che in tribunale si è rifiutato di rispondere alle domande del giudice, è stata disposta la custodia cautelare in carcere

È stato arrestato per aver cercato di colpire con un masso la gazzella dell’Arma.

Il ragazzo, già noto per essere stato uno dei protagonisti dell’aggressione nei confronti delle forze dell’ordine a fine agosto, è finito in manette per mano dell’arma dopo aver cercato di colpire con un grosso sasso l’autoradio di servizio.

Pomeriggio movimentato quello di ieri per i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Carrara che sono dovuti intervenire a seguito di una chiamata giunta sul 112 da parte della madre del ragazzo, che ha chiesto un intervento urgente in quanto il figlio stava litigando animatamente con il padre e con i fratelli.

Quando i militari sono giunti presso l’abitazione hanno visto il 19enne che camminava con una grossa pietra in mano. Avvedutosi della presenza degli uomini dell’arma, il giovane ha cominciato ad imprecare e senza pensarci due volte ha lanciato il sasso contro il mezzo militare, fortunatamente senza andare a segno grazie anche alla prontezza di riflessi del carabiniere alla guida, che ha accostato appena ha intuito cosa il giovane stava per fare.

Scesi di corsa dall’autoradio, i carabinieri sono riusciti a bloccare il 19enne mentre stava raccogliendo lo stesso sasso, evidentemente per provare di nuovo a colpirli. Il giovane poi ha dato in escandescenze in preda a uno stato d’agitazione, colpendo i militari che quel punto lo hanno arrestato per “resistenza a pubblico ufficiale e lesioni”. L’atteggiamento è proseguito anche quando a bordo dell’autoradio è stato accompagnato in caserma. Nella tasca della felpa, gli è stato trovato un altro sasso, più piccolo di quello che aveva lanciato contro i militari dell’arma.

Il 19enne non è nuovo a tali condotte: infatti venerdì scorso si era presentato in caserma e, anche in quella circostanza, aveva inveito contro i carabinieri che avevano dovuto chiedere l’intervento del 118 per portarlo al pronto soccorso, dove le analisi cliniche avevano accertato un tasso di sostanze stupefacenti nelle urine di molto superiore al limite minimo che fa scattare la positività.

Al termine dell’intervento di ieri pomeriggio, dopo aver sentito anche il padre, che ha raccontato il comportamento aggressivo tenuto in famiglia dal 19enne, i militari hanno arrestato il giovane.

Dopo la convalida dell’arresto che si è tenuta questa mattina (26 ottobre), il processo è stato rinviato a metà novembre per richiesta dei termini a difesa. Per il giovane, che in tribunale si è rifiutato di rispondere alle domande del giudice, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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