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Crollo del ponte Morandi a Genova, sei misure cautelari per ex top manager e attuali dirigenti di Autostrade

I reati contestati dalle fiamme gialle sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture

Sono sei le misure cautelari eseguite oggi (11 novembre) dalla Guardia di finanza di Genova nei confronti di ex top manager e attuali dirigenti di Autostrade per l’Italia spa. I reati contestati sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in forniture pubbliche.

Questa mattina i militari della Guardia di finanza, coordinati dalla procura genovese, pm Paolo D’Ovidio e Walter Cotugno, hanno eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari, nei confronti di tre ex top manager e tre attuali dirigenti della Società Autostrade per l’Italia Spa.

In particolare, si tratta di tre arresti domiciliari e tre misure interdittive.

L’indagine, avviata un anno fa a seguito dell’analisi della documentazione informatica e cartacea acquisita nell’inchiesta principale legata al crollo del ponte Morandi, è relativa alle criticità – in termini di sicurezza – delle barriere fonoassorbenti montate sulla rete autostradale.

L’analisi della documentazione informatica e cartacea acquisita, le indagini tecniche effettuate, l’assunzione di plurime testimonianze hanno portato a raccogliere numerosi e gravi elementi indiziari e fonti di prova in capo ai soggetti colpiti da misura, in ordine alla consapevolezza della difettosità delle barriere e del potenziale pericolo per la sicurezza stradale, con rischio cedimento nelle giornate di forte vento (fatti peraltro realmente avvenuti nel corso del 2016 e 2017 sulla rete autostradale genovese). In particolare, è emersa la consapevolezza di difetti progettuali e di sottostima dell’azione del vento, nonché dell’utilizzo di alcuni materiali per l’ancoraggio a terra non conformi alle certificazioni europee e scarsamente performanti, la volontà di non procedere a lavori di sostituzione e messa in sicurezza adeguati, eludendo tale obbligo con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e non risolutivi, la frode nei confronti dello Stato, per non aver adeguato la rete da un punto di vista acustico (così come previsto dalla convenzione tra Autostrade e lo Stato) e di gestione in sicurezza della stessa, occultando l’inidoneità e pericolosità delle barriere, senza alcuna comunicazione – obbligatoria – all’organo di vigilanza (ministero delle infrastrutture e dei Ttasporti).

Stante il grave quadro indiziario emerso dalle indagini, il gip, su richesta dalla procura, ha emesso l’odierna ordinanza applicativa di misure cautelari personali.

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