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No alle esternalizzazioni, presidio dei lavoratori di E-Distribuzione

I lavoratori si sono ritrovati a Firenze in una manifestazione organizzata dai sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil

Hanno scioperato e, questa mattina (19 novembre) i lavoratori di E-Distribuzione del gruppo Enel si sono ritrovati a Firenze, in un presidio organizzato dai sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil.

Lo sciopero è stato proclamato per le prime 4 ore di lavoro e ha visto una adesione alta, riguarda gli oltre mille e 200 dipendenti di E-Distribuzione in Toscana ed arriva al termine del mese di mobilitazione e astensione dal lavoro straordinario attuato dal 23 ottobre scorso.

All’origine delle proteste la contrarietà all’ulteriore esternalizzazione di lavorazioni svolte da E-Distribuzione che arriva, stavolta, a intaccare attività centrali della società, come le manovre di esercizio, tra cui la gestione, manutenzione e gli interventi nelle migliaia di cabine Enel sul territorio.

Filctem, Flaei e Uiltec  sono stati ricevuti dal viceprefetto di Firenze, a cui hanno esposto le ragioni dell’agitazione, mentre al termine del presidio sindacalisti e lavoratori hanno incontrato il presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo.

“Anche in questo momento – spiegano Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil Toscana –  con il paese che sta attraversando uno dei momenti sociali ed economici peggiori a causa della pandemia, questi lavoratori hanno garantito le prestazioni essenziali per la continuità del servizio pubblico e della sicurezza del sistema elettrico non con pochi sacrifici”.

“Le iniziative che Enel Distribuzione vorrebbe mettere in campo, con l’affidamento a terzi delle manovre di esercizio, ci sembrano in contrasto al ruolo affidatogli in concessione, portando attività importanti al di fuori del perimetro di rappresentanza e di regolamentazione del lavoro elettrico – aggiungono i sindacati -. Da tempo sollecitiamo E-Distribuzione a ripristinare un adeguato dimensionamento tecnico operativo attraverso un congruo numero di nuove assunzioni, che consentano un’organizzazione del lavoro meno stressata e una riduzione degli attuali carichi di lavoro che si traducono in maggiori rischi sulla sicurezza dei lavoratori.In Toscana, abbiamo evidenziato e sollecitato da tempo il ripristino degli organici attraverso assunzioni, da noi stimate in diverse decine di unità, per avere un adeguato presidio delle attività sul tutto il territorio regionale, al fine di garantire un servizio elettrico reso ai clienti con standard di qualità elevati”.

“Si dovrebbe cogliere questo momento per supportare di più l’economia italiana attraverso lo sviluppo di investimenti diretti da parte delle imprese del settore – concludono le sigle sindacali -, un piano straordinario occupazionale e un insieme di interventi che facilitino l’impegno di risorse a vantaggio del sistema Italia”.

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