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Agroalimentare, Coldiretti: “Bene il pagamento anticipi Pac e Psr per 116 milioni”

Il commento dell'associazione dopo che la giunta regionale ha dato mandato all’Artea per le erogazioni in agricoltura

“Bene il pagamento degli anticipi della Pac e del Psr per 116 milioni di euro, una boccata d’ossigeno per 28 mila 320 aziende agricole, dopo il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi che ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare della Toscana”. E’ quanto afferma Coldiretti Toscana alla notizia che la giunta regionale ha dato mandato all’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura di pagare 116 milioni di euro di fondi europei, di cui 95 milioni per i pagamenti diretti della Politica agricola comunitaria a 23 mila 209 agricoltori, e quasi 22 milioni di anticipi per le misure del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 a 5 mila 111 aziende agricole.

“Ringraziamo l’assessore regionale all’agroalimentare Saccardi per la tempestività e la sensibilità che sta dimostrando rispetto ad un periodo a tinte fosche per l’economia agricola toscana, perché si tratta di una iniezione di liquidità a beneficio dei nostri agricoltori che stanno vivendo momenti di difficoltà sia per le mancate vendite di prodotti agroalimentari ai ristoranti, chiusi 7 giorni su 7, che per il blocco dell’attività agrituristica in zona rossa – dichiara Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -. Occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità, un obiettivo che può essere raggiunto solo garantendo un budget adeguato a sostegno degli agricoltori per fare fronte alle nuove sfide ambientali e climatiche e non dipendere dall’estero per cibo e bevande che sono diventanti un elemento strategico per la ripresa economica dell’Ue che auspica una Pac forte, semplice ed efficace e con risorse adeguate per garantire la competitività delle imprese e consentire di svolgere un ruolo essenziale nel presidio territoriale, nel contrasto alla crisi climatica e contro il dissesto idrogeologico”.

“Nell’ambito del dibattito ancora aperto sul quadro finanziario pluriennale – conclude Coldiretti – è pertanto necessario superare lo storico squilibrio nei fondi europei assegnati all’agricoltura italiana che si colloca al primo posto della classifica europea per valore aggiunto ma è la meno sostenuta tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna”.

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