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L’arcivescovo Giuseppe Betori in visita al Meyer foto

Toccante l’incontro con Tommaso Casini, pediatra in servizio nell’oncoematologia, e la mamma di una piccola paziente

Anche l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, all’ospedale pediatrico Meyer, in occasione della festa dell’Epifania.

Le rigide regole imposte dalla pandemia hanno imposto una visita un po’ diversa dal solito, ma certo non meno sentita.

Ad accogliere l’arcivescovo il direttore generale del Meyer, Alberto Zanobini, il presidente della Fondazione Meyer Gianpaolo Donzelli, il direttore delle professioni sanitarie Patrizia Mondini.

Particolarmente toccante l’incontro con Tommaso Casini, pediatra in servizio nell’oncoematologia del Meyer e la mamma di una piccola paziente che sta affrontando un lungo percorso terapeutico in questo reparto.

Durante la visita, l’arcivescovo Betori ha parlato della necessità di rispettare le regole e di quanto questa pandemia imponga a tutti una riflessione. “Questa emergenza – ha spiegato – ci ha insegnato che la cultura dell’individualismo è fragile ed è solo grazie alla responsabilità personale e sociale che possiamo uscire da questa situazione difficile”. 

Il cardinale ha infine insistito sul valore della speranza. “In tutte le situazioni critiche – ha concluso – dobbiamo trovare una strada che ci proietti verso il futuro, in un mondo diverso da prima”.

Il direttore generale del Meyer ha spiegato la difficoltà, per il pediatrico fiorentino, di affrontare l’emergenza epidemiologica garantendo la sicurezza di bambini e operatori e continuando a garantire lo stesso livello di cure dedicate ai piccoli pazienti, ma ha anche sottolineato quanto il Meyer sia riuscito a restare coeso anche davanti alla difficoltà, senza smettere di guardare avanti.

 

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