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Monni e Ciuoffo: “Gli incentivi in campo energetico siano riconosciuti anche alle medie e piccole imprese tessili”

Il documento è stato inviato dalla Regione Toscana e dal distretto pratese all'Unione Europea

Un documento per estendere gli incentivi in campo energetico anche alle piccole e medie imprese del tessile. E’ quanto inviato dalla Regione Toscana e il distretto pratese all’unione europea per chiedere  la modifica delle norme che penalizzano il settore.

La richiesta che avanzano la Regione Toscana e il distretto origina dalla recente consultazione pubblica che la commissione europea ha svolto per la revisione delle linee guida sugli aiuti di Stato in materia di ambiente ed energia che a sua volta ha fatto seguito a quella del luglio 2019. L’ultima public consultation for the revision si è conclusa lo scorso 7 gennaio e ha avuto lo scopo di far emergere le forme di aiuto gradite e le possibili forme di efficienza energetica da finanziare. A metà 2019 la Regione e il distretto pratese avevano partecipato all’analoga consultazione pubblica cercando di coinvolgere il ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di cambiare la normativa in tema di agevolazioni alle imprese grosse consumatrici di energia per far rientrare tra esse anche le imprese della filiera del tessile al fine di aiutarle per renderle più competitive rispetto ai concorrenti internazionali, dato che in molti paesi l’energia costa meno ad altri prevedono compensazioni od agevolazioni alle imprese energivore, mentre in altri Paesi ancora si utilizza manodopera a più basso salario.

La commissione europea fin dal 2014 ha varato un sistema di aiuti fondato su tre parametri: consumo minimo di un gigawatt/ore annuo, intensità di scambi commerciali ed intensità energetica. Sulla base delle combinazioni di questi tre parametri, in questi anni, sono state individuati gli accessi ai vari tipi di agevolazioni o benefici. L’Italia ha recepito queste indicazioni nel 2017 con la riforma degli energivori e da subito, sia attraverso il Governo che le associazioni di categoria, ha chiesto delle integrazioni. Lo scorso anno, con la prima consultazione, sono stati valutati gli orientamenti sugli aiuti di Stato per la protezione dell’ambiente e l’energia 2014-20 (Eeag, ndr). Adesso, attraverso un questionario molto tecnico, si è voluto capire sia la tipologia di revisione dei criteri di compatibilità da effettuare per la protezione ambientale che la valutazione degli aiuti di Stato a favore degli utenti ad alta intensità energetica.

“Rispondere a questa seconda parte del questionario –  affermano gli assessori regionali Monia Monni e Stefano Ciuoffo – ha rappresentato una nuova buona occasione per segnalare l’illogicità dell’esclusione del codice Nace 1330 sul finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari, a cui appartengono tutte le attività del settore Nobilitazione, dall’elenco dei settori ammessi a beneficiare degli sgravi riservati alle imprese energivore. Nel solo distretto tessile di Prato le aziende coinvolte sono circa 400, con un’incidenza rilevante sulla potenzialità di competizione sui mercati del tessile e abbigliamento. La Regione come il Comune di Prato e gli imprenditori del manufatturiero formato da piccole e medie imprese grandi consumatrici di energia elettrica, segnalano da tempo un vuoto che va a discapito del settore tessile.

Quello che è assente, sottolineano entrambi gli assessori regionali, è il parametro che fa riferimento al finissaggio, che è una lavorazione della filiera produttiva ad altissima intensità energetica ed esposta alla concorrenza internazionale.

“La permanenza dalla attuale situazione –  concludono Monni e Ciuoffo – riduce la capacità delle imprese del settore tessile italiano di gareggiare con gli atri competitor ed è per questo che con la risposta alle domande poste chiediamo l’integrazione di questo processo produttivo tra quelli beneficiari degli aiuti”.

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