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Aggressione in centro a Pistoia, denunciati 4 giovani: uno è minorenne

Contestata l'aggravante dell'odio razziale per la frase "italiani di merda"

La polizia di Stato di Pistoia, ha identificato e denunciato alle competenti procure 4 giovani, di cui uno minorenne, ritenuti responsabili dell’aggressione ai danni di 5 ragazzi avvenuta nel centro storico di Pistoia la sera di venerdì scorso.

Alle 20,50 circa del 26 febbraio scorso, due volanti della questura sono intervenute in via Buozzi dove era stata segnalata l’aggressione ai danni di alcuni giovani, compiuta da altri giovani a loro sconosciuti.

Sul posto la polizia ha subito accertato che i 5 giovani, all’incrocio tra piazza San Francesco d’Assisi e via Buozzi, avevano incrociato un gruppo di quattro ragazzi che si erano avvicinati con la scusa di chiedere una sigaretta. Al loro rifiuto, questi avevano iniziato a minacciarli, anche con una bottiglia che uno di loro teneva in mano.

Mentre i ragazzi cercavano di allontanarsi, i quattro aggressori li avevano inseguiti colpendoli con calci e pugni. Uno di questi, nell’occasione, era anche stato rapinato di una banconota da 5 euro che gli aggressori si erano fatti consegnare mediante minaccia. Una delle cinque vittime, aveva fatto ricorso a cure mediche per un labbro rotto giudicato guaribile in giorni 5 giorni.

Durante l’aggressione, ripresa con il telefono cellulare da uno degli autori, erano anche partite frasi offensive rivolte alle vittime e, in particolare, uno degli aggressori aveva detto testualmente Voi italiani non valete niente… italiani di merda… adesso vi picchiamo, così imparate a dare noia agli stranieri.

L’attività investigativa, posta in essere dalla squadra mobile pistoiese diretta dal dottor Antonio Fusco, ha consentito di identificare e denunciare all’autorità giudiziaria i responsabili, riconosciuti in sede di individuazione fotografica dalle vittime.

Ai quattro, oltre alla rapina e alle lesioni personali in concorso, è stata contestata anche l’aggravante dell’odio razziale per le frasi proferite durante l’aggressione.

Il cellulare utilizzato per le riprese è stato sequestrato. Non risulta che il filmato sia stato divulgato in rete, anche se non si può escludere, visto il tempo trascorso tra le riprese ed il sequestro del telefonino.

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