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Supermercati e negozi chiusi per Pasqua e Pasquetta in tutta la Toscana

Il presidente Giani accoglie la proposta del sindaco di Porcari e dei sindacati. Niente attività anche per i tabaccai

Supermercati e negozi di generi alimentari chiusi in tutta la Toscana per Pasqua e per Pasquetta. La proposta, lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari e subito condivisa dai colleghi di Lucca e Piana e dai sindacati, trova ora sponda a Firenze.

È stata pubblicata oggi (2 aprile) l’ordinanza regionale firmata dal governatore Eugenio Giani con la quale viene disposta, per domenica (4 aprile) e lunedì (5 aprile) la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, compresi gli esercizi di vicinato, la media e la grande distribuzione. Serrande abbassate anche per i tabaccai.

Rimane consentita, nel rispetto della vigente legislazione di emergenza, la consegna a domicilio di generi alimentari e prima necessitgà esclusivamente attraverso prenotazione on-line o telefonica. Potranno restare aperte solo le rivendite di giornali, farmacie e parafarmacie su tutto il territorio regionale.

“La scelta deriva dalla necessità di limitare – si legge nell’ordinanza – comportamenti ed assembramenti che potrebbero accrescere il rischio di diffusione dell’epidemia da Covid-19, alla luce del numero di contagi ancora alti e della particolarità diffusività delle varianti al momento presenti. Da qui la decisione di chiudere anche i generi alimentari: il fatto di uscire dalle proprie abitazioni per fare acquisti, o anche di consumare in spazi pubblici potrebbe determinare situazioni tali da pregiudicare le misure invece necessarie per arginare la diffusione della pandemia”.

“La mia era solo un’idea, dettata dal rispetto e dal buonsenso. Sono felice che il presidente Giani abbia accettato la nostra proposta”, commenta Leonardo Fornaciari, che aveva motivato la sua richiesta appellandosi sia alla tutela dei lavoratori dei supermercati, esposti al rischio di contagio ogni giorni, sia alla necessità di eliminare pretesti facilmente giustificabili per uscire di casa nonostante la zona rossa. Niente ‘giratine’ tra gli scaffali: per Pasqua e Pasquetta i toscani rimarranno a casa.

Soddisfatto della decisione anche il segretario generale Filcams Cgil Toscana, Stefano Nicoli, che afferma: “Apprezziamo davvero la scelta della Regione Toscana, che risponde a una richiesta lanciata dai sindacati. E’ un’azione necessaria per la tutela di lavoratori e cittadini. Ma purtroppo non basta. Ci stiamo battendo da tempo, perché necessario, per contingentare le aperture e gli orari nei punti vendita. La gente deve comprendere che fare la spesa non è una buona scusa per uscire“.

“Chiediamo che la Regione emani un’ordinanza di chiusura per le attività commerciali – continua Nicoli – anche per il 25 aprile e Primo maggio perché i lavoratori del commercio possano festeggiare degnamente la Liberazione e la festa dei lavoratori, nonostante le limitazioni dettate dalla pandemia, e perché possano avere un momento di ristoro”.

“Per loro – prosegue il segretario – come per tutti i lavoratori che svolgono l’attività che li espone al rischio di contagio, chiediamo un impegno forte per la campagna vaccinale. Lavoratrici e lavoratori del commercio hanno svolto con responsabilità e abnegazione la loro mansione ma è necessario agire per la loro sicurezza e per quella dell’intera collettività”.

Anche il segretario generale della Uil terziario Toscana, Marco Conficconi, apprezza la scelta del presidente della Regione: “Il Presidente Giani  ha compreso il grido di allarme che, come organizzazioni sindacali del settore gli abbiamo inviato pochi giorni fa”.

“Una decisione, che apprezziamo davvero molto – prosegue Conficconi – non solo perché questa decisione concede un piccolo sollievo a lavoratrici e lavoratori che sono in prima linea sin dall’inizio della pandemia, ma anche perché ascoltando le nostre richieste, la Regione Toscana targata Giani, a differenza della precedente, pare dimostrare una nuova voglia ed una precisa volontà di riaprire un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali del commercio. Vedremo presto se sarà così, – continua Conficconi – perchè chiediamo alla Regione di incontrarci urgentemente per costruire insieme un impegno forte sulla campagna vaccinale di lavoratrici e lavoratori del terziario, per fare fronte comune sulla salvaguardia dei posti di lavoro del settore. Ci piacerebbe portare la Toscana ad avere un mondo del lavoro più etico e rispettoso dei diritti dei numerosi lavoratori del commercio, della cooperazione, del turismo e dei servizi”.

“Con la decisione della Regione l’etica e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini ha prevalso sul profitto – conclude Conficconi – Ora chiediamo all’assessore regionale al commercio di incontrarci per affrontare e risolvere  temi urgenti quali le vaccinazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario e le chiusure delle prossime festività nazionali“.

Si esprime anche la Fisascat Cisl. “Il governatore della Toscana Eugenio Giani ha accolto le istanze delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, e di diversi sindaci, per la chiusura dei generi alimentari, supermercati e tabaccai  nei giorni di Pasqua e Pasquetta, con l’eccezione di farmacie, parafarmacie, rivendite di giornali. Questa chiusura della media e grande distribuzione –  spiega Giovanni Bernicchi, segretario Fisascat Cisl Toscana Nord –  è legata al fatto che, purtroppo, i clienti sono piuttosto indisciplinati, non ci sono i controlli, e le aziende in un certo qual modo si sono un po’ rilassate“. “Non crediamo che la chiusura nei due giorni di Pasqua e Pasquetta possa determinare particolari ripercussioni economiche alle aziende della media e grande distribuzione: Pasqua era in qualche modo un giorno fermo per gli acquisti e per la chiusura di Pasquetta le famiglie possono comunque programmarsi. Piuttosto il rischio era che le persone trovassero la scusa per passare un’ora al centro commerciale in questo periodo di zona rossa. Per gli acquisti di domani la regola anti-assembramento resta la medesima da osservare: solo un componente per nucleo familiare per la spesa”. “Occorre dire che tutti i lavoratori della media e grande distribuzione stanno accogliendo con molta serenità – sottolinea in conclusione Bernicchi – e anche gratitudine per l’ordinanza appena deliberata“.

Rimane da capire se lo stesso provvedimento sarà adottato per il 25 aprile come ipotizzato dal sindaco di Porcari e dal segretario generale della Cgil Toscana e della Uil terziario Toscana.

Bar e ristoranti, invece, potranno restare aperti per assicurare l’asporto, come previsto dalle disposizioni nazionali per le zone rosse.

Lo spiega nel dettaglio Confesercenti: “Secondo l’ordinanza 42/2021 – prosegue – che riguarda il commercio in sede fissa, nei giorni di Pasqua e Pasquetta i negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale”.

“Invece i ristoranti, le pizzerie, i panifici, i bar, i pub, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie eccetera – conclude – in quanto attività artigianali, non sono ricomprese nell’ordinanza; continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa nazionale e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti. Si precisa inoltre che anche i mercati di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici proseguono la loro attività con le regole della zona rossa nazionale”.

Le precisazioni

“L’ordinanza, ribadisco, riguarda il commercio – spiega l’assessore alle attività produttive Leonardo Marras –, infatti, tra le attività che dovranno restare chiuse, con la sola possibilità di consegna a domicilio di generi alimentari e beni di prima necessità, sono citate le diverse tipologie di esercizi commerciali, ovvero: gli esercizi di vicinato, le medie e grandi strutture di vendita; i centri commerciali. Per questo le attività artigianali ed i pubblici esercizi, come panifici, ristoranti, pasticcerie, bar, rosticcerie, gelaterie, pasta fresca, non essendo ricomprese tra quelle sottoposte a chiusura, potranno continuare, anche nei giorni 4 e 5 aprile, ad esercitare l’attività come regolato dalla zona rossa nazionale e cioè, facendo sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti. Allo stesso modo per il commercio ambulante, che non rientra tra le categorie individuate nell’ordinanza, sono valide le regole del Dpcm. Per ribadire, ancora meglio, le prescrizioni abbiamo preparato alcune Faq”.

Le FAQ della Regione

Una rosticceria può fare l’asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
Sì. I ristoranti, i bar, i pub, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie, le pizzerie, i panifici, ecc. continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti.

Una macelleria può fare l’asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
No. I negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali nei giorni di Pasqua e  Pasquetta possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta posso andare a fare la spesa al supermercato?
No. Le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta i mercati di generi alimentari, piante e fiori si possono svolgere?
Sì. l’ordinanza riguardo solo il commercio in sede fissa e non il commercio ambulante.

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