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Aree interne, in Toscana si lavora per ridefinire i parametri in vista dei fondi europei

Il consigliere regionale del Pd Mario Puppa: "Il nostro obiettivo non è quello di inserire Comuni che non abbiano le necessarie caratteristiche, ma fotografare esattamente la nostra realtà"

La nuova mappatura nazionale delle aree interne coinvolge direttamente anche la Toscana. La ministra Mara Carfagna è infatti impegnata, con il coinvolgimento diretto del presidente Giani e della vicepresidente Saccardi, a determinare una revisione che rispecchi maggiormente la realtà della regione in vista anche dell’arrivo dei fondi europei.

A confermarlo è stata Alessandra De Renzis, che fa parte dell’ufficio di gabinetto del presidente della Giunta regionale sentita ieri (20 ottobre) dalla commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai (Pd) in merito all’aggiornamento della mappatura delle aree interne per il periodo di programmazione europea 2021-27. L’incontro è stato richiesto dalla commissione a seguito dell’audizione della vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi, del 12 ottobre scorso, nella quale era emersa l’ampia discussione in Conferenza Stato-Regioni sulla proposta di aggiornamento della zonizzazione delle aree interne. La proposta prevedeva una sostanziale ridefinizione dei parametri che rischierebbe, qualora non fosse modificata, una riduzione dei Comuni toscani così classificati.

La partita ha come conseguenza la destinazione dei fondi europei e le corrispondenti risorse nazionali per i territori compresi nella classificazione delle aree interne. “La Toscana – ha spiegato De Renzis – ha chiesto e ottenuto che tutte le Regioni potessero esprimere le proprie posizioni. Si vogliono evitare conseguenze pesanti sull’attribuzione delle risorse, specie in questa fase in cui ai fondi strutturali si aggiungono i finanziamenti straordinari del Pnrr. La nostra Regione ha fornito un supplemento di dati all’Istat per una corretta rimodulazione della mappatura. Giani e Saccardi partecipano al confronto, spesso anche alle riunioni tecniche. Siamo nella fase tecnica della ridefinizione dei parametri. Possiamo esprimere una moderata tranquillità: i dati da noi forniti dovrebbero fare in modo che la nuova classificazione nazionale sia la più corrispondente possibile alle caratteristiche del nostro territorio e che vengano reinseriti più Comuni possibile tra quelli erroneamente esclusi”.

Il presidente Marco Niccolai ha comunicato ai commissari l’incontro dello scorso 5 ottobre al ministero della coesione territoriale: “Ho rappresentato al consigliere del ministro per le aree interne, Domenico Gambacorta, la posizione della nostra commissione. Ho presentato la richiesta che nella programmazione 2021-27 ci sia il riconoscimento all’interno della strategia nazionale delle due aree rimaste escluse, ovvero Amiata e Val di Cecina. E ho chiesto che le istanze della Giunta rispetto alla nuova zonizzazione siano recepite. Il tema della mappatura è fondamentale”.

“La situazione è complessa – osserva la vicepresidente Luciana Bartolini (Lega) –. Vorremmo che la Toscana continuasse ad avere i fondi che le spettano e ci spiacerebbe se più di sessanta Comuni non venissero inseriti tra le aree interne. Questa commissione è pronta a fare la propria parte per contribuire a raggiungere l’obiettivo”.

“Sembra di essere nella stessa situazione che portò alla delimitazione delle aree montane, quando la legge del 1952 portò per varie ragioni a una mappatura non veritiera – dice il consigliere Cristiano Benucci (Pd) –. Anche in questo caso, le conseguenze negative di una classificazione sbagliata si potrebbero pagare per decenni. La Regione tenga duro, il Consiglio regionale e questa commissione si impegnino a sostenere il confronto con il Governo”.

“La posta in gioco è decisiva – dice Mario Puppa (Pd) -. Il momento è particolarmente delicato: quei criteri definiranno una geografia sulla quale il Governo legherà tutte le misure del Pnrr. Serve una più precisa e ordinata definizione dei criteri. Il nostro obiettivo non è quello di inserire Comuni che non abbiano le necessarie caratteristiche, ma fotografare esattamente la nostra realtà”.

 

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