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Bilancio regionale, 124 milioni di euro spostati al 2022. 53 milioni destinati alla sanità

Con la variazione rimodulate spese ed investimenti. Fra le aggiunte i 9 milioni di euro destinati al mondo dello spettacolo e i contributi per recuperare immobili confiscati alla criminalità

L’aula ha iniziato la discussione della seconda variazione al bilancio di previsione finanziario 2021-2023 e degli interventi normativi collegati. A illustrare le due proposte di legge in aula è stato il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd).

Bugliani ha spiegato che la seconda variazione e il collegato prevedono 49 milioni di nuovi interventi in spesa corrente; incremento delle risorse sul fondo di riserva spese impreviste per 35 milioni; interventi aggiuntivi per circa 54 milioni sulla spesa d’investimento, di cui 53 destinati alla sanità. Rimodulazioni di spese già programmate per circa 124 milioni con spostamento degli impegni al 2022.

Si interviene sulla spesa corrente prevedendo per la cultura il reintegro di risorse per 8 milioni 800 mila euro; un contributo alla Fondazione Carnevale di Viareggio per un milione; rifinanziamento di Sviluppo Toscana e quello del bando editoria per un milione e 100 mila euro più altri interventi di portata contenuta. Previsto un incremento pari a 35 milioni delle risorse sul fondo di riserva spese impreviste, in prospettiva di un eventuale utilizzo prima della fine d’esercizio. Per la copertura finanziaria dei 49 milioni (35 reintegrazione e 14 spesa aggiuntiva) si provvede con economie di spesa per circa 16 milioni. Inserito lo slittamento al 2022, per 12 milioni e mezzo, del contributo a Rfi per il raddoppio della Pistoia-Lucca e l’utilizzo del patronage per 19 milioni 200 mila euro.

Più significative le variazioni sulle spese di investimento con riprogrammazioni e nuovi interventi previsti e finanziati nell’esercizio 2021. Le rimodulazioni finanziarie da 124 milioni sono finalizzate a verificare l’esigibilità degli interventi programmati e conseguenti slittamenti al 2022. Gli interventi aggiuntivi per 54 milioni (53 solo per la sanità) saranno operati con ricorso al debito che nel triennio aumenta e passa da 543 a 598 milioni. Nell’ambito dell’indebitamento sul 2021 (circa 176milioni), 18 milioni risultano debito autorizzato e non contratto.

Per quanto riguarda le rimodulazioni, ha sottolineato il consigliere, le voci più significative sono quelle che riguardano gli immobili ex ospedale Meyer e ospedale oftalmico, le risorse legate alla difesa del suolo e per l’abbattimento delle emissioni “clima alteranti” in ambito urbano. Altra voce, quella della viabilità, con la rimodulazione delle risorse per la manutenzione dei ponti, poi di alcune strade e ferrovie in provincia di Arezzo, della strada regionale 436 e della strada provinciale San Rocco.

Per quanto riguarda le variazioni aggiuntive, ha concluso Bugliani, “sono da segnalare, oltre ai 53 milioni di euro destinati alla sanità, i 9 milioni di euro destinati al mondo dello spettacolo e i contributi per recuperare immobili confiscati alla criminalità organizzata”.

L’aula di palazzo del Pegaso ha approvato a maggioranza le leggi riguardanti rispettivamente gli “interventi normativi collegati alla seconda variazione al bilancio di previsione 2021-2023” e “ la variazione al bilancio 2021-2023”. Sul primo atto il consiglio regionale ha registrato 23 voti favorevoli e 14 contrari, sul secondo 22 sì e 14 no.

Il consiglio regionale, inoltre, si è espresso all’unanimità su un ordine del giorno di Alessandro Capecchi (Fdi), collegato alla legge sugli interventi normativi, “per sollecitare e sostenere la giunta regionale nei rapporti con Rete ferroviaria italiana (Rfi), in relazione al raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca, impegnando l’esecutivo regionale a un confronto tempestivo con Rfi per conoscere lo stato dell’arte dei lavori, stabilire un crono-programma degli interventi e riferire in quarta commissione consiliare”.

Nel corso del dibattito, Elisa Montemagni (Lega), dopo aver espresso condivisione sull’atto, ha annunciato la richiesta di audizione, nella commissione competente, di Rete ferroviaria. Valentina Mercanti (Pd) ha espresso un generale apprezzamento sul contenuto dell’ordine del giorno, condizionato all’eliminazione dell’impegno relativo a eventuali modifiche di accordi, poiché la giunta regionale sta già operando in tal senso. Da qui l’accoglimento del presentatore e quindi la sottoscrizione dell’ordine del giorno anche dei consiglieri del Partito democratico. Unanimità del consiglio regionale – nel corso delle operazioni di voto sul testo di legge – anche su due emendamenti, firmati da tutti i gruppi consiliari, sul personale degli stessi, con conseguente modifica al preambolo. 

Nelle dichiarazioni di voto sulla variazione al bilancio e sugli interventi collegati Elisa Montemagni (Lega), annunciando la posizione contraria del proprio gruppo, ha parlato di “tarantella che si ripete e che non vede mai la fine”, in relazione a determinati interventi infrastrutturali, “progetti importanti per il futuro della Toscana che vengono sempre rimandati”, come il raddoppio della ferrovia Lucca-Pistoia o i lavori sulla FiPiLi. “Tante cose sono per noi oscure e incomprensibili, ma è inaccettabile far slittare gli interventi legati alle infrastrutture”, ha sottolineato la consigliera, che ha anche affrontato il tema della sanità, e quindi i maggiori finanziamenti al settore, legati alla pandemia, affermando però che le “cose purtroppo non vanno bene come afferma il Governatore”.

Vincenzo Ceccarelli (Pd) invece, apprezzando che ci siano risorse destinate al fondo sanitario e quindi alla sanità toscana, ha inserito il proprio intervento nel contesto della situazione di incertezza che stanno vivendo le Regioni, che hanno chiesto al governo 2 miliardi e 200 milioni, a ristoro delle spese Covid. E annunciando il voto favorevole alla manovra, da parte del Partito democratico, ha invitato l’opposizione a criticare la Regione su interventi che sono in mano alla stessa amministrazione, ovvero a tener presente che la mancata realizzazione del raddoppio della Pistoia-Lucca, ad esempio, dipende anche da Rfi e perfino da imprevisti geologici.

Voto positivo alla variazione di bilancio anche da Stefano Scaramelli (Iv), che ha espresso condivisione per l’impianto organizzativo che non va ad incrementare l’imposizione fiscale per i cittadini. “Lo sforzo fatto rispetto a tale questione è positivo – ha affermato – è corretto liberare risorse per coprire spese, investimenti e necessità: siamo davanti ad una vera e propria manovra di bilancio, di cui abbiamo compreso la filosofia”.

“Chiarezza e coraggio” unite al bisogno di una “interlocuzione politica assolutamente mancata e invece necessaria a comprendere fino in fondo la ratio di questa manovra”. Il consigliere della Lega e vicepresidente del consiglio regionale Marco Casucci ha aperto il dibattito sulla seconda variazione di bilancio 2021-2023 e interventi collegati chiedendo alla Giunta, e in particolare al presidente con delega in materia Eugenio Giani, di “rispettare la centralità dell’aula. In commissione non è mai venuto e mai ci sono state spiegate nel dettaglio queste rimodulazioni sul 2022 di investimenti non riusciti”. Se il governo regionale “ha voluto fare pulizia e chiarezza sui conti, qualche falla resta” ha dichiarato ricordando il “disavanzo atteso in Sanità: circa 500milioni”. “La Toscana è carente sul fronte della programmazione soprattutto in tema di infrastrutture. Constatiamo – ha proseguito – continui ritardi di opere strategiche che quando saranno realizzate rischieranno di essere già obsolete”. Nel rilevare che la capacità di indebitamento complessiva è “superiore a quella prevista”, Casucci ha chiarito che è giunto il tempo di aprire una riflessione: “Riprendiamo in mano il piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità, aggiorniamolo inserendo la mobilità ciclabile e confrontiamoci perchè in ballo ci sono le necessità delle cittadine e dei cittadini della Toscana. Rendiamo la nostra regione finalmente competitiva in grado di competere con le altre del Pese e con l’Europa”. Sui 53 milioni destinati alla sanità, il consigliere è stato ancora più chiaro: “La giunta non ha risposto se serviranno al potenziale disavanzo e siamo preoccupati perché non possiamo escludere nulla. Siamo entrati in un vicolo cieco, la carente programmazione è evidente mentre servirebbe razionalizzare, solo così si trovano risorse” ha detto ancora dichiarando un “voto favorevole di responsabilità solo su alcune disposizioni”.

Con un “grazie all’organo di governo” la consigliera Anna Paris (Pd) ha illustrato la “caratteristica di fondo della seconda variazione. È una manovra all’insegna della prudenza. Sappiamo tutti il grande rischio che si corre: non riuscire a coprire i conti della sanità e tutto dipenderà dal governo centrale. Ecco allora che un saggio amministratore si cautela e compie scelte di conseguenza”. Paris plaude al fondo di riserva e all’aumento della possibilità di indebitamento: “meglio a carico della Regione che dei cittadini” ha detto rivolgendosi direttamente alle opposizioni.

Molto perplessa e molto critica Elisa Tozzi (Lega): “Il saggio amministratore che opera con cautela lascia in eredità 9milioni di buco in Sanità. Lascia insomma una zavorra, un conto ancora aperto di cui poco o nulla si sa su cause e responsabilità”. Queste “cifre imbarazzanti” a detta della consigliera “confermano la logica della manovra” che “sconta un modo di procedere ormai collaudato da un anno: un marchettificio di investimenti su alcuni Comuni e non su altri, procrastinando investimenti attesi”. Questa logica di “territori di serie A e serie B” è “inaccettabile” per Tozzi che ritiene “fondamentale una programmazione a copertura totale della Toscana” per esempio in materia di scuola e di edilizia scolastica, ha detto riferendosi all’emendamento in discussione per un contributo straordinario di 300mila euro per realizzare una nuova scuola primaria a Radicofani, presentato da Italia Viva. “Quello che leggiamo è invece un ragionamento miope. Il tentativo di raschiare il fondo di un barile per raccogliere il più possibile”. E sulle rimodulazioni e lo spostamento in avanti degli investimenti non ha dubbi: “Il risparmio sarà nel breve periodo con sacrificio dei territori”.

Francesco Torselli, capogruppo Fratelli d’Italia, ha rivolto tre domande al governatore “mai venuto in Commissione” e che toccano tre missioni contenute nella manovra: salute, infrastrutture e transizione ecologica. Per la sanità il capogruppo avrebbe voluto sapere se i 50milioni previsti “servono a coprire il buco di bilancio che appena qualche settimana fa ci avete detto non esistere o saranno usati per potenziare la Sanità”. Servirebbe poi capire se il taglio ai servizi essenziali come il trasporto ferroviario o rinviare gli investimenti sulla FiPiLi “sono scelte oculate”, stesso dicasi per la riduzione di risorse (circa 8milioni) destinati a efficientamento energetico e abbattimento emissioni. “Ascoltiamo quotidianamente inviti alla transizione ecologica e il Piano di ripresa e resilienza avrà ricadute positive solo se declinato in questo senso”. Letta la manovra il riassunto fatto da Torselli parla di “80 milioni previsti per rinvestimenti nel 2021 rimandati al 2022 nella speranza che restino sulla carta”. Si procede a “beneficio di alcuni settori come la Cultura ma si rinviano 12milioni destinati alla manutenzione di strade e ponti come se la lezione di Albiano Magra non ci avesse insegnato nulla”.

 

 

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