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Lucca si conferma provincia ‘riciclona’: più risorse dalla Regione per potenziare la raccolta differenziata

Quasi un milione di euro a disposizione dei tre Ato per i progetti futuri. Otto comuni oltre l'80 per cento

Ridurre la produzione di rifiuti, potenziando al tempo stesso la raccolta differenziata e soprattutto il riciclo. L’assessora all’ambiente Monia Monni ha presentato oggi (30 novembre) a Palazzo Strozzi Sacrati i dati elaborati da Arrr spa sulla raccolta differenziata nel 2020.

raccolta rifiuti porta a porta

Monni, oltre ad illustrare dati in crescita nonostante un anno particolare caratterizzato dall’emergenza sanitaria, ha spiegato che ai tre Ato (gli ambiti territoriali ottimali) verrà messo a disposizione quasi 1 milione di euro sia per premiare i comuni più virtuosi che per stimolare piccoli progetti locali di raccolta differenziata.

“La Toscana – ha detto Monni – ormai da qualche anno ottiene un risultato costante in termini di raccolta differenziata, un dato importante sul quale vogliamo lavorare per migliorarlo ancora di più. A facilitarci questo compito due elementi: da un lato l’avviso pubblico regionale per il Piano dell’economia circolare, dall’altro gli avvisi del ministero per la transizione ecologica legati al Pnrr che, per i progetti di economia circolare, stanzia oltre 1,5 miliardi di euro, 600 milioni dei quali serviranno anche per finanziare il potenziamento della raccolta differenziata”.

Abbiamo ritardato la pubblicazione dell’avviso regionale (prevista per l’1 dicembre, ndr) – ha aggiunto – proprio per facilitare il dialogo tra i due strumenti e siamo in contatto costante con Ato e gestori per la presentazione dei progetti che devono andare nella direzione di aumentare la raccolta differenziata ed il riciclo, considerato che del 62% attuale la Toscana riesce a riciclare il 43%. È evidente che occorre potenziare l’impegno su questo versante per dar vita ad impianti che siano in grado di creare filiere del riciclo per mettere a disposizione delle industrie quantità crescenti di materie prime seconde derivanti dai rifiuti”.

I dati della differenziata

Sale ancora di quasi due punti percentuali il dato 2020 della raccolta differenziata in Toscana,  passando dal 60,22% del 2019 al 62,12%. I risultati sono soddisfacenti: la percentuale aumenta con  un trend confrontabile al periodo precedente al 2019 e in progressivo avvicinamento all’obiettivo di  raccolta differenziata del 65%. Cresce anche il numero dei Comuni virtuosi, e questo nonostante gli effetti della pandemia e delle relative restrizioni, che hanno determinato segni negativi nella produzione totale e nel dato pro capite dei rifiuti urbani, in particolare nella componente non  differenziata. Questi gli elementi principali che emergono dai dati relativi alla certificazione delle raccolte differenziate riferiti al 2020, elaborati dall’Agenzia regionale recupero risorse.

La produzione di rifiuti urbani, 2,156 milioni di tonnellate, è calata di oltre il 5% rispetto al 2019. In discesa anche il dato pro capite: -25 chili/abitante (da 613 a 588 chili/abitante, avvicinandosi ai dati di fine anni 90). Analogo il trend anche per la parte non differenziata dei rifiuti: circa meno 90700 tonnellate (-10 poer cento rispetto al 2019, da 907mila a 816mila tonnellate), ma diminuiscono anche le raccolte differenziate del 2,5% in peso rispetto al 2019 (-34.600 tonnellate, da 1,374 milioni a 1,339 milioni di tonnellate)  segno evidente degli effetti della pandemia. I comuni che hanno superato il 65% di raccolta  differenziata sono passati da 123 a 143 (rappresentano il 55% della popolazione regionale).

Ambito territoriale ottimale

Percentuale di differenziata in aumento in tutti e tre gli Ato. Anche il Toscana Costa, dopo il Toscana Centro, ha superato il 65%. Confermato il miglioramento del Toscana Sud: con circa il +3,5% ha registrato la crescita più alta, superando il 50%.

tabella Ato

Province

L’aumento caratterizza quasi tutte le province, uniche eccezioni Prato e Livorno. Per quanto  riguarda la prima, è importante sottolineare che mantiene comunque una percentuale di raccolta  differenziata al di sopra del 70%, nonostante la piccola flessione. Per quanto riguarda la provincia di Livorno, invece, notiamo anche in questo caso una leggera diminuzione rispetto all’anno precedente, ma è da sottolineare che nel 2019 la raccolta differenziata era cresciuta del 7,2%,  dunque rispetto al 2018 si registra un aumento del 6,3%, nonostante la variazione negativa di quest’anno. I risultati migliori nell’Ato Toscana Sud (+4% Arezzo e Siena, +3,9% Grosseto), a conferma del trend positivo di un anno fa e dove, sebbene i livelli di differenziata non siano ancora ottimali, i risultati confermano i buoni esiti degli investimenti degli ultimi anni. Nel Toscana Costa Lucca conferma il dato migliore (76,6%), in crescita Massa (+3,8%), stabile Pisa, in calo Livorno dopo il forte incremento di un anno fa. Firenze registra la performance migliore nel Toscana Centro (+2,7%), in flessione Prato che detiene comunque la percentuale migliore (73,46%). Stabile Pistoia dopo l’importante aumento del 2019.

Rifiuti dati per provincia

I comuni più virtuosi

Sono 143 i comuni che nel 2020 hanno superato il 65% di differenziata, 20 in più rispetto al 2019, con una popolazione pari al 55% di quella regionale.

Fra le più virtuose, in provincia di Lucca, Capannori, Montecarlo, Barga, Massarosa, Lucca, Pietrasanta Seravezza e Forte dei Marmi, che si attestano oltre l’80 per cento.

comuni virtuosi

Città capoluogo

Ottimi risultati a Lucca e Prato (con rispettivamente più dell’81% e 72%), conferma dei progressi ad Arezzo e Siena, cali a Livorno, Prato, Pistoia e Firenze

comuni capoluogo

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