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Pnrr, 770 milioni per la Toscana. Attesi 17mila nuovi occupati ogni anno

I dati dal convegno sul Piano integrato infrastrutture e mobilità organizzato dalla Regione Toscana

Sono 770 i milioni del Pnrr in arrivo per la Toscana. È questo emerso ieri nel convegno sul Piano integrato infrastrutture e mobilità organizzato dalla Regione Toscana. 

stefano baccelli regione

“La modernizzazione infrastrutturale della Toscana è modernizzazione infrastrutturale per tutta Italia. Qui siamo nel cuore dell’asse strategico dei collegamenti nord-sud d’Italia”. Esordisce così il presidente della Regione Eugenio Giani aprendo i lavori. È un appello quello del presidente Giani agli enti nazionali competenti che sottolinea il valore strategico della regione alla luce anche del Pnrr,  e della transizione ecologica all’interno del più generale quadro pandemico che ha caratterizzato tutto questo anno.

“Quella di oggi – ha sottolineato il presidente – è un occasione importante per sottolineare l’avvio della nuova programmazione strategica, ma anche per ribadire come la Regione Toscana sia dotata di una dimensione strutturale e dipartimentale di grandi competenze: un profilo che vogliamo rafforzare per agire direttamente. Sappiamo che il Pnrr copre parzialmente gli interventi da fare – ha proseguito –  e questa mattina abbiamo messo a fuoco sia quanto può arrivare attraverso il Pnrr sia quanto arriva, ad esempio, da altri fondi europei e dagli impegni di bilancio della Regione. Le opere strategiche importanti sono molte. Ricordo l’asse ferroviario interno della Toscana, ovvero il sotto attraversamento dell’alta velocità a Firenze, che realizzeremo non col Pnrr, ma con l’accordo di programma fra Regione, Stato e la Holding ferrovie, e la mobilità sostenibile che sta nel Pnrr, con le nuove linee del sistema tranviario dirette a Bagno a Ripoli e a Campi, il collegamento rapido metro tram fra Firenze e Prato  e i collegamenti con Sesto e Calenzano”.

“La società Autostrade – ha proseguito Giani – sta poi predisponendo in queste ore l’apertura del collegamento fra Barberino e Calenzano perché si possa avere la terza corsia fra Firenze, Prato e Pistoia e contemporaneamente risolvere il nodo di Peretola. L’altra grande priorità – ha aggiunto – è la Tirrenica, lotti 4 e 5, per cui ci sono i soldi in finanziaria, e poi l’aggiudicazione dei lavori per la Darsena Europa di Livorno, con il  fondale fino a 20 metri. Collegamenti marittimi  come nuova porta verso la Toscana, dunque,  he è centrale nella geografia italiana.”

Ad introdurre i lavori è stato l’assessore alle infrastrutture e trasporti Stefano Baccelli, seguito dal direttore della direzione mobilità infrastrutture e trasporto pubblico locale della regione Toscana Enrico Becattini che ha svolto la relazione tecnica; l’assessora all’ambiente Monia Monni ha partecipato  alla tavola rotonda su mobilità e transizione ecologica con Ferrovie, Autolinee Toscane, Legambiente.

L’assessore Baccelli ha inquadrato il biennio 2020-2021 all’interno anche del quadro pandemico, che ha rappresentato un elemento di rottura  e imposto una spinta nella direzione della transizione ecologica ormai non più rinnovabile.

“È imprescindibile – ha sottolineato Baccelli – una nuova visione della mobilità, che sia sicura, accessibile, sostenibile, resiliente. A cominciare dalle aree urbane, dove si concentrano la gran parte della popolazione e i flussi di mobilità, con le relative ripercussioni in termini di congestione, inquinamento e qualità della vita. Qui occorre investire per potenziare le forme di mobilità più innovative e a basso impatto ambientale: mobilità ciclabile, elettrica, pedonale, sharing mobility, mobilità intermodale e multimodale. Nel portare avanti le politiche per la mobilità regionale, una particolare attenzione è data al tempo stesso alle varie Toscane nella Toscana, tra cui la Toscana diffusa, fatta delle aree più periferiche dove l’accessibilità costituisce un elemento essenziale e dove le tecnologie e con esse la digitalizzazione possono contribuire a migliorare la qualità della vita riducendo spostamenti inutili e costosi. E per garantire l’accessibilità nelle aree più periferiche del nostro territorio un elemento fondamentale è rappresentato dalla manutenzione e dalla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, a cominciare dalla rete viaria, per la quale la Toscana, in questi anni, ha destinato importanti risorse a favore degli Enti locali e per cui sono previste risorse nazionali e comunitarie. Sulla rete delle strade regionali, peraltro, la Regione a seguito dell’acquisizione dal 2016 dalle Province delle competenze in materia di viabilità regionale ha avviato a gara 37 opere per oltre 140 milioni, tra cui 10 opere con lavori avviati. Importanti opere tra cui quelle relative alla FiPiLi, alla regionale 71 Umbro Casentinese- Romagnola, alla regionale 2 Cassia, alla regionale 69 di Valdarno ed altre ancora, finanziate anche grazie al Piano operativo infrastrutture”.

Baccelli ha inoltre ricordato i grandi interventi strutturali strategici per la competitività del nostro territorio, che la Toscana attende spesso da tempo, in grado di consentire di inserirsi nella rete delle relazioni internazionali. A cominciare dalle grandi opere ferroviarie e portuali, quali quelle che ruotano intorno al porto internazionale di Livorno (Darsena Europa, raccordi ferroviari, potenziamento della Prato-Bologna con profilatura di 40 chilometri i gallerie), che consentiranno di spostare buona parte del trasporto merci dalla gomma al mare e al ferro, contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti.

Per quanto riguarda il Tpl, ha sottolineato ancora Baccelli, c’è stato un grande sforzo da parte dell’amministrazione regionale durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria nella gestione del servizio, al fine di garantire la mobilità quale diritto essenziale ai cittadini. Sono stati predisposti circa 200 bus aggiuntivi al giorno nel periodo scolastico 2020-2021, 320 in più tra gennaio e giugno 2021.
E poi l’avvio del servizio unico regionale da parte del nuovo gestore avvenuto dall’1 novembre, dopo un lungo contenzioso che ha visto sempre confermata la correttezza dell’operato regionale.

Irpet ha calcolato che nel Piano integrato delle infrastrutture e della mobilità già sono previsti investimenti con un impatto stimato sull’economia toscana di 7,7 miliardi di euro dal 2021 al 2030 e un incremento occupazionale di 15mila persone in più al lavoro ogni anno, cui si aggiungono i 770 milioni di risorse Pnrr con un valore aggiunto occupazionale di 2000 persone all’anno per i prossimi cinque.

“È importante – ha detto l’assessora Monni durante la tavola rotonda – organizzare incontri come quelli di oggi, utili al confronto con le parti sociali, le imprese del settore ed i gestori del mondo del trasporto, e per questo voglio ringraziare il collega Baccelli. È stato utile anche per me per fare un punto sulle politiche per la transizione ecologica, e non possiamo parlare di sviluppo sostenibile senza parlare di mobilità. Ripensare anche la mobilità dovrà essere fondamentale, considerato che il settore dei trasporti è responsabile di un quarto delle emissioni inquinanti e climalteranti. Ma le interconnessioni non finiscono qua: penso ad esempio al tema della mobilità elettrica. È ormai assodato che sia un settore sul quale investire, tuttavia sarebbe inutile farlo se non cambiamo il metodo di produzione di quell’energia elettrica. In quest’ottica il tema della transizione energetica diventa strategico. Pertanto – ha concluso – stiamo lavorando ad un nostro Piano per la transizione energetica che avrà come obiettivi la produzione di 2500 MWe dal solare e il potenziamento della geotermia,  distribuendo le quote di produzione ai Comuni, senza impattare sul paesaggio e avere una distribuzione socialmente corretta”.

Il convegno è proseguito con focus su ripresa e Pnrr e interventi anche dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

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