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Piano rifiuti, c’è l’informativa della giunta regionale: l’opposizione abbandona l’aula

È successo nella seduta di ieri sera (22 febbraio). Tra le linee guida più riciclo è più recupero

Sì è aperta con un colpo di scena la seduta del consiglio regionale dedicata all’informativa della giunta sul piano regionale su rifiuti e bonifiche. I gruppi di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, M5 stelle e Gruppo Misto Toscana Domani) hanno infatti abbandonato l’aula prima che l’assessora Monia Monni presentasse l’informativa.

È stato il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi a motivare la scelta. “A nome delle opposizioni sono stato incaricato di rappresentare la nostra posizione – ha spiegato -, alla quale siamo giunti anche con opinioni diverse sui contenuti del piano. Noi riteniamo che in questo caso la forma sia anche sostanza e riteniamo inaccettabile dal punto di vista di vista politico, ma soprattutto istituzionale, per il ruolo e l’autorevolezza del Consiglio regionale, quanto successo nelle ultime 48 ore. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni valuteremo se e quali ulteriori azioni intraprendere, perché ieri abbiamo sentito l’autorevole capogruppo del Partito democratico Ceccarelli definire il parere reso dal segretario generale di questo Consiglio, ‘un’autorevole opinione’, e dare invece prevalenza a una delibera, del tutto legittima, ci mancherebbe, e a un’altra altrettanto autorevole opinione, trattandosi di questioni giuridiche, del dirigente Edo Bernini. È una situazione eccezionale secondo noi, perché non garantisce i lavori dell’Aula e le prerogative dei Consiglieri regionali tutti”.

“Noi vorremmo sapere, – ha concluso Capecchi – e lo chiederemo nelle prossime ore e nei prossimi giorni, chi deve garantire i consiglieri regionali in quest’aula e nelle commissioni rispetto alle loro prerogative, rispetto al contenuto degli atti, rispetto al rapporto che esiste tra gli atti di iniziativa, e del consiglio e della giunta, rispetto allo statuto, alle leggi e ai regolamenti. Non entro nel merito ma ho cercato di sintetizzare questa posizione che ci ha portato a decidere, sul Piano dei rifiuti, di abbandonare l’aula. Ve la voterete da soli, perché anche sotto il profilo della sostanza manca, come è stato ammesso, l’elemento essenziale dell’esito del bando. Vedremo se la Giunta rispetterà almeno quel che ha detto nella delibera numero 77”.

“In un solo colpo – ha detto Irene Galletti, presidente del Movimento 5 Stelle in Regione – si è minata gravemente l’autonomia del Consiglio regionale rispetto alla Giunta, e facendo questo si è mancato di rispetto non solo alle opposizioni, ma all’intero consesso che rappresentiamo, quindi anche alla stessa maggioranza. Mi trovo costretta a ricordare che si è scavalcato quel soggetto che rappresenta il vertice legislativo e autonomo, deputato ad indicare l’indirizzo alla Giunta. Nella sostanza, la Comunicazione sui rifiuti e sulle bonifiche presentata in Aula, doveva servire a dare contezza al Consiglio regionale delle intenzioni della Giunta e consentire a tutte le forze di opposizione, ma anche di maggioranza, di dare il proprio contributo presentando atti mirati a rappresentare varie istanze della cittadinanza. Ma sappiate che quegli atti che avremmo presentato oggi sono in realtà già carta straccia, perché gli indirizzi sono già stati dati nel momento stesso in cui sono stati presentati i bandi, ormai mesi fa”.

“E questo per una prassi consolidata, che si è cercato di giustificare con una delibera emessa all’ultimo momento nella quale la Giunta autocertifica che tale iter procedurale va bene. Naturalmente questa prassi non fa parte delle regole, ma è consolidata, ciò significa che non è la prima volta che si verifica questo vulnus normativo. E ci viene addirittura chiesto dalla maggioranza di continuare su questa linea, come se in coscienza fosse possibile continuare a prendere impunemente in giro i toscani che ci hanno affidato il loro voto. Quello che sta accadendo in questo Consiglio – rileva Galletti – è estremamente grave, la Giunta ci sta imponendo delle forme e dei modi che non ci sono propri, lesivi non solo della nostra dignità, ma anche di quella di tutti i toscani che questa istituzione rappresenta, e chiediamo al Presidente del Consiglio Antonio Mazzeo di tutelare tutti i consiglieri regionali, maggioranza e opposizioni, contro questo modo irragionevole di governare. Infine rimandiamo al mittente l’accusa del capogruppo dem riguardo la nostra presunta volontà di ritardare il processo di approvazione del piano rifiuti: la responsabilità di questi 8 anni di ritardo è interamente in capo alla maggioranza, non nei pochi mesi in più che sarebbero stati necessari per fare un procedimento corretto e che non riducesse il Consiglio regionale al ruolo di passacarte obbediente ai capricci della Giunta. Chi scrive le regole poi deve seguirle, altrimenti cosa dovrebbero pensare di noi i cittadini che ci guardano da fuori?”.

“Un Piano rifiuti –sottolinea il Gruppo della Lega- che nasce probabilmente già viziato dal punto di vista procedurale, in quanto risulterebbero violate le normative in materia di pianificazione (LR 1/2015) e di conseguenza dell’articolo 48 dello Statuto che regola la partecipazione. Una informativa quindi non solo monca, in quanto manca di descrivere la strategia impiantistica, ma anche formalmente difettosa dal punto di vista amministrativo. Ma ciò che più fa arrabbiare sono due aspetti focali: il primo, che lo stesso documento non recepisce gli indirizzi già votati all’unanimità dal Consiglio regionale, che prevedono, qualora indispensabili, anche la realizzazione di termovalorizzatori; oltre a ciò, il giudizio circa la legittimità del provvedimento è stato, poi, dato a firma di un dirigente, Edo Bernini, che dovrebbe essere sollevato dalle materie riguardanti i rifiuti e le autorizzazioni ambientali, dato che è tuttora sotto inchiesta”.

!La Giunta ha chiesto il voto di fiducia sul piano rifiuti – fa notare Forza Italia -. Tra le poltrone e la coerenza, noi abbiamo scelto la coerenza, per questo siamo usciti dall’aula; la maggioranza di Centrosinistra, invece, ha scelto le poltrone. Noi siamo pronti a votare anche domattina, ma deve essere ben chiaro che le prerogative dei consiglieri regionali non possono essere calpestate da nessuno, neanche dalla Giunta e dagli assessori. Questo concetto elementare deve essere rispettato. Noi avevamo chiesto la fondatezza delle pregiudiziali al segretario generale, e invece ci siamo visti arrivare come risposta il parere scritto della Giunta: è inaccettabile e scorretto. Ormai risultano evidenti a tutti le fratture tra Giunta e Consiglio, e questo va a discapito dei toscani e del buon funzionamento delle istituzioni democratiche”.

“Riteniamo il procedimento viziato e l’atteggiamento della Giunta nei confronti del Consiglio formalmente e sostanzialmente intollerabile –fa sapere il Gruppo Toscana domani -. La cosa più grave, però, è che siamo in forte ritardo rispetto agli obiettivi della programmazione regionale nonché a ciò che succede in Italia, in Europa, nel mondo: di fronte alla più grave crisi energetica che si ricordi dagli anni ’70 in poi, ci siamo fatti trovare del tutto impreparati. Se c’è una grave responsabilità della Giunta, del Presidente e di chi li sostiene, non sta soltanto nei gravi errori procedurali che ci hanno portato a uscire dall’aula. Ma anche e soprattutto nel ritardo con cui ci siamo mossi rispetto alle carenze nella gestione dei rifiuti, alle inefficienze nel loro recupero energetico e alle grandi possibilità offerte dal Pnrr. Ci auguriamo che questi ritardi non comportino il rischio di perdere l’occasione irripetibile del Recovery Plan”.

La seduta è comunque andata avanti con l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni che, davanti a un’aula che ha visto la presenza della sola maggioranza, ha illustrato, attraverso l’informativa, le linee guida del Piano regionale su rifiuti e bonifiche.

“È un’occasione di ascolto e ritengo molto grave che le opposizioni rinuncino alla facoltà di esprimere i propri indirizzi in un atto così importante e così fondamentale per questa Regione – ha esordito -. Abbandonare l’Aula è una scelta che non ha niente a che fare con la forma, ma è una scelta tutta di sostanza, perché è una scelta di rinuncia a governare un problema che è uno dei principali che dobbiamo affrontare in questa legislatura. Noi avviamo oggi la vera e propria elaborazione del Piano, che terrà conto delle indicazioni che esprimerà il Consiglio, e lavorerò per inviarvi la proposta prima della pausa estiva, in modo che possiate dare inizio all’iter di adozione e approvazione. Tra gli obiettivi che il Piano si prefigge di recuperare quanta più materia possibile migliorando la raccolta differenziata, chiudendo il ciclo degli urbani e creando una vera e propria industria del riuso a forte regia pubblica, e lo fa partendo dal nuovo strumento dell’avviso pubblico. La Toscana, attraverso l’aggiornamento del Piano regionale su rifiuti e bonifiche si prepara anche a recepire gli obiettivi delle nuove direttive europee”.

Nel corso l’informativa, l’assessora Monni ha delineato gli obiettivi, primo fra tutti ridurre la produzione dei rifiuti e spingere sul riuso, puntando “con decisione, su tutto il territorio regionale”, ad azioni di prevenzione, valorizzazione delle esperienze virtuose, ad azioni di preparazione al riutilizzo, e all’attivazione di sinergie con il sistema della produzione. Nell’ambito dell’obiettivo di riduzione della produzione dei rifiuti e incremento del riciclo, in linea con la Strategia europea relativa alla mitigazione dell’impatto ambientale della plastica (Direttiva 2019/904) e alla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, verranno integrate e rafforzate le azioni già avviate per la riduzione e sostituzione dell’utilizzo del monouso in plastica sostenendo la promozione per la realizzazione di interventi di sensibilizzazione per la riduzione e il riciclo della plastica nell’ambiente. Previste anche azioni volte alla prevenzione della dispersione di rifiuti in mare. Secondo obiettivo, il miglioramento quali-quantitativo delle raccolte differenziate e quindi il raggiungimento dell’80-85 per cento nel 2035. Per fare ciò si pensa ad una estensione degli obblighi e l’ulteriore implementazione delle raccolte separate dei rifiuti organici, tessili e domestici pericolosi, nonché dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), dei rifiuti ingombranti e assorbenti, anche prevedendo il rafforzamento dei centri di raccolta e di ulteriori sistemi di raccolta dedicati e di prossimità.

“Più riciclo e recupero”. La Toscana sceglie di orientare la gestione dei rifiuti verso le opzioni più virtuose di trattamento per raggiungere l’obiettivo del 65 per cento di riciclo di materia al 2035. In linea con la necessità di migliorare il recupero, riciclo e riutilizzo dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) e in linea con la strategia comunitaria verrà sostenuta la demolizione selettiva finalizzata alla cernita dei rifiuti almeno per legno, frazioni minerali (cemento, mattoni, piastrelle e ceramica, pietre), metalli, vetro, plastica e gesso. Da problema a risorsa: il documento di monitoraggio del vigente Piano, approvato con delibera di Giunta regionale fa emergere un quadro che indica come la raccolta differenziata vada correlata alla capacità del sistema impiantistico di gestire e trattare i rifiuti così raccolti. Valutare tutte le opportunità offerte anche dall’innovazione tecnologica diventa necessario e ricorrere ad un avviso pubblico esplorativo per raccogliere manifestazioni di interesse alla realizzazione di impianti di riciclo e recupero, è la strada tracciata per individuare e misurare, non limitatamente ai gestori pubblici, ma in generale, le potenzialità di sviluppo di attività di recupero e riciclo della materia a partire dai rifiuti.

“Un coinvolgimento dei territori – ha spiegato Monia Monni – che non è una delega, ma un modo di ascoltare le loro proposte per affrontare insieme la transizione ecologica. Resta ferma la decisione no a nuovi termovalorizzatori: a questi impianti, caratterizzati da tecnologie in linea con la gerarchia europea in termini di recupero energetico attualmente presenti in Toscana, si affiancheranno soluzioni che sfruttano tecnologie alternative e che minimizzano l’emissione di CO2 in atmosfera. Riduzione dello smaltimento finale: in base alla normativa è l’ultima opzione della gerarchia dei rifiuti. Il Piano regionale intende rafforzare il percorso già in atto di progressiva diminuzione del numero delle discariche esistenti, assicurando il soddisfacimento dei fabbisogni regionali in sicurezza, fino a raggiungere la soglia massima del 10 per cento di smaltimento degli urbani al 2035.

“Non è un ‘operazione che si fa in un giorno – ha sottolineato l’assessora Monni – e su questo occorre essere chiari, è un’operazione che richiede tempo e ci sarà una fase di transizione durante la quale saranno realizzati i nuovi impianti, che richiederà di continuare a usare le discariche. Nel Piano che proporremo è prevista una riduzione progressiva delle discariche, misurata sulle reali necessità della nostra Regione”.

Altre misure per l’economia circolare: il Piano sostiene interventi volti all’adozione di processi produttivi più attenti alla riduzione degli sprechi di materia oltre a confermare il principio di prossimità del trattamento dei rifiuti urbani e speciali di maggior rilevanza economico-ambientale e la necessità di privilegiare l’implementazione dell’impiantistica dell’economia circolare. Bonifica dei siti inquinati e delle aree minerarie dismesse: il Piano dovrà continuare il percorso avviato per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza di importanti porzioni del territorio regionale attraverso l’attuazione degli accordi stipulati a livello statale e con gli enti locali coinvolti. Particolare attenzione viene posta sull’aggiornamento della Banca dati dei siti interessati da procedimenti di bonifica.

“L’obiettivo del Piano regionale su rifiuti e bonifiche – ha concluso l’assessore Monni – è quello di puntare non solo all’autosufficienza della Regione, che è l’obiettivo minimo, ma deve essere un’opportunità incredibile per il nostro territorio per creare le condizioni per uno sviluppo che sia davvero rispettoso delle risorse del pianeta, dando anche un contributo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, offrendo anche alle cittadine e ai cittadini trasparenza e sicurezza nella gestione dei rifiuti, oltre che tariffe stabili. Sarà un Piano dei rifiuti ampiamente condiviso che avrà nella commissione Ambiente e territorio, presieduta da Lucia De Robertis, il suo cuore e il suo motore”.

 

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