L'ipotesi
Giani propone la Toscana per un’edizione diffusa delle Olimpiadi: “Tiro con l’arco sugli spalti delle Mura di Lucca”
Il governatore rilancia l’idea della competizione a cinque cerchi in regione, sulla scia del successo di Milano-Cortina 2026
Immaginate il sibilo delle frecce che fende l’aria all’ombra dei baluardi cinquecenteschi, con il bersaglio piazzato sugli spalti che hanno fatto la storia di Lucca. Non è solo un suggerimento suggestivo, ma la visione lanciata dal presidente della Regione, Eugenio Giani, che partendo dai fasti di Milano-Cortina 2026 guarda già al futuro dello sport italiano: una Toscana olimpica, capace di ospitare i Giochi in una dimensione diffusa e spettacolare.
L’occasione per questa riflessione è stata la presentazione a Palazzo Strozzi Sacrati del volume Cortina 1956. I primi cinque cerchi olimpici, curato da Gherardo Bonini, Franco Cervellati, Marcello Marchioni e Giuseppe Ocello. Un’opera nata dal recente ritrovamento di documenti inediti nell’archivio storico del Coni, che svela i retroscena politici e organizzativi della prima Olimpiade invernale italiana, celebrata proprio a pochi giorni dalla chiusura di Milano-Cortina 2026.
Secondo Giani, il successo del modello organizzativo odierno e l’impennata di presenze sulle nostre montagne, come all’Abetone, sono figli di quella “scossa” che solo i cinque cerchi sanno dare. Una scossa che la Toscana sarebbe pronta a raccogliere tra dieci o quattordici anni. “Il futuro propone eventi a portata di treno ad alta velocità – ha spiegato Giani – e la nostra regione sarebbe lo scenario ideale: penso al tiro con l’arco sotto le Mura di Lucca, ma anche alla vela a Punta Ala, al windsurf a Porto Santo Stefano o al ciclismo tra le colline del Chianti e del Mugello“.
Il libro non è solo una cronaca sportiva, ma il racconto di un’Italia che, a soli dieci anni dalla fine della guerra, cercava riscatto internazionale. Come evidenziato dall’autore Franco Cervellati, Cortina 1956 fu la prova generale per Roma ’60, svoltasi in un clima di tensioni mondiali fortissime, dalla rivoluzione d’Ungheria alla crisi di Suez, fino ai primi vagiti del terrorismo altoatesino. Documenti segreti e carteggi mai rivelati prima dal Coni mostrano le immense difficoltà economiche di allora, inclusi finanziamenti statali promessi e mai arrivati, che Cortina seppe superare diventando una meta di riferimento mondiale.
Dalle foto d’epoca con gli sci di legno e gli attacchi a molla, fino alla proiezione verso i Giochi diffusi di domani, il volume ripropone lo sport come volano di rigenerazione dei territori. E chissà che, tra qualche anno, la corsa all’oro olimpico non debba davvero passare proprio sopra i prati dei nostri spalti.


