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Trasporto pubblico, in arrivo l’aumento di biglietti: la Regione mette 12 milioni per mitigare gli effetti

Biglietti del bus a 2 euro, rincari ridotti per treni e abbonamenti. Appello ai Comuni, ma Fdi non ci sta: “Semplicemente inaccettabile”

Scattano da agosto i nuovi adeguamenti tariffari per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma in Toscana, una misura legata all’inflazione e ai contratti di servizio che rischiava di tradursi in una stangata generalizzata del 15 per cento per gli utenti. Per limitare l’impatto sui cittadini, la Regione Toscana ha deciso di intervenire stanziando quasi 12 milioni di euro per blindare le tessere dei pendolari e rimodulare i rincari.

Senza questo intervento finanziario, i rincari avrebbero colpito pesantemente ogni categoria di viaggiatore. La manovra di palazzo Strozzi Sacrati permetterà invece di azzerare del tutto gli aumenti sugli abbonamenti dei treni regionali (per i quali sono stati stanziati 2 milioni di euro) e di dimezzare la maggiorazione sui titoli di viaggio mensili e annuali dei bus, dove il rincaro previsto si fermerà all’8 per cento anziché al 15 grazie a un’iniezione di circa 10 milioni di euro. L’adeguamento tariffario toccherà invece i biglietti singoli: per i treni l’aumento sarà del 5 per cento, mentre il ticket urbano dei bus nei capoluoghi passerà da 1,70 a 2 euro.

“Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro, dopo tre anni di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si passa a 2 euro – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani –. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita e all’inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla possibilità di un contenzioso abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del centro-nord. Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12 milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro che su gomma”. Giani rivendica anche i benefici strutturali di quell’accordo: “Lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti ci consente di avere bus più nuovi. Dal 2021 ad oggi il progressivo rinnovo del parco mezzi ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media da 13 a 7 anni, ed entro fine anno potrebbero essere ben 1500″.

Il sistema del trasporto pubblico toscano si regge su un bilancio imponente, alimentato ogni anno da 450 milioni di risorse statali, 144 milioni regionali e circa 38 milioni degli enti locali. I rincari dei carburanti e l’inflazione hanno però costretto a rivedere i piani. L’assessore regionale ai trasporti, Filippo Boni, ricostruisce la genesi del provvedimento chiarendo che nei due anni passati l’aumento era stato totalmente annullato con risorse proprie dell’ente, mentre per l’estate alle porte si è proceduto a una forte calmierazione sociale. “Abbiamo messo a disposizione 12 milioni di euro – sottolinea Boni – grazie ai quali verrà totalmente annullato l’effetto dell’aumento sugli abbonamenti ferroviari regionali e verrà di fatto dimezzato quello per il tpl su gomma. E abbiamo messo in atto una serie di misure di carattere sociale: la gratuità per i bambini sotto gli 11 anni, l’esclusione dall’aumento per gli studenti under 26 che abitano più lontani e la possibilità di pagare l’abbonamento in 4 rate, una novità assoluta”.

Nel dettaglio della rimodulazione urbana per i bus, viaggiare costerà meno a chi utilizzerà il mezzo pubblico con maggiore frequenza. A fronte del biglietto singolo a 2 euro, il carnet da 10 corse fisserà il singolo viaggio a 1,80 euro, l’abbonamento mensile abbatterà il costo a 1,06 euro a corsa e l’annuale scenderà fino a 0,90 euro a viaggio. Le novità sociali vedono l’addio al vecchio criterio del metro d’altezza per il viaggio gratuito dei bambini, sostituito dal limite anagrafico degli 11 anni. Bloccati anche i rincari sulle tratte extraurbane per gli studenti fino a 26 anni di età. La delibera è stata approvata in questi giorni per rispettare i due mesi di preavviso obbligatori nei confronti delle aziende di trasporto, ma la partita non è del tutto chiusa. Il prossimo 21 luglio è già stata convocata la conferenza permanente del tpl per avviare il confronto con Comuni e Province, cercando di reperire ulteriori risorse locali per alleggerire ancora i costi a carico dell’utenza.

I commenti politici

“L’aumento del prezzo del biglietto degli autobus e del tram e degli abbonamenti, con il rischio di buon ritocco delle tratte extraurbane, annunciato da Giani, è semplicemente inaccettabile. Una gabella che rappresenta la fotografia di una situazione chiaramente sfuggita di mano in Toscana. Sono mesi che gli utenti del servizio subiscono condizioni allucinanti sia in rapporto alla frequenza delle corse che alla velocità commerciale del mezzo senza contare spesso le condizioni interne dei bus, dove i passeggeri si ritrovano stipati frequentemente come sardine”. A parlare è il consigliere regionale di Fdi, Vittorio Fantozzi. 

“Il presidente Giani e l’assessore Boni si sono ben guardati fino a oggi dal paventare qualsiasi notizia di aumento sia in Consiglio che nelle competenti commissioni, eppure sembra che l’aumento sia già previsto per il prossimo agosto. Unica possibilità di scendere a 1,80 o 1,90 euro, è che i comuni mettano più soldi. L’ennesima dimostrazione che la gara unica sull’intero territorio regionale voluta dal Partito Democratico e fortemente osteggiata da Fratelli d’Italia – ricorda Fantozzi – non regge economicamente e allo stesso tempo non riesce neppure a garantire un servizio efficiente. Basti pensare alle aree interne e più deboli che continuano a manifestare enormi problemi per i passeggeri. Solo pochi mesi fa annunciando la variazione di bilancio Giani aveva dichiarato una partita di giro di circa 25 milioni di euro destinata al trasporto pubblico locale. Oggi ci ritroviamo all’aumento del biglietto che arriva a due euro e del quale si cerca di dare colpa ai Comuni, è l’ennesimo atto di sudditanza di Giani & C. nei confronti di una multinazionale straniera a cui si regala un aumento di entità mai vista – quasi il 18% – a fronte di nessun investimento e nessun miglioramento del servizio da parte dell’azienda francese”. A questo si sommano le difficoltà del versante ferroviario del trasporto pubblico locale e il quadro è concluso”.