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Approvato il Piano faunistico venatorio: nuove regole per la caccia in Toscana
Più aree protette, limitazioni al piombo e agli appostamenti fissi. La Toscana per prima supera la frammentazione provinciale dopo 11 anni
La Toscana si dota del suo primo Piano faunistico venatorio regionale, lo strumento destinato a regolare la gestione del territorio e della fauna selvatica. Il documento, approvato oggi (30 luglio) dal Consiglio regionale, supera definitivamente la frammentazione dei precedenti piani provinciali e il regime di proroghe in vigore dal 2015.
A definire il senso del provvedimento è il presidente della Regione Eugenio Giani, che lo descrive come “il Piano dell’equilibrio”, nato con l’obiettivo di trovare una sintesi tra le esigenze degli agricoltori, dei cacciatori e delle associazioni ambientaliste.
“La Toscana è una regione di 22900 chilometri quadrati con 3,6 milioni di abitanti – ha detto il presidente Giani -, un’estensione pari alla Lombardia ma con un terzo della sua popolazione e con la superficie boschiva più ampia d’Italia. In un territorio così ricco di risorse naturali e con una presenza antropica diffusa, definire regole chiare è un passo fondamentale, anche più importante di quanto possa esserlo in realtà maggiormente urbanizzate. Per questo motivo il Piano nasce con l’intento di trovare una sintesi virtuosa fra le tre componenti centrali della comunità locale: agricoltori, cacciatori e ambientalisti, tutte accomunate da un profondo legame e rispetto per l’ambiente”.
Entrando nel merito delle categorie coinvolte, Giani ha sottolineato il ruolo degli agricoltori: “Attribuiamo loro un ruolo primario per riportare i giovani e le donne alla terra in condizioni di sicurezza economica e operativa”. Sul fronte venatorio, il presidente ha ricordato che il numero dei cacciatori toscani è passato da oltre 200mila agli attuali 60mila: “La loro presenza è indispensabile per garantire la biodiversità, il contenimento delle emergenze e l’equilibrio ecologico: senza di loro ci troveremmo di fronte a uno squilibrio dai danni gravissimi”. Giani ha quindi richiamato il contributo del mondo ecologista: “Dobbiamo sostenere le associazioni ambientaliste autentiche, che sono custodi ideali del paesaggio contro inquinamento e declassamento del territorio”.
Il presidente ha evidenziato anche il valore istituzionale dell’approvazione: “Questo è il primo Piano faunistico approvato direttamente dall’ente regionale a ben 11 anni dal superamento dei singoli strumenti provinciali, un fatto importantissimo che rappresenta un modello operativo per l’intero Paese”.
Ringraziando i presidenti delle commissioni, i consiglieri di ogni schieramento e il personale degli uffici regionali per il lavoro svolto, Giani ha infine ribadito la necessità di arrivare al voto: “Non potevamo rinviare ancora, dovevamo cogliere l’occasione e votare subito per dare risposte immediate e concrete a tutte le sfide che interessano la Toscana”.
A favore del Piano ha votato il Movimento 5 Stelle, che rivendica di avere contribuito a modificare in maniera sostanziale l’impostazione iniziale del documento, rafforzando la tutela degli ecosistemi e ridimensionando il ruolo attribuito all’attività venatoria. “È un punto di partenza, non un compromesso al ribasso. Ma il testo approvato segna un importante cambio di passo e modifica l’impostazione di partenza: la Toscana apre una strada nuova, nella quale la gestione della fauna non parte più dall’idea dell’uomo come padrone e regolatore della natura, ma dalla tutela degli ecosistemi, della biodiversità e dell’equilibrio tra tutti gli esseri viventi. Da oggi il cacciatore non sarà più considerato come necessario regolatore della biodiversità e l’attività venatoria sarà a tutti gli effetti una concessione subordinata alla conservazione delle specie. Grazie al nostro lavoro, cacciatori, agricoltori e associazioni ambientaliste diventano così i tre soggetti chiamati a concorrere alle decisioni sul territorio, senza rappresentanze esclusive dell’interesse pubblico”. Così la consigliera del M5S Irene Galletti.
“Grazie al M5S il Piano avvia il superamento delle munizioni al piombo, riduce le immissioni di fauna da allevamento, aumenta la superficie delle aree protette e disciplina in modo restrittivo gli appostamenti fissi. Avevamo già ottenuto anche il divieto della caccia alla pavoncella con le modifiche al calendario venatorio. Con la discussione in aula di oggi, inoltre, siamo riusciti a ottenere con specifici atti di indirizzo, la pubblicazione della connettività ecologica e dei corridoi faunistici, il superamento della caccia della volpe in tana e la caccia degli uccelli migratori sui valichi montani. Si tratta dunque – conclude Galletti – di un primo fondamentale passo che conferma la visione ispirata all’ecologismo integrale, che porterà la Toscana ad essere la prima regione a mettere a terra questa nuova visione. Entro l’anno prevediamo un’azione della regione in tema di educazione ambientale nelle scuole e una riforma organica delle Gav (Gruppi ambientali volontari)”.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli ha ricordato il confronto condotto con le associazioni ambientaliste e animaliste e il lavoro svolto durante l’esame del provvedimento, composto da oltre 1600 pagine: “Abbiamo deciso di incidere assumendoci la responsabilità di governo, per questo abbiamo votato a favore del primo Piano faunistico venatorio regionale, atteso da anni e necessario per superare la frammentazione dei precedenti piani provinciali, perché abbiamo contribuito a costruirlo in modo determinante nella sua versione finale attraverso un lavoro attento e serrato con le associazioni ambientaliste e animaliste. Un atto complesso, di oltre 1600 pagine, per il quale sono state esaminate centinaia di osservazioni ed è stato fatto un importante lavoro di sintesi delle diverse prospettive: ambientaliste, agricole ridimensionando le prerogative venatorie”.


