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Da Camaiore ad Altopascio passando per Lucca: a piedi lungo la via Francigena

La via Francigena, un'opportunità per gli amanti dell'escursionismo e per famiglie

Cerchi un’idea per trascorrere una domenica all’aria aperta? Dopo mesi di lockdown, restrizioni e tanta pioggia, sgranchirsi le gambe in mezzo alla natura è un po’ quello che sognano tutti, soprattutto adesso che si sta avvicinando la primavera. E se c’è una cosa che abbiamo imparato nell’ultimo anno è che non serve andare molto lontano per scoprire posti strepitosi dove respirare aria buona e staccare un po’ la spina.

A Lucca, ad esempio, abbiamo la fortuna di avere vicino uno dei più antichi e suggestivi percorsi del mondo che, snodandosi tra pianure e colline, riesce a regalare anche panorami mozzafiato e borghi tutti da fotografare: la via Francigena.

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Il tratto che attraversa la Versilia fino ad arrivare alle nostre Mura – oppure quello più ‘urbano’ che collega Lucca ad Altopascio – sono i classici percorsi piacevoli da percorrere anche a piedi, adatti a una domenica non troppo lontani da casa e a tutti i tipi di gambe. Perché, diciamolo, se vogliamo passare una giornata all’aria aperta c’è anche da valutare il fattore fatica, soprattutto dopo mesi di giornate sedentarie.

Se pensiamo alla Francigena, infatti, ci vengono subito in mente coloro che, muniti di zaino gigante e pesantissimo in spalla, fanno ogni giorno chilometri e chilometri a piedi, partiti da chissà quale angolo di Europa. Tranquilli: non importa avere particolari abilità atletiche, basta scegliere la nostra piccola tappa, un buon paio di scarpe e portare con noi tanta voglia di rilassarsi calpestando le strade più antiche d’Italia. Dopo una sola seppur stancante giornata di cammino potrete vantarvi anche voi di aver fatto un pezzo – e anche molto bello – di Francigena!

I sentieri di montagna e nei boschi – specialmente nella zona della Versilia – sono abbastanza semplici e si passeggia per lo più in viottoli e strade secondarie e pianeggianti di campagna e con poco traffico, ad eccezione della Sp1 e di alcune frazioni che collegano Lucca ad Altopascio.

Il sito ufficiale della via Francigena suddivide il percorso “versiliese” in due tappe: quella più vicina a casa è senza dubbio la numero 27 da Camaiore a Lucca. Con “soli” 8 chilometri di cammino in più si può anche partire da Pietrasanta, la piccola Atene della Toscana. Lunghezza totale del percorso 24 chilometri con un tempo di percorrenza a piedi di circa 6 ore. Una bella sfacchinata che però darà sicuramente tanta soddisfazione.

Se invece preferisci evitare le salite e i percorsi troppo ‘selvaggi’, il tratto 28 – ovvero quello che va da Lucca al centro storico di Altopascio – è sicuramente quello che fa al caso tuo: una tappa completamente pianeggiante dove l’interesse maggiore è rappresentato dai numerosi edifici storici e religiosi che s’incontrano lungo il percorso: le mura di Lucca e l’anfiteatro, la Pieve di Capannori, la Badia di Pozzeveri, la chiesa di San Jacopo e il centro storico di Altopascio sono senza dubbio mete che non puoi non vedere. Percorso che attraversa numerosi centri abitati, con 6 chilometri tutti da fotografare per una durata di circa 4 ore di cammino. Facciamo 6 se durante il tragitto c’è anche un piccolo break aperitivo.

Da Camaiore a Lucca

Dopo aver visitato il centro storico di Camaiore, incorniciato dalle belle Alpi Apuane, ecco la salita più impegnativa della giornata che terminerà nei boschi di Montemagno. Sede dell’antico Ospedale di San Michele, a Montemagno si trovano i resti di un castello attestato fin dall’XI secolo. Nel vicino paese di Pieve a Elici, sono tuttora visitabili anche la chiesa di San Pantaleone e il castello medievale, mentre la successiva località di Rotaio, densa di resti archeologici e di antichi ponti, presenta un castello con cinta muraria a pianta triangolare.

Attraverso la valle della Freddana si giunge poi a Valpromaro, tappa obbligatoria per i ‘pellegrini’ anche solo di un giorno. Da qui un percorso in mezzo al bosco porta a Piazzano. Dopo un tratto di saliscendi ritorniamo a fondo valle fino a San Macario dove ci inseriamo sul tracciato della pista ciclabile sul fiume Serchio. Lungo comode piste sterrate arriveremo alle porte di Lucca con un meritato arrivo al punto di fine tappa.

Per una domenica all’aria aperta e immersi nel verde, i monti di Camaiore offrono anche tante altre bellezze: il fiume Candalla con le sue celebri cascate e la grotta all’Onda, nella frazione di Casoli, una suggestiva cavità di origine carsica che si raggiunge con un comodo sentiero Cai tra i boschi di querce del Monte Matanna.

Da Lucca ad Altopascio

Meno ore di cammino e salite, certo, ma le cose da vedere sono veramente tante. Se vogliamo percorrere questa strada storica come i veri pellegrini, prima di metterci in viaggio verso Altopascio, però, la prima meta a cui far visita è sicuramente il Volto Santo, il celebre crocifisso ligneo conservato nella cattedrale di San Martino.

Di certo il Volto Santo non si offenderà se andate a fare un saluto anche al monumento funebre di Ilaria del Carretto, anzi: moglie del signore di Lucca Paolo Guinigi, la bellissima opera realizzata da Jacopo della Quercia si trova infatti proprio all’interno della cattedrale.

Se non conoscete bene Lucca, oltre alla cattedrale non potete perdere le sue celebri mura che, per volere di Maria Luisa di Borbone, duchessa della città nei primi anni dell’Ottocento, sono diventate una bellissima e particolare passeggiata pedonale. Le mura ma anche Piazza dell’Anfiteatro (tra le piazze più belle d’Italia), la Chiesa di San Michele, detta anche del Foro, che sorge nel luogo dove c’era il centro della Lucca antica. I due assi principali, Via Fillungo e San Paolino, oggi strade di shopping e socialità, ricalcano infatti i decumani romani.

A Lucca si trova anche un interessante punto informazioni: il complesso Via Francigena Entry Point, che offre alla città (e alla Toscana) una serie di servizi pensati per il turismo “lento” e religioso. Qui si può richiedere anche la “credenziale del pellegrino”, un documento che attesta che la persona che ne è in possesso sta svolgendo un pellegrinaggio verso un qualsiasi luogo di culto. I pellegrini possono ricevere anche il timbro e usufruire del wifi.

Lasciando il centro storico di Lucca da Porta Elisa – chiamata così in onore di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte e principessa di Lucca fino al 1814 – intraprendiamo un percorso facile e pianeggiante, interessante soprattutto per i numerosi edifici storici e religiosi che si incontrano lungo l’itinerario.

A pochi chilometri di cammino si raggiunge Capannori con la pieve di San Quirico. A Capannori, sarete accolti dal labirinto dedicato ai pellegrini, un percorso – da poco realizzato – composto da pali in legno il cui disegno rappresenta la simbolica conchiglia. Superata Capannori, ci si imbatte nella frazione di Lammari, che ospita la chiesa di San Cristoforo risalente al XII secolo. A Lunata si incontra invece l’Ospedale dei Santi Matteo e Pellegrino, adibito all’assistenza degli antichi viandanti e dipendente dalla pieve di San Frediano, della quale rimangono l’intero campanile ed alcune tracce nell’attuale chiesa.

Nel piccolo centro di Rughi, a Porcari, si può ammirare invece la chiesa di Santa Maria, che presenta oggi radicali trasformazioni nell’assetto rispetto all’impianto architettonico medievale e non conserva purtroppo alcun resto dell’attiguo ospedale duecentesco.

Porcari è infatti un’importante tappa del percorso, in quanto centro che ospitava, all’inizio dell’XI secolo, le chiese di San Maria e San Michele Arcangelo. I resti del castello che fu teatro di scontri tra le opposte fazioni nobiliari della zona è visibile ancora oggi.

Ma la vera ‘chicca’ del percorso è senza dubbio Montecarlo: celebre per la sua festa del vino, qui meritano una visita il castello e la pieve di San Piero in Campo, risalente al XII secolo e tuttora ben conservata. Per chi ama la natura, inoltre, il territorio di Montecarlo offre la possibilità di passeggiare tra uliveti e vigneti, immersi nel verde e nel totale silenzio. Una bella vista, un bello spuntino, ma qui la fatica si farà sicuramente sentire: rispetto alle altre tappe infatti Montecarlo è qualche metro più in su rispetto al livello del mare. Qualche salita insomma, ma ne varrà la pena.

Ancora pochi chilometri di cammino e si arriva all’ultima meta: Altopascio, terra che un tempo era totalmente coperta di boschi e ospitava il celebre ospitale dei Cavalieri del Tau.

Altopascio, grande centro ospitaliero nell’Europa medievale, riveste ancora oggi una particolare importanza storica ed artistica legata soprattutto all’accoglienza dei pellegrini che ancora oggi vi transitano, pernottando in molti nella Foresteria gestita dal Comune. La storia di Altopascio comincia con gli Ospitalieri del Tau, al crepuscolo dell’XI secolo. Sulla Via Francigena svolgevano un’attività intensa di ospitalità, assistenza ai pellegrini, agli infermi, ai poveri. Attivissimi, i frati fondarono anche diverse dipendenze in Italia e in Europa, tanto che nel 1191, Altopascio veniva semplicemente denominato “Le Hopital”, cioè “lo spedale”. Ne scrissero, pensate, anche Boccaccio, Machiavelli e addirittura Shakespeare!

Attenzione però, anche se i percorsi sono piuttosto semplici non bisogna mai sottovalutare la salita… e un paio di scarpe sbagliato! Portate con voi scarpe comode (e adeguate) e tutto l’occorrente per trascorrere una giornata fuori casa. Anche la tecnologia sarà di molto aiuto: esiste infatti un’App gratuita della via Francigena con tutte le tappe ed ogni tratto, inoltre, è mappato su Google Street View. Tutte le informazioni sono inoltre disponibili sul sito della via Francigena e su quello della Regione Toscana.

Giulia Prete

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